lunedì 27 settembre 2021

Perchè non si sblocca ? Renato Omacini

 Uso l’immagine di un meccanico che si affatica, per ore ed ore, a tentare di sbloccare un motore. Ma non ce la fa !

Penso spesso, in conseguenza del mio amore per la Politica e della mia appartenenza ecclesiale, al fenomeno classificato (anche se con una certa storica arbitrarietà) come “cattolicesimo democratico”.

Considero un po’ le vicende storiche più lontane: i filoni del pensiero cattolico italiano nell’Ottocento e nel Novecento. E considero anche quelli più recenti: di questi ultimi trent’anni in particolare.

 

Cosa, pur modestamente, osservo in sintesi?

 

-        Un’analisi ottima delle “cause” che, di fatto, hanno progressivamente ridotta (quasi marginalizzata) la voce e l’azione dei “cattolici democratici”. Ottima diagnostica, insomma, con riferimento all’arte medica.

-        Deboli terapie, invece, per rimanere nell’immagine: sforzi, conati, desideri, alla fine complessivamente – sia detto con rispetto – poco significativi e poco incidenti sulla politica italiana.

-        Molti buoni “Maestri” che, anche in questi ultimi trent’anni, hanno per così dire acceso i lampeggianti: quasi sempre, però,  sono stati inascoltati!

 

Mi chiedo, come quel meccanico: cosa blocca il meccanismo?

Perché un filone di pensiero e di prassi a lungo “vincente” nel nostro Paese (e non solo) è oggi così carsico e frammentato?

Provo ad abbozzare qualche riflessione al riguardo, riflessioni meritevoli, ciascuna, di un “Trattato”:

 

 

-        Perché ciò fa consapevolmente comodo a quei pensatori ed a quei poteri (nazionali ed internazionali) che magari usano quel filone strumentalmente, ma che ne sono ideologicamente e concretamente lontani. Lo considerano non superato, ma “pericoloso” e disfunzionale alla loro prevalente idea di “sviluppo” e di “lotta” politico-economica.

-        Perché la secolarizzazione ed il relativismo hanno contagiato anche troppi “cattolici democratici”, provocando vistose fratture tra i loro fondamenti ed i loro ideali da una parte ed i loro comportamenti dall’altra.

-        Perché il “cattolicesimo democratico” legge certamente gli atti più importanti del Magistero della Chiesa (oggi, al riguardo, lungimirante e “moderno”), ma poi lasciano questi testi ad impolverarsi nelle loro librerie.

-        Perché sono stati via via smobilitati gli importanti “Uffici studi” che aiutavano la politica (i Partiti) specie a livello parlamentare.

-        Perché penso ci sia carenza di Virtù Cardinali (fede, speranza e carità) e dei “Nuovissimi” (morte, giudizio, inferno, paradiso), intesi in senso forte e non integralistico,  in molti cattolici che si impegnano in politica. Ma noi non siamo eterni! Qui entra anche oggettivamente in gioco la “stanchezza”, per molti motivi, delle realtà parrocchiali cattoliche. Proprio in un tempo – sembra paradossale -  in cui, fortunatamente, non è più in discussione (come invece lo è stato per decenni) né la democrazia, né la laicità della politica.

-        Perché c’è disabitudine, per opportunismo e/o per “disperazione”, a gestire i conflitti: preferiamo i “divani” (la nostra, peraltro è una società vecchia) e/o le rendite di posizione di varia natura. Ma la politica è “lotta”, anche se magari attuata “con i guanti bianchi”, non scordiamocelo! “Lotta” evidentemente non-violenta per chi si ispira ai principi del cattolicesimo.

-         

Nulla di nuovo, si dirà!

Ma è possibile che situazioni e fatti illuminati come negativi (o potenzialmente tali) per la politica italiana già  trent’anni fa non abbiano trovato superamento, od almeno significativa correzione, da parte del “cattolicesimo democratico”?

E’ stupefacente, purtroppo, quando ci si va un po’ a documentare, la “palude” di questi ultimi decenni. E i risultati si vedono: tanti i riferimenti possibili.

 

Che fare?

 

 

-        Invitare i giovani a conoscere, a studiare questi fenomeni. Promuovere il loro progressivo protagonismo politico, senza paure o gelosie.

-        Richiamare periodicamente i Decisori politici impegnati nelle Istituzioni a “ricordarsi” delle loro radici, specie quando se ne discostano.

-        Animare l’azione – sovente fiacca – degli Uffici Diocesani più vicini a queste problematiche.

-        Immaginare una Fondazione italiana che promuova, con cadenza biennale, dei Forum di discussione (uno al Nord, uno al Centro ed uno al Sud), tesi ad ascoltare la voce che proviene “dal basso” e quella giovanile in particolare. E tesi, anche,  a porsi come una sorta di “caselle postali” che raccolgono idee e proposte. Di quanti credono ancora che questo “oggetto” complicato (il “cattolicesimo democratico”, appunto) sia tuttora molto interessante e meritevole di essere meglio conosciuto e praticato concretamente.

 

Giuseppe Dalla Torre inizia il suo intervento, reso nel 2008 alla Fondazione “Ispirazione” di Treviso, e riferito alla cultura cattolica italiana del Novecento, nel modo che desidero di seguito riportare:

“ Nell’articolo su “I pericoli di Roma e le sue speranze”, apparso sul giornale francese “Correspondent,”, nel febbraio 1848, alla vigilia della rivoluzione che avrebbe portato alla restaurazione in Francia della Repubblica, era contenuta un’espressione provocante: “Passons aux barbares”. Con questa espressione, desinata ad avere successo nella pubblicistica cattolica democratica non solo francese, nella seconda metà dell’Ottocento, l’autore dell’articolo, Federico Ozanam,  intendeva replicare a distanza di tempo al “Journal de débat”,  che aveva indicato nelle masse popolari di una Francia inquieta e socialmente tormentata i “barbari e nemici”. Passare ai barbari voleva dire…che la Chiesa, come era passata ai barbari dopo la morte dell’imperatore Teodosio (395 d.C.), dovesse ora passare al popolo…”.

(in Quaderni n.7 dei Cenacoli culturali 2008 della citata Fondazione)

La classe dirigente ha il dovere, credo, di ascoltare le masse popolari, ma anche di contribuire, senza improprie sostituzioni, ad orientarle al bene comune.

Quanto entusiasmante lavoro possibile anche per il “cattolicesimo democratico” !

Venezia, 25 settembre 2021.

 

 

martedì 15 giugno 2021

“ Solo così …! “ (Renato Omacini)

Avete notato? Molto spesso il personale politico, quando interviene nei telegiornali o in altre trasmissioni televisive, termina il proprio intervento con le proprie ricette, dicendo: “ Solo così …! “.

 

E’ un particolare molto rivelatore : l’assenza totale, cioè, di ogni cautela, di ogni legittimo dubbio. Al contrario: solo certezze assolute. Le proprie!

 

Ma il mondo non può funzionare in questo modo!

 

Eccessivi settarismo, partigianeria e dogmatismo denunciano poca dimestichezza (è un eufemismo!) col dialogo. Risorsa, invece, indispensabile per socialmente “costruire”, mettendo a confronto le proprie idee con quelle degli altri.

 

Cosa serve la scuola? Cosa serve la cultura? Perché  questa diffusa regressione?

 

Alla mia generazione, dopo il 1968 (ma anche prima, per la verità) è stato insegnato, da buoni maestri, di coltivare il “pensiero critico”: tutto il contrario delle certezze assolute.

 

Non va “solo così …!”, quanto invece “la mia opinione è questa …!”, oppure “ noi pensiamo così ! “. Il primo modo di comunicare fa però il gioco di molti interessi, più o meno manifesti.

 

 

Venezia, 14 giugno 2021.

martedì 27 aprile 2021

Sepulcralis pelagus Renato Omacini

 Ci sono 34 km. da Gerusalemme a Gerico; a piedi ci si possono impiegare 7-10 ore.

Cos’è successo su quella strada, in un non precisato chilometro, 2.000 anni fa? E’ successo un incidente, con un uomo mezzo morto lasciato ai bordi della strada. Tre passanti lo videro: due passarono oltre, uno si fermò e lo assistette (Lc 10, 30-37).

Ci sono 260 miglia marine (481 km.) dalle coste della Libia (Zuwara) a quelle della Sicilia (Pozzallo).

Cos’è successo su quel tratto del Mediterraneo giovedì 22 aprile 2021 (e tante altre volte prima)?

E’ successo che 130 esseri umani sono annegati senza che nessuno, per ore ed ore, li abbia soccorsi. Erano in acque SAR, acque internazionali di competenza libica quanto ai soccorsi.

Tutti sono “ passati oltre “! E – novità – i social ed i media (con rarissime, lodevoli eccezioni) è come se non se ne fossero accorti, né sul piano della cronaca (a parte il minimo “dovuto”), né su quello della riflessione e delle proposte. Anche i leader politici e gli intellettuali (anche in questo caso con lodevoli eccezioni) si sono comportati complessivamente allo stesso modo.

Con un’opinione pubblica sempre più rintronata da una ripetuta campagna d’informazione rozza ed incivile. La globalizzazione dell’indifferenza, è stato detto ed il Papa domenica 25 aprile ha tuonato: “E’ il tempo della vergogna! “.

Decine di Stati che, pur avendone la possibilità – se lo volessero – di governare questi dolorosi e certo non facili fenomeni, “ non vedono ! “. Anzi, complessivamente, si è andati indietro quanto ad organizzazione dei soccorsi in mare.

Forse è  più importante, in Europa, il Recovery Plan!

Ma le mura della “Fortezza-Europa” crolleranno come quelle di Gerico, se non si cambia.

Ognuno si regoli secondo le proprie convinzioni e soprattutto secondo la propria coscienza, ma quanti si professano cristiani dovrebbero, sul punto, far più rete e spendere parole e gesti molto più coraggiosi ed efficaci di quanto, meritoriamente, non avvenga ora, in modo, però troppo frammentato.

Come “ Popolari “ possiamo, secondo Voi (e come?), rompere il silenzio?

 

venerdì 19 marzo 2021

49^ Settimana sociale dei cattolici italiani (Taranto, 21-24 ottobre 2021) (Renato Omacini)

Che ne direste, care Amiche e cari Amici “Popolari”, di scambiarci (con le mail e/o con il blog) delle idee/proposte sul tema della Settimana: “ Il Pianeta che speriamo “,  sottotitolo:  “ Ambiente, Lavoro, Futuro: tutto è connesso “?

 L’argomento è immenso, però qualche nostro umile, piccolo apporto può aiutarci a “stare-assieme”.

 Può essere l’inizio di qualcosa di più organico e coordinato da proporre magari in seguito (quando ce ne saranno le condizioni) come apporto della nostra Associazione.

 Comincio, solo con qualche breve spunto.

 Se mi trovassi come Neil Armstrong sulla superficie lunare e vedessi da là la Terra, direi: “Che stupendo, unico azzurro! Vorrei che restasse sempre tale!”.

Da quel sito si capisce, con tutta evidenza, che “tutto è connesso”, come continuano a ripetere  la Scienza, gli astronauti e  Papa Francesco.

 Il bello (ed il difficile) comincia quando si passa dai buoni propositi alle azioni concretamente necessarie per praticarli. E’ il campo delle scelte  su cui noi cattolici democratici  operanti in questo Occidente dobbiamo esprimerci.

 Le “malattie” della Terra le conosciamo; ma da che cosa sono state provocate? Principalmente dalle “infezioni” di un certo uso del potere e di un certo uso del denaro.

 La filosofia ha preso coscienza, ormai da qualche decennio, dell’esaurimento del ruolo di Prometeo. Vi ricordate di Theodor Adorno e di Max Horkeimer?

 E l’economia, la finanza, il potere? E’ tempo di scegliere tra il bene (terapia giusta) ed il male  (terapia sbagliata) per la Terra, anche qui da noi, nel nostro piccolo.

 E’ tempo di dire, come cattolici democratici, dei chiari SI’ e dei chiari NO, facendoci carico delle rispettive conseguenze.

 Mi interrogo sempre più, per esempio, sul ruolo presente e prossimo dell’Intelligenza Artificiale; come impatta ed impatterà sul nostro Pianeta?

 E quale istruzione e formazione dobbiamo mettere in cantiere per allargare almeno le competenze minime diffuse per non divenire “ostaggi” di pochi “Mandarini” che, come nel film “Il  dittatore” di Charles Chaplin, “giocheranno” con noi e col Pallone-Terra?

 Così, solo per iniziare ……..

Con un saluto.

 

P.S. : in pdf si possono trovare sia i “ Lineamenta “, sia lo “ Instrumentum laboris “ per la Settimana sociale.

La mia mail è: omacini.renato@libero.it

mercoledì 10 marzo 2021

Ana Paola Mendoza ( Renato Omacini )

Carissime/mi,

 

vorrei parteciparvi una notizia minore che mi ha fatto pensare ed anche un po’ commosso. La traggo da “ Avvenire “ del 7 marzo 2021.

Siamo in Messico, a Toluca. Il Paese conta finora 190 mila morti di Covid e la sola città 29 mila. Protagonista è Ana Paola Mendoza, studentessa sedicenne.

 

Lei ha pubblicato il seguente appello sui social: “ Vendo i miei capelli per comperare una bombola di ossigeno, mio nonno ha il Covid-19 e respira con molta fatica. Voglio aiutare la mia famiglia”. Anche lei ha contratto il virus, ma fortunatamente in forma leggera.

 

Per raggiungere la somma necessaria, la ragazza ha messo all’asta anche una borsa delle zie. In risposta al suo annuncio Ana Paola ha ricevuto anche offerte sessuali che lei ha denunciate alla polizia.

 

Quanti insegnamenti, almeno per me, da questo episodio! Quanti talenti (per riandare alla celebre parabola) ci sono stati affidati e quanti ne dovremo restituire!

 

C’entra qualcosa questo con noi “Popolari”?  A ben pensarci, penso di sì !

 

 

Venezia, 8 marzo 2021 – Festa della Donna.

mercoledì 24 febbraio 2021

Presa al volo ! (Renato Omacini)

 

 


Ho captato, camminando per strada, questa frase in dialetto: “ O  TI  XE  SQUAO,  O TI  XE  NA  MERDA ! “ (testuale).

A pronunciarla, un giovane sui 25 anni rivolto ad un suo coetaneo mentre bevevano lo spritz fuori di un bar.

Mi pare una sintesi efficace di come va oggi il mondo, nella percezione, almeno, di tanta gente, non solo giovane.

Lo so: non è tutto così, ci mancherebbe! Ci sono tantissime persone altruiste. Ma questa consapevolezza  - lo confesso – non mi basta.

Dunque, una fulminea lezione di darwinismo sociale, senza “grigi” in mezzo: o bianco, o nero.

Qui c’è tutta la “sfida educativa”, come veniva chiamata alcuni anni fa. Nonostante gli sforzi di alcuni, non mi pare abbia complessivamente raggiunto lo scopo!

Se, per esempio, quei due giovani diverranno dei papà, cosa trasmetteranno ai loro figli man mano che cresceranno?

Davvero si può pensare che possa sopravvivere nella giustizia e nella pace (sia pur relative) una società fatta di “squali” ? E, a proposito di pesci, ricordo il vecchio adagio: “Il pesce puzza sempre dalla testa”. Ho considerato sempre molto vero questo proverbio, anche nel mio lavoro.

Si tratta, in altre parole, del collasso educativo prima di tutto  della classe dirigente, nelle sue varie espressioni.

Altro che “tenerezza”, “perdono”, “fratelli tutti”, ecc. predicati da Papa Francesco! Siamo agli antipodi. Antipodi che riflettono una visione della società imposta da molti media e da molti poteri che ne hanno interesse.

Che tristezza! Ne saremo schiacciati! Quanto lavoro da fare (non certo per i netturbini) !

Venezia, 23 febbraio 2021.

domenica 21 febbraio 2021

Ricordo dell'amico On. Franco Marini

 Nei giorni scorsi, causa Covid 19, è morto all' età di 87 anni l'amico  Franco Marini.

Marini, abruzzese di nascita, si laurea in giurisprudenza e fin da giovane si iscrive e partecipa alle attività delle Acli e della CISL.

All' inizio degli anni sessanta frequenta i corsi sindacali presso il Centro Studi di Firenze, attività riservata ai futuri dirigenti dell' Organizzazione.

Gli anni sessanta erano quelli definiti del "miracolo economico" e la CISL, dopo la rottura con la CGIL, incrementava la sua presenza nelle aziende, ma in particolare nel settore del pubblico impiego.
Franco Marini segue in particolare questo ultimo settore e sul nascere della contestazione studentesca e anche operaia alla fine degli anni sessanta, tiene contatti con i dirigenti sindacali  politicamente più moderati e  provenienti dalle file della Democrazia Cristiana.
Nella CISL si fanno strada due anime, poi denominate, Tesi Uno e Tesi Due, la prima con riferimento a Pierre Carniti e la seconda all' on. Vito Scalia e Franco Marini.
E' in questo contesto che comincio a frequentare Marini nei vari incontri che di solito si svolgevano il sabato mattina, e che hanno dato vita negli anni successivi alla presentazione di due tesi e due liste nei congressi ai vari livelli dell' Organizzazione.
Uno dei distinguo che ha caratterizzato quel periodo, tra le altre cose, era la tesi Carniti di rendere incompatibile la carica politica e del parlamentare, con le cariche sindacali.
Da notare che nel Veneto, quasi tutte le province avevano un parlamentare, segretario generale della Cisl: On. Nerino Cavallari a Venezia, on. Cengarle a Vicenza, on. Girardin a Padova,  e nei vari periodi on. Pavan a Treviso e Casati a Verona.
In parlamento erano circa una ventina,  tra deputati e senatori. 
La linea Carniti ne esce vincente nel Paese, ma anche nel Veneto, dove é prevalso un gruppo dirigente nuovo, e direi anche preparato.
A Venezia il gruppo Marini era rappresentato, oltre al sottoscritto, da Anna Maria Miraglia, Mario Falchi ed altri, in particolare delle categorie del Pubblico Impiego, Enti Locali, Postali , Actv.
Nel tempo la CISL ritrova la sua unità, prima Carniti e poi Marini diventeranno in tempi successivi segretari generali.
La storia politica di Marini ė nota a tutti, mi piace ricordare da buon alpino,  che Marini amava la montagna e quando poteva passava a dare un saluto ai ragazzi dei campi scuola CISL in Trentino e Alto Adige.
Ricordo  in una di queste sue visite al Campo Scuola  di San Vigilio di Marebbe, una scarpinata in quel di Casere in Valle Aurina, la cena a Bressanone e a fine serata  una  visita alla festa del vino a Valdaora.
La sua capacità e coerenza  politica, sempre vicino alla corrente di Forze Nuove del suo "maestro" Carlo Donat Cattin, fa di Franco Marini uno dei politici  e sindacalisti più apprezzati del nostro Paese.
Sono in molti, in questi giorni, a sollecitare iniziative non solo a ricordo di un grande e comune amico, ma per la politica portata avanti  da Franco Marini nella sua lunga militanza politica e sindacale.

Dino Lazzarotto

giovedì 28 gennaio 2021

PECUNIOCRAZIA (Renato Omacini)


E’ il denaro il vero deus ex machina.

Ecco, ad abundantiam,  tre segnali di questi giorni:

a)     le elezioni politiche, specie se ai livelli alti, costano: chi non ha i soldi da sé, deve farseli dare da chi li ha. E questi ultimi esercitato il potere vero, per interposta persona. La crisi voluta da Renzi  è secondo me, in buona sostanza, tutta qui. Nel merito dei programmi e degli assetti ci sarebbe stato senz’altro, ne sono convinto,  il modo di trovare accordi e mediazioni. Ma l’obiettivo vero non era questo!

b)     I miliardi (209) del Recovery Plan (cifra enorme e mai vista, se non dai tempi del Piano Marschall) non servono, nella testa di moltissimi parlamentari, innanzitutto all’oggettivo bene del Paese, ma, prima,  a poter far politica di parte, un po’ più liberi da chi i soldi li ha e non te li dà certo gratuitamente.

c)     La distribuzione internazionale dei vaccini anti-Covid comincia a soggiacere anch’essa alla logica del denaro: chi paga di più.

E le democrazie, strattonate, fanno progressivamente impallidire la faccia della medaglia: quella della esteriorità o macchina della politica, a vantaggio – per dirla con Luciano Canfora – dell’altra loro faccia (meno visibile solitamente): quella del potere economico, là dove la forza comanda.

Certo, nel tempo è stato spesso così: ce lo raccontano gli storici sin dall’antichità. Tucidide, Svetonio, Plutarco, Livio, Cicerone, ecc.

Ma dai settecenteschi “Lumi” in poi, non dovevano le cose andare diversamente? E non ci crediamo, tutt’oggi, “superiori”? E perché  anche in Politica l’Homo sapiens-sapiens sta diventando sempre più Homo stupidus-stupidus, per riprendere la formula di Vittorino Andreoli?

Quando il potere  del denaro aumenta oltre il fisiologico (ed è il nostro caso!), la sua pervasiva potenza prima fa ammalare e poi uccide le democrazie . Ora quelle occidentali sono più o meno ammalate: per farle morire basta solo lasciare andare le cose così come sono, sapendo però che gli spazi “vuoti” saranno certo riempiti, come la Storia insegna.

Vede giusto Papa Francesco; vede giusto un gruppo di scrittori e di saggisti. Scende “per li rami” il loro insegnamento? O, più frequentemente, la nostra grande ignavia e pusillanimità di cosiddetti cattolici democratici rende generalmente difficoltosa, per parte, questa benefica e sapienziale irrorazione?

E il Popolo  (quello che a parole sta a cuore a tutti !) sta a guardare….!

Venezia, 24 gennaio 2021.


domenica 17 gennaio 2021

Il ricordo di don Luigi Sturzo ( Renato Omacini)

Lunedì 18 gennaio 2021: ricorrono 102 anni dalla pubblicazione dell’Appello di don Sturzo  ” A tutti gli uomini liberi e forti …” il cui testo fu discusso a Roma, in Via dell’Umiltà, nella sede dell’Unione romana e fu pubblicato dalla Commissione provvisoria nell’Albergo di Santa Chiara.

 Ne abbiamo parlato più volte, care Amiche e cari Amici dell’Associazione, traendone vantaggio.

 Ora vorrei semplicemente ritornare su tre passaggi tratti dai testi di don Sturzo,  per mia e vostra memoria.

 * In apertura del famoso “Appello”,  don Luigi dice di fare appello “ senza pregiudizi né preconcetti “, poi parla di unità: “ uniti insieme “, poi di finalità: propugnare “ nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà “.

Basterebbe questo per capire la difficoltà a seguirlo oggi, “dentro” la nostra cronaca quotidiana.


*La configurazione di uno Stato “nuovo”: “ …la volontà di sostituire una nuova concezione dello stato, che chiamarono la concezione popolare, a quella che allora regnava: a uno stato accentratore, tendente a limitare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua stessa attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali: la famiglia, le classi, i comuni, che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private”.


Lo Stato popolare, capace di ascoltare il Popolo, di contribuire ad elevarlo civilmente e moralmente, di incoraggiarlo nel  suo onesto intraprendere. In che misura vediamo oggi tutto questo?

*Infine, l’esempio ispiratore: “ …Però nel campo delle attività pubbliche, imiteremo i primi cristiani, che portavano il Vangelo  nascosto sul petto, e

alimentavano alla santa parola la loro fede, mentre come cittadini invadevano i fori e la curia e  gli eserciti e i campi e fin nelle officine degli schiavi, per poi al momento opportuno parlare avanti ai presidi e ai re le parole dello Spirito Santo “.

 “Parole dello Spirito Santo”: sì, anche in politica, con competenza, con umiltà e con  sana laicità, se lo Spirito ce lo concederà.

 Come i primi cristiani che, in molti, furono per questo  martirizzati.

Anche noi, credo, stiamo andando verso una Chiesa-dei-Martiri !

 

 

 

Venezia,  gennaio 2021.

giovedì 7 gennaio 2021

… Erano altri tempi ! (Renato Omacini )

 Sì, erano altri tempi!

Per restare in Italia, c’erano Calamandrei, Lazzati, La Pira, Dossetti, Moro,  Ruffilli, Berlinguer, ecc. C’era Papa Giovanni, don Lorenzo Milani,  don Primo Mazzolari, Padre Ernesto Balducci, ecc.

Sì, c’era anche un altro clima! La ricostruzione, la crescita, la promozione, ecc.

Vorresti tornare indietro? Sì, PER QUESTI ASPETTI, lo vorrei, a fronte del miserevole spettacolo che vedo generalmente oggi nella Politica (non solo quella italiana).

Per restare nel Veneto, com’è cambiato in questi ultimi vent’anni! Basta riprendere in mano, per esempio, l’edizione 2000 del libro di Gian Antonio Stella “ Schei “.

E’ sempre là – grande come un grattacielo – il tema dello SVILUPPO: quale? Con che mezzi? Ricordiamo il testo del 2009 del grande poeta Andrea Zanzotto: “ In questo progresso scorsoio “.

Normalmente restiamo SUPERFICIALI, difficilmente la nostra Politica si nutre di valutazioni più profonde. E, tra queste, mi ha sempre colpito il pensiero del grande romanziere francese Georges , peraltro reazionario e monarchico, (ma anche di altri italiani e non) secondo cui al centro della rovina della civiltà c’è la sua progressiva DESPIRITUALIZZAZIONE. Bernanos ne parlava nell’ultimo anno della sua vita (1947) in alcune conferenze tenute alla Sorbona (“ Spirito europeo e il mondo delle macchine “ e “ Rivoluzione e libertà “).

Noi spesso pensiamo alla SECOLARIZZAZIONE come ad un fenomeno scontato e quasi necessario. NON E’ COSI’ !

Pur nell’ovvio rispetto delle idee di tutti , se democraticamente espresse, penso che una società, una civiltà senza slancio trascendente, spirituale, concretamente etico ed aperto,  si impoverisce enormemente fino a creare dei “MOSTRI”.

E questo sistema occidentale, così centrato sul denaro, sul profitto, sul successo, sull’individualismo, sul materialismo, sta diventando , secondo me, un  “MOSTRO”.

I più attenti lo segnalano da tempo, con scarsissimo riscontro perché CONTRO DI LORO c’è una “LOTTA” (uso consapevolmente questo termine, così gravido di speranze e di sconfitte) portata avanti, sistematicamente, cinicamente ed irresponsabilmente, da precisi nomi e cognomi (e Organizzazioni).