domenica 26 luglio 2020

Un’idea sull’Europa (Renato Omacini)


 Passerò forse un po’ per visionario, ma, da credente, sono portato a vedere, nel recente svolgersi del confronto europeo (e nella sua positiva conclusione), la presenza di alcuni granelli posti dallo Spirito Santo.
Granelli almeno di tre dei Suoi sette doni: sapienza, intelletto, consiglio. Del resto, non sarebbe troppo sorprendente: “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future” (Gv 16, 13), è scritto!
Non è dunque per irriverenza, né per sproporzionata idea, né – spero – per angusta, localistica visione, che penso ad una forma di “illuminazione” dall’alto. Non agisce, peraltro, la Trinità anche qui ed ora per mezzo degli uomini e delle donne del nostro tempo? Non si parla forse di filosofia e di teologia della storia?
Nel caso specifico e laicamente  parlando, sì è trattato di un passaggio determinante in Europa, per una parte della popolazione mondiale. Il passaggio più decisivo degli ultimi sessant’anni, da quando, cioè, De Gasperi, Adenauer e Schumann concepirono l’idea di un’Europa nuova ed unita.
Cinquecento anni di guerre quasi ininterrotte avevano insanguinato i singoli Stati europei: due mondiali nell’ultimo secolo.
La visione di un “destino comune” come presupposto e garanzia di mantenimento della pace e per un nuovo sviluppo comunitario fu, come sappiamo,  la molla che rese possibile il farsi dell’ ”Evento-Europa”.
Poi sappiamo com’è andata nel corso di questi decenni: da 6 a 27 Stati, con i vantaggi e con i problemi che ne sono conseguiti e che registriamo.
Sino al punto di aver sfiorato, nei giorni scorsi, la deflagrazione dell’Europa a fronte, paradossalmente, di un obiettivo “nobile”: la salute, nel progresso comune.

Se la trattativa fosse fallita, sarebbe stato come riavvolgere all’indietro il nastro del tempo e della storia.
Il ritorno, nuovamente, agli Stati nazionali, inevitabilmente esposti – è nelle cose – al rischio di forti contrasti e persino di scontri tra di loro.
Ecco cosa c’era realmente sul piatto, oltre naturalmente al problema dei finanziamenti per la difficile situazione che tutti stiamo vivendo!
Alcuni Leader (tre donne soprattutto: Angela Merkel, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde, oltre al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel) sono stati determinanti.
Bene, tra parentesi, anche il nostro Paese che deve prepararsi, ora, al “secondo tempo” in tutta serietà, trasparenza ed efficacia. Lo spero vivamente.
Dunque, questa volta, una Politica  responsabile, capace anche di vedere dove sta l’errore e chi lo alimenta magari  per localistici interessi elettorali.
Molti problemi restano, naturalmente, dietro l’angolo: non è tutto oro, a cominciare dal possibile indebolimento della Commissione. Intanto, però, è un buon passo!
Una Politica certo autonoma, laica, com’è giusto che sia, ma – penso – non “dimenticata” da un Paraclito cui è stato assegnato un compito talmente grande e per tutti che  è difficile perfino comprendere.
Che ne pensate: sto esagerando?


Venezia, 22 luglio 2020.

domenica 5 luglio 2020

VERBALE INCONTRO DEL 2 LUGLIO 2020


Sono presenti: Romeo Toffano, Longino Panizzolo, Francesco Borga, Renato Omacini, Clara Urlando, Francis Botter,  Gianfranco Boccotti, Virginio Celin, Bruno Malagutti,  Claudio Bertolin, Annamaria Miraglia, Luciano Orsella.

Apre la riunione Romeo Toffano per ricordare che l’incontro di questa sera sarà l'ultimo incontro della sessione primaverile.
Prende la parola Renato Omacini per spiegare la sua proposta di  invio di una lettera, al Presidente del Parlamento Europeo On. Sassoli, con lo scopo  di dare più  impulso all'Unità  Europea. Riferendosi poi alla esperienza ‘lapiriana’  afferma che bisogna osare, che non si deve avere paura e leggendo la lettera preparata dice  che   lo scopo della stessa è quello di suggerire all’On. Sassoli alcune iniziative intese a dare forza all'idea europea come prefigurata da De Gasperi Schumann  e Adenauer.
Annamaria Miraglia suggerisce delle piccole modifiche da apportare alla lettera e segnala delle possibili partecipazioni per un eventuale convegno.
Dopo una breve discussione che vede  interventi da parte di Borga, Boccotti e Bertolin si decide che ognuno potrà apportare integrazioni e/o modifiche al testo per poi definire a settembre modi e forme per la spedizione della lettera a Bruxelles. Viene ipotizzato inoltre  un incontro da tenersi a Mestre/Venezia sul tema, che dovrà prevedere anche  la presenza di una figura istituzionale della governance europea.  
Romeo Toffano introduce il secondo argomento dell'o.d.g. che riguarda la Città.  
Giancarlo Boccotti si preoccupa che la tematica non venga trattata solamente in una logica storico-dottorale ma che si debba parlare sul concreto, magari della nostra realtà  veneziana.
Renato Omacini afferma che vi debba essere questo e quello e che per i cattolici democratici  la vision della ‘Jerusalem celesti’ fa parte del bagaglio culturale, sicuramente da conoscere .
Francesco Borga ritiene che le comunicazioni sul tema debbano avere due facce: una finalizzata alla autoformazione dei componenti l’Associazione, l'altra alla Comunità  veneziana più  in generale.
Clara Urlando accenna a temi presenti oggi sul dibattito sociale e politico, quali: il Forno Inceneritore di Fusina, il Vallone Moranzani, il Porto..
Annamaria Miraglia afferma che il tema è  l'interessante soprattutto  per la Città  metropolitana ancora priva di una sua visione.
Romeo Toffano chiede che ognuno dei partecipanti formuli una sua proposta su come avviare l'iniziativa sul tema della Città; una proposta non più lunga di 5/7 righe dattiloscritte per poi fare sintesi.
La riunione chiude alle ore 20,15 con l’impegno di ritrovarsi giovedì 10 settembre 2020 alle ore 18.