martedì 27 aprile 2021

Sepulcralis pelagus Renato Omacini

 Ci sono 34 km. da Gerusalemme a Gerico; a piedi ci si possono impiegare 7-10 ore.

Cos’è successo su quella strada, in un non precisato chilometro, 2.000 anni fa? E’ successo un incidente, con un uomo mezzo morto lasciato ai bordi della strada. Tre passanti lo videro: due passarono oltre, uno si fermò e lo assistette (Lc 10, 30-37).

Ci sono 260 miglia marine (481 km.) dalle coste della Libia (Zuwara) a quelle della Sicilia (Pozzallo).

Cos’è successo su quel tratto del Mediterraneo giovedì 22 aprile 2021 (e tante altre volte prima)?

E’ successo che 130 esseri umani sono annegati senza che nessuno, per ore ed ore, li abbia soccorsi. Erano in acque SAR, acque internazionali di competenza libica quanto ai soccorsi.

Tutti sono “ passati oltre “! E – novità – i social ed i media (con rarissime, lodevoli eccezioni) è come se non se ne fossero accorti, né sul piano della cronaca (a parte il minimo “dovuto”), né su quello della riflessione e delle proposte. Anche i leader politici e gli intellettuali (anche in questo caso con lodevoli eccezioni) si sono comportati complessivamente allo stesso modo.

Con un’opinione pubblica sempre più rintronata da una ripetuta campagna d’informazione rozza ed incivile. La globalizzazione dell’indifferenza, è stato detto ed il Papa domenica 25 aprile ha tuonato: “E’ il tempo della vergogna! “.

Decine di Stati che, pur avendone la possibilità – se lo volessero – di governare questi dolorosi e certo non facili fenomeni, “ non vedono ! “. Anzi, complessivamente, si è andati indietro quanto ad organizzazione dei soccorsi in mare.

Forse è  più importante, in Europa, il Recovery Plan!

Ma le mura della “Fortezza-Europa” crolleranno come quelle di Gerico, se non si cambia.

Ognuno si regoli secondo le proprie convinzioni e soprattutto secondo la propria coscienza, ma quanti si professano cristiani dovrebbero, sul punto, far più rete e spendere parole e gesti molto più coraggiosi ed efficaci di quanto, meritoriamente, non avvenga ora, in modo, però troppo frammentato.

Come “ Popolari “ possiamo, secondo Voi (e come?), rompere il silenzio?