S E
G N A
L A Z
I O N E
Enzo
Bianchi, Priore di Bose, a Venezia
a San Vidal l'11 marzo scorso
a San Vidal l'11 marzo scorso
Dal 1969 Enzo Bianchi viene quasi ogni anno a Venezia e,
nell’ultimo periodo, è ospite di “Chorus”, Associazione per la chiesa del
Patriarcato di Venezia.
A San Vidal, martedì 11 marzo ha parlato di “Papa Francesco, profezia per la chiesa e
per il mondo”.
Sono passati due anni (era il 13 marzo 2013) dalla sua elezione e la fisionomia della sua missione –a partire dal nome che ha voluto assumere- emerge con progressiva chiarezza.
Sono passati due anni (era il 13 marzo 2013) dalla sua elezione e la fisionomia della sua missione –a partire dal nome che ha voluto assumere- emerge con progressiva chiarezza.
Due, secondo il Priore di Bose, i tratti principali di Francesco: la riforma e la misericordia.
Una riforma per la vita, prima di tutto: che tocchi la vita dei cristiani e che recuperi la
riforma attuata dal Concilio. Per mutare pensieri e desideri. E poi anche una
riforma ”esterna”: degli apparati vaticani.
Il secondo tratto è la misericordia: la chiesa come “ospedale da campo”, secondo la sua definizione; il “…chi sono io per giudicare!”, in pieno spirito evangelico; l’invito a non avere “vergogna della carne di tuo fratello”. E’ un riandare a Giovanni XXIII°, di cui il Priore ha ricordato la prolusione del 11 ottobre 1962, all’apertura del Concilio.
Una sintesi lucida e documentata, come Enzo Bianchi sa fare,
inclusiva della sapienza della chiesa d’occidente e di quella d’oriente, dei
Padri antichi (quelli dei primi secoli del cristianesimo) e di quelli
contemporanei (i grandi testimoni dei nostri tempi).

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