lunedì 30 novembre 2015

II INCONTRO SULL'ENCICLICA "LAUDATO Sì"


Martedì 24 novembre si è svolto il secondo incontro che l’Associazione ha voluto dedicare alla “Laudato sì”. Il Prof. Ignazio Musu ha parlato delle “risposte” dell’economia e della finanza rispetto al testo papale.
Martedì 1 dicembre, alle ore 18,00, presso la sala del Convento dei Cappuccini, a Mestre, avrà luogo l’intervento del Prof. Simone Morandini che parlerà di teologia ed etica, correlate all’Enciclica.  
Ecco, di seguito, una sintesi di quanto riferitoci dal Prof. Musu.










Prof.  Ignazio  Musu

Su questa Enciclica, definita dal Relatore come il documento della Chiesa più completo sul tema dell’ecologia, si è proceduto leggendo dei passi del testo e commentandoli.
La crisi ecologica ha una radice umana per l’uso distorto sia della tecnologia che delle istituzioni economiche (non solo il mercato!).
Tecnica, etica e cultura devono essere, per Papa Francesco, una triade indissolubile.
Tutto parte dal  cambiamento energetico, avvenuto a partire dall’Ottocento, fondato sui combustibili fossili. Ora –sostiene il Relatore- questo modello non va rifiutato, ma va radicalmente cambiato.
Di più: sviluppo economico e modello tecnologico devono cambiare assieme.
Da economista, il Prof. Musu solleva alcune perplessità su come è stata trattata in generale, nell’Enciclica, la parte riferita all’economia.
Occorre ora andar oltre il Protocollo di Kyoto; vedremo cosa succederà a Parigi nell’imminente Conferenza indetta dalle Nazioni Unite. L’idea che non si possa inquinare è assurda, occorre però capire (ed agire di conseguenza) quali possano essere i limiti ed a quali condizioni (di costi e non solo!).
E’ evidente che gli strumenti economici sono necessari, ma non sono, da soli, sufficienti. Fondamentale è la collaborazione tra i Governi.
Il Papa –sostiene il Relatore- è favorevole alla crescita (anche con compensazione tra le diverse aree di Pianeta), ma con nuove modalità.
E’ necessario, dice il Prof. Musu, considerare sia gli stili di vita che il modello di consumo.

C’è una buona sensibilità nella gioventù e questo è un dato molto positivo; bisogna però investire moltissimo nell’educazione ambientale, favorendo le trasformazioni personali e dal basso.

lunedì 23 novembre 2015

INCONTRI SULL'ENCICLICA "LAUDATO SI'"ncontri sull’Enciclica “Laudato sì”

Si è svolto, martedì 17 novembre 2015, presso la sala dei Cappuccini, a Mestre, il primo incontro promosso dall’Associazione sull’Enciclica “Laudato sì”.
Ne ha parlato il prof. Piero TUNDO, ordinario di  Chimica organica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Il secondo incontro sarà tenuto, presso la stessa sede, il 24 novembre 2015ed avrà come relatore il Prof. Ignazio MUSU, emerito di  Economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed il terzo si svolgerà il 1 dicembre 2015 guidato dal prof. Simone MORANDINI, docente di Teologia all’Istituto di studi  ecumenici “San Bernardino” di Venezia.
Si riporta, di seguito, una sintesi del primo intervento, sintesi aperta, ovviamente, ad ogni possibile intervento sul testo stesso.













Prof. Piero Tundo



Secondo il prof. Tundo, l’Enciclica “Laudato sì” pone le basi di partenza per il futuro. C’è anche una coincidenza temporale con l’uscita, da parte dell’O.N.U., dei diciassette “Obiettivi” per lo sviluppo sostenibile del nostro pianeta.
La fondazione dell’Enciclica è su basi giudaico-cristiane, non ellenistiche ed il rapporto religione-scienza vi è trattato in modo nuovo (secondo la categoria del “confronto”!).
Frequente, da parte del relatore, il richiamo al libro di Giobbe, coll’elogio della sapienza e col “rispetto” assoluto che si deve a Dio, totalmente altro da noi.
La scienza dev’essere autonoma, ma umile: non sappiamo ancora nulla, per esempio, sul Tempo e sullo Spazio nell’universo.
Occorre convivere con la complessità, che è la misura dell’universo stesso: sarebbe interessante -dice il prof. Tundo - rileggere Darwin, Monod e Teilhard de Chardin alla luce della “Laudato sì”.
L’Enciclica si caratterizza anche per porre al posto giusto il rapporto Creato-Terra-Uomo (un rapporto non più di “dominio” da parte di quest’ultimo, come ancora si evince da alcuni testi liturgici).
Solo rapporti d’Amore, col creato e tra di noi, riescono a ben accogliere la conoscenza umana ed i suoi sforzi ed i suoi progressi (cfr. la prima lettera di San Paolo ai Corinzi); solo “questi” rapporti possono sviluppare, secondo il relatore, reciproche e progressive trasformazioni positive.

Venezia, 18 novembre 2015

R.O.