lunedì 27 settembre 2021

Perchè non si sblocca ? Renato Omacini

 Uso l’immagine di un meccanico che si affatica, per ore ed ore, a tentare di sbloccare un motore. Ma non ce la fa !

Penso spesso, in conseguenza del mio amore per la Politica e della mia appartenenza ecclesiale, al fenomeno classificato (anche se con una certa storica arbitrarietà) come “cattolicesimo democratico”.

Considero un po’ le vicende storiche più lontane: i filoni del pensiero cattolico italiano nell’Ottocento e nel Novecento. E considero anche quelli più recenti: di questi ultimi trent’anni in particolare.

 

Cosa, pur modestamente, osservo in sintesi?

 

-        Un’analisi ottima delle “cause” che, di fatto, hanno progressivamente ridotta (quasi marginalizzata) la voce e l’azione dei “cattolici democratici”. Ottima diagnostica, insomma, con riferimento all’arte medica.

-        Deboli terapie, invece, per rimanere nell’immagine: sforzi, conati, desideri, alla fine complessivamente – sia detto con rispetto – poco significativi e poco incidenti sulla politica italiana.

-        Molti buoni “Maestri” che, anche in questi ultimi trent’anni, hanno per così dire acceso i lampeggianti: quasi sempre, però,  sono stati inascoltati!

 

Mi chiedo, come quel meccanico: cosa blocca il meccanismo?

Perché un filone di pensiero e di prassi a lungo “vincente” nel nostro Paese (e non solo) è oggi così carsico e frammentato?

Provo ad abbozzare qualche riflessione al riguardo, riflessioni meritevoli, ciascuna, di un “Trattato”:

 

 

-        Perché ciò fa consapevolmente comodo a quei pensatori ed a quei poteri (nazionali ed internazionali) che magari usano quel filone strumentalmente, ma che ne sono ideologicamente e concretamente lontani. Lo considerano non superato, ma “pericoloso” e disfunzionale alla loro prevalente idea di “sviluppo” e di “lotta” politico-economica.

-        Perché la secolarizzazione ed il relativismo hanno contagiato anche troppi “cattolici democratici”, provocando vistose fratture tra i loro fondamenti ed i loro ideali da una parte ed i loro comportamenti dall’altra.

-        Perché il “cattolicesimo democratico” legge certamente gli atti più importanti del Magistero della Chiesa (oggi, al riguardo, lungimirante e “moderno”), ma poi lasciano questi testi ad impolverarsi nelle loro librerie.

-        Perché sono stati via via smobilitati gli importanti “Uffici studi” che aiutavano la politica (i Partiti) specie a livello parlamentare.

-        Perché penso ci sia carenza di Virtù Cardinali (fede, speranza e carità) e dei “Nuovissimi” (morte, giudizio, inferno, paradiso), intesi in senso forte e non integralistico,  in molti cattolici che si impegnano in politica. Ma noi non siamo eterni! Qui entra anche oggettivamente in gioco la “stanchezza”, per molti motivi, delle realtà parrocchiali cattoliche. Proprio in un tempo – sembra paradossale -  in cui, fortunatamente, non è più in discussione (come invece lo è stato per decenni) né la democrazia, né la laicità della politica.

-        Perché c’è disabitudine, per opportunismo e/o per “disperazione”, a gestire i conflitti: preferiamo i “divani” (la nostra, peraltro è una società vecchia) e/o le rendite di posizione di varia natura. Ma la politica è “lotta”, anche se magari attuata “con i guanti bianchi”, non scordiamocelo! “Lotta” evidentemente non-violenta per chi si ispira ai principi del cattolicesimo.

-         

Nulla di nuovo, si dirà!

Ma è possibile che situazioni e fatti illuminati come negativi (o potenzialmente tali) per la politica italiana già  trent’anni fa non abbiano trovato superamento, od almeno significativa correzione, da parte del “cattolicesimo democratico”?

E’ stupefacente, purtroppo, quando ci si va un po’ a documentare, la “palude” di questi ultimi decenni. E i risultati si vedono: tanti i riferimenti possibili.

 

Che fare?

 

 

-        Invitare i giovani a conoscere, a studiare questi fenomeni. Promuovere il loro progressivo protagonismo politico, senza paure o gelosie.

-        Richiamare periodicamente i Decisori politici impegnati nelle Istituzioni a “ricordarsi” delle loro radici, specie quando se ne discostano.

-        Animare l’azione – sovente fiacca – degli Uffici Diocesani più vicini a queste problematiche.

-        Immaginare una Fondazione italiana che promuova, con cadenza biennale, dei Forum di discussione (uno al Nord, uno al Centro ed uno al Sud), tesi ad ascoltare la voce che proviene “dal basso” e quella giovanile in particolare. E tesi, anche,  a porsi come una sorta di “caselle postali” che raccolgono idee e proposte. Di quanti credono ancora che questo “oggetto” complicato (il “cattolicesimo democratico”, appunto) sia tuttora molto interessante e meritevole di essere meglio conosciuto e praticato concretamente.

 

Giuseppe Dalla Torre inizia il suo intervento, reso nel 2008 alla Fondazione “Ispirazione” di Treviso, e riferito alla cultura cattolica italiana del Novecento, nel modo che desidero di seguito riportare:

“ Nell’articolo su “I pericoli di Roma e le sue speranze”, apparso sul giornale francese “Correspondent,”, nel febbraio 1848, alla vigilia della rivoluzione che avrebbe portato alla restaurazione in Francia della Repubblica, era contenuta un’espressione provocante: “Passons aux barbares”. Con questa espressione, desinata ad avere successo nella pubblicistica cattolica democratica non solo francese, nella seconda metà dell’Ottocento, l’autore dell’articolo, Federico Ozanam,  intendeva replicare a distanza di tempo al “Journal de débat”,  che aveva indicato nelle masse popolari di una Francia inquieta e socialmente tormentata i “barbari e nemici”. Passare ai barbari voleva dire…che la Chiesa, come era passata ai barbari dopo la morte dell’imperatore Teodosio (395 d.C.), dovesse ora passare al popolo…”.

(in Quaderni n.7 dei Cenacoli culturali 2008 della citata Fondazione)

La classe dirigente ha il dovere, credo, di ascoltare le masse popolari, ma anche di contribuire, senza improprie sostituzioni, ad orientarle al bene comune.

Quanto entusiasmante lavoro possibile anche per il “cattolicesimo democratico” !

Venezia, 25 settembre 2021.