sabato 29 febbraio 2020

“ Associazione “ I Popolari “ – Venezia (Memoria a cura di Renato Omacini)


S.E. Mons. Vincenzo Paglia è Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) che ha promosso il Workshop sul tema: “The good Algoritm? Artificial Intelligence: Ethics, Law, Healt” (Roma 26 e 27 febbraio 2020).
Desidero riprodurre di seguito il suo intervento di presentazione (Conferenza stampa del 25.2.2020) perché mi pare di grande interesse.

“Siamo in un tempo di cambiamento d’epoca, come ama dire Papa Francesco. E’ un passaggio inedito che sta cambiando in profondità l’umanità e il suo futuro. Per la prima volta nella storia l’uomo ha il potere di distruggersi: prima con l’esplosione nucleare, dopo con quella ecologica ed ora con quella tecnologica, una “esplosione di intelligenza”. Papa Francesco, con la Lettera Humana Communitas, ha invitato la Pontificia Accademia per la Vita ad allargare i suoi orizzonti, a rivisitare il significato stesso del termine “vita umana”: non si tratta di un concetto astratto; la vita è la realtà di ogni singola persona e dell’intera famiglia umana. Papa Francesco chiede all'Accademia di  “sviluppare la riflessione” sul versante “delle nuove tecnologie oggi definite emergenti e convergenti”, come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le biotecnologie, le nanotecnologie, la robotica. Con i risultati ottenuti dalla fisica, dalla genetica e dalle neuroscienze, come pure della capacità di calcolo di macchine sempre più potenti, è oggi possibile intervenire in profondità nell'umano. L’innovazione digitale infatti, tocca tutti gli aspetti della vita, sia quelli personali che sociali; incide sul nostro modo di comprendere il mondo, ma anche noi stessi. Le decisioni, anche quelle più importanti come in ambito medico, economico o sociale, sono oggi il frutto di volere umano e di una serie di contributi algoritmici. La vita umana viene a trovarsi al punto di convergenza tra l’apporto propriamente umano e il calcolo automatico, cosicché risulta sempre più complesso comprenderne l’oggetto, prevederne gli effetti, definirne le responsabilità.
L’Accademia si è inoltrata in questo campo, senza abbandonare i territori tradizionali come le questioni relative alla nascita (aborto, diagnosi prenatale…) e il fine vita (l’eutanasia, il suicidio assistito, le cure palliative), lo sviluppo delle cellule staminali. Nel 2017 è stato affrontato il tema della tutela e promozione della vita umana nell'era tecnologica e quindi nell'orizzonte della bioetica globale. L’anno scorso la riflessione si è diretta sulle questioni etiche poste dalla robotica (la cosiddetta “roboetica”) e quest’anno, in continuità, affronteremo il tema dell’etica e dell’intelligenza artificiale. In realtà siano anche stati sollecitati o, se volete, invitati a trattare questi temi dai diretti interessati.


E’ questo l’orizzonte nel quale si colloca questa Assemblea Generale e in particolare l’evento del 28 febbraio al termine del quale è prevista la firma di una Call che poi presenteremo a Papa Francesco. C’è bisogno di una forte ambizione morale per umanizzare la tecnica e non tecnologizzare l’umano.
La Rome Call for AI Ethics non è un testo ufficiale dell’Accademia, ma un documento di impegni condiviso, da noi proposto, in cui, in forma breve e sintetica, si offrono alcune linee per un’etica dell’Intelligenza Artificiale e si formulano alcuni impegni, legati fondamentalmente a tre capitoli: etica, diritto, educazione. Con questo gesto, l’Accademia non avvia esclusivi partnership industriali, né sponsorizza alcunché, né viene sponsorizzata, ma condivide, senza ingenuità, tratti di  cammino con quanti hanno un desiderio serio di comprendere meglio come promuovere il bene dell’umanità e di compiere alcuni passi in questa direzione, verificando le proprie pratiche e nella disponibilità a pagare anche i costi che ne possono derivare. L’intento della Call è dar vita ad un movimento che si allarghi e coinvolga altri soggetti: istituzioni pubbliche, ONG, industrie e gruppi per produrre un indirizzo nello sviluppo e nell'utilizzo delle tecnologie derivate dall’IA. Da questo punto di vista possiamo dire che la prima firma di questa Call non è un punto di arrivo, ma un inizio per un impegno che appare ancora più urgente e importante di quanto sin qui fatto. Il documento sarà disponibile venerdì, dal momento della sua firma, sul sito dedicato www.romecall.org .
L’Accademia si sente chiamata ad approfondire l’impatto specifico che queste tecnologie hanno sul mondo medico sanitario e sulla cura e tutela della vita. L’attività umana in questi settori appare sempre più scomposta in molteplici elementi non facilmente riconducibili al controllo o alla volontà di singoli soggetti. Questa nuova modalità in cui si svolge l’agire personale in un contesto strutturato sfida particolarmente le professioni mediche e sanitarie che hanno come oggetto valori così fondamentali come quelli connessi alla corporeità e alla vita umane. L’innovazione tecnologica ci sfida come Accademia e come Chiesa, la PAV inizia così a prendere posizione e parte in un contesto storico e sociale in profonda e continua trasformazione”.

Che dire, cari Amici, noi normalmente così piccoli di fronte a queste grandi cose?
In attesa di leggere la “Carta”, questa stessa presentazione mi è parsa davvero lungimirante, profonda ed attenta alle molte facce di questo nuovo, entusiasmante e complicato caleidoscopio (….nella disponibilità, com'è detto, a pagare anche i costi che possono derivare da scelte non conformi).
Che bello!

Venezia, 28 febbraio 2020.

Associazione “ I Popolari “ – Venezia Appunto sul “Manifesto” di Assisi (a cura di Renato Omacini)



COS’E’ ?
E’ un documento chiamato “Manifesto di Assisi” firmato a Roma presso la Federazione della stampa italiana (FNSI).
Lo hanno sottoscritto tre religioni monoteiste, giornalisti e rappresentanti della società civile.
Non è una Carta deontologica per i giornalisti: è una dichiarazione di fratellanza ed è il primo Manifesto internazionale nato dal basso. Non dunque un decalogo che scende dall’alto, quanto piuttosto un “modello” cui si aderisce su base volontaria.

COME SI E’ ARRIVATI AL “MANIFESTO” ?
La sua gestione lontana risale a quasi trent’anni fa ed ha richiesto, nel tempo, un lungo lavoro di coordinamento tra le parti. Nel 2015 la Federazione delle chiese evangeliche in Italia aveva esortato le religioni, l’Ordine dei giornalisti ed i Sindacati ad elaborare una “Carta”. Ricordiamo per inciso che, dal 2008 ad oggi, oltre 1.000 reporter sono stati uccisi nel mondo.
La cosa è stata poi presa in mano dal Sacro Convento di Assisi: ne hanno trattato durante i lavori dedicati al “Tavolo” sul ruolo delle religioni, sulla scuola e sull’educazione.

A CHI E’ RIVOLTO ?
Il “Manifesto” si rivolge non solo agli Operatori della comunicazione, ma a tutti, di qualsiasi religione, razza,  appartenenza o professione.

A FAVORE DI COSA ?
A favore del rispetto reciproco, della dignità umana, di una società più solidale e sincera, del “noi” piuttosto che dell’ “io”, della pace internazionale, dello sviluppo della cultura come efficace antidoto.

CONTRO COSA ?
I principali bersagli del “Manifesto” si potrebbero condensare nell’acronimo OXAIM: odio, xenofobia, antisemitismo, islamofobia, muri.
Ricordiamo tra parentesi il “ritratto” che ha fatto di noi Italiani il CENSIS nel suo ultimo rapporto annuale.

ECCO IL TESTO
1.L’ostilità è una barriera che ostacola la comprensione. Nel rispetto del diritto-dovere di cronaca e delle persone occorre comprendere. Scriviamo degli altri quello che vorremmo fosse scritto di noi.

2.Una informazione corretta lo è sempre, sono la fiducia e la lealtà a costruire una relazione onesta con il pubblico. Non temiamo di dare una rettifica quando ci accorgiamo di aver sbagliato.

3.Difendiamo la nostra dignità di persone, ma anche quella altrui, fatta di diversità e differenze. Tutti hanno diritto di parlare e di essere visibili. Diamo voce ai più deboli.

4.Costruiamo le opinioni sui fatti e quando comunichiamo rispettiamo i valori dei dati per una informazione completa e corretta. Dietro le cifre ci sono gli esseri umani. Impariamo il bene di dare i numeri giusti.

5.Se male utilizzate, le parole possono ferire e uccidere. Ridiamo il primato alla coscienza: cancelliamo la violenza dai nostri siti e blog, denunciamo gli squadristi da tastiera e impegniamoci a sanare i conflitti. Le parole sono pietre, usiamole per costruire ponti.

6.Facciamoci portavoce di chi ha sete di verità, di pace, di giustizia sociale. Quando un cronista è minacciato da criminalità e mafie, non lasciamolo solo, riprendiamo con lui il suo viaggio. Diventiamo scorta mediatica della verità.

7.Con il nostro lavoro possiamo illuminare le periferie del mondo e dello spirito. Una missione ben più gratificante della luce dei riflettori sulle nostre persone. Non pensiamo di essere il centro del mondo.

8.Internet è rivoluzione, ma quello che comunichiamo è rivelazione di ciò che siamo. Il nostro profilo sia autentico e trasparente. Il web è un bene prezioso: viviamolo anche come bene comune.

9.La società non è un groviglio di fili, ma una rete fatta di persone: una comunità in cui riconoscersi fratelli e sorelle. Il pluralismo politico, culturale e religioso è un valore fondamentale. Connettiamo le persone.

10.San Francesco d’Assisi operò una rivoluzione, portare la buona notizia nelle piazze; anche oggi una rivoluzione ci attende nelle nuove agorà della Rete. Diamo corpo alla notizia, portiamola nelle piazze digitali.

IL “MANIFESTO” E IL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO
In occasione della 54^ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (Roma, 24 gennaio 2020), Papa Francesco ha diramato, come consuetudine, il Suo Messaggio. Dedicato, questa volta, al tema della narrazione, per “respirare la verità delle storie buone”. Una narrazione umana “che ci parli di noi e del bello che ci abita”.
L’uomo, essere narrante, bisognoso di raccontarsi. Ma, fin dagli inizi “il nostro racconto è minacciato: nella storia serpeggia il male”. Non tutte le storie, infatti, sono buone (“quasi non ci accorgiamo di quanto diventiamo avidi di chiacchiere e di pettegolezzi, di quanta violenza e falsità consumiamo”).
Aggiunge Francesco: “In un’epoca in cui la falsificazione si rivela sempre più sofisticata, raggiungendo livelli esponenziali (il deepfake), abbiamo bisogno di sapienza per accogliere e creare racconti belli, veri e buoni”.
La Sacra Scrittura è una Storia di storie: Dio narra e chiama alla vita; è una storia d’amore tra Dio e l’Umanità. Anche i Vangeli sono dei racconti.
“Ogni storia umana ha una dignità insopprimibile. Perciò l’umanità merita racconti che siano alla sua altezza, a quell'altezza vertiginosa ed affascinante alla quale Gesù l’ha elevata”.
“Non si tratta perciò di inseguire le logiche dello sporytelling, né di fare o farsi pubblicità, ma di fare memoria di ciò che siamo agli occhi di Dio, di testimoniare ciò che lo Spirito scrive nei cuori, di rivelare a ciascuno che la sua storia contiene meraviglie stupende”.
Ricordo, tra parentesi, il documento firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi dallo stesso Papa Francesco e da Ahmad Al-Tayyeb; in esso l’asse centrale è il medesimo: quello della fratellanza universale, con quel che dovrebbe derivarne.

COME IL “MANIFESTO” SI RELAZIONA ALLA POLITICA?
Qualcuno ha detto che il “Manifesto” dovrebbe essere trasferito alla Politica. Se la centralità spetta infatti alle “parole” (orali e/o scritte) che non devono trasformarsi in pietre, ciò vale indubbiamente sia per la Comunicazione  che per la Politica.
Il brutto spettacolo offerto da molti leader politici dei nostri tempi è là a confermare questa “patologia” volgare e diseducante.
La via del sistematico discredito ricorrendo anche a non-verità conduce, anche politicamente, ad esiti infausti: è solo questione di tempo. La giusta competizione, anche energica, ma civile, è un’altra cosa.

E, NEL NOSTRO PICCOLO, COME ASSOCIAZIONE ?
Sarebbe semplice e forse anche un po’ sbrigativo  dire che occorre rifarci ai nostri valori di cattolici democratici. Ciò è ovviamente giusto, ma non basta.
Credo vada elevata la nostra sorveglianza su quanto diciamo e su ogni nostra forma di comunicazione quotidiana. Può succedere, magari inavvertitamente, che  osserviamo in negativo gli altri più che badare a correggere, anche sul piano comunicativo,  noi stessi.
La Politica, in particolare, è, come sappiamo, a forte “rischio-di Muri”: sta a noi non costruirli, ma, anzi, contribuire a demolirli per quanto ci è possibile, facendo sentire la nostra voce.

RAPIDA CONCLUSIONE
Ben vengano questi “lampeggianti” posti (non imposti) sulle nostre strade per renderci più vigili e consapevoli. Le Associazioni e le Strutture educative, in particolare,  dovrebbero conoscere e far propri i principi di questo “Manifesto”.
 In fondo, nel “Manifesto” ci sono almeno  5-6 passaggi importantissimi che costituiscono, a mio avviso, una piccola “costellazione-di-civiltà”.


Venezia, 27 febbraio 2020.

mercoledì 5 febbraio 2020

  Protagonisti
(rassegna proposta da Renato Omacini)

Francesco di Bernardone
(1181/82-1226)
44 anni =  circa 385.440   ore di vita

“ Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo “
(dal Testamento – n.110)

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Dante  Alighieri
(1265-1321)
56 anni =  circa  490.560  ore di vita

“ …fatti non foste a viver come bruti ma per servir virtute e canoscenza “
(Inferno-Canto 26°)
“ …vassene ‘l tempo e l’uom non se n’avvede “
(Purgatorio-Canto 4°)
“ …l’amor che move el sole e l’altre stelle “
(Paradiso-Canto 33°)

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Leonardo  da  Vinci
(1452-1519)
67 anni =  circa 586.920  ore di vita

“ Il giudizio nostro non giudica le cose fatte in varie distanzie di tempo nelle debite e proprie lor distanzie, perché molte cose passate di molti anni parranno propinque e vicine al presente, e molte cose vicine parranno antiche, insieme coll’antichità della nostra gioventù, e così fa l’occhio infra le cose distanti, che per essere alluminate dal sole, paiono vicine all’occhio, e molte cose vicine paiono distanti “.
(da Leonardo: Scritti letterari).

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Ludwig  van  Beethoven
(1770-1827)
57 anni = circa  499.320 ore di vita

“ La libertà e il progresso sono il fine dell’arte come, del resto, della vita stessa. Se noi artisti moderni non siamo così sicuri come i nostri avi, il progresso della civiltà ci ha almeno insegnato molte cose “.

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Sigmund  Freud
(1856-1939)
83 anni = circa  727.080  ore di vita

“ Ciò che presento qui al pubblico come  Introduzione alla psicanalisi   non vuole in alcun modo entrare in competizione con le già esistenti esposizioni generali di questo ramo del sapere. Si tratta della fedele riproduzione di lezioni da me tenute nei due semestri invernali 1915-16 e 1916-17 dinanzi a un uditorio composto da medici e profani di entrambi i sessi “.
(dalla Prefazione di  Freud a “Introduzione alla psicanalisi”).

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Maria Curie
(1867-1934)
67 anni =  circa  586.920  ore di vita

“ Non si presta mai attenzione a ciò che è stato fatto; si vede soltanto ciò che resta da fare “.

“ Lo scienziato nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino davanti a fenomeni della Natura che lo affascinano come un racconto di fiabe “.

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Mahatma  Gandhi
(1869-1948)
79 anni = circa  692.040  ore di vita
  
“ I diritti aumentano automaticamente per chi compie debitamente i suoi doveri “

“ La vera educazione consiste nell’ottenere il meglio da te stesso. Quale altro libro può essere studiato meglio che quello dell’umanità? “.

“ Colui che ricerca la verità dovrebbe essere meno che polvere, la gente calpesta la polvere, ma l’umiltà di colui che ricerca la verità dovrebbe  essere tale da indurlo a lasciarsi schiacciare anche dalla polvere. Allora e non prima riuscirà a scorgere la verità. Il dialogo fra Vasishtha e Vishvamitra lo dimostra chiaramente e ne sono prova anche il cristianesimo e l’Islam “.
(da “La mia vita per la libertà”).

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Albert  Einstein
(1879-1955)
76 anni =  circa 665.760  ore di vita

“ Ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale “.
(dal Testamento spirituale)

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Giuseppe  Roncalli  (Papa Giovanni XXIII°)
(1881-1963)
82 anni = circa  718.320  ore di vita

“ Ci è pure doloroso constatare come nelle comunità politiche economicamente più sviluppate si siano create e si continuino a creare

armamenti giganteschi; come a tale scopo venga assorbita una percentuale altissima di energie spirituali e di risorse economiche; gli stessi cittadini di queste comunità politiche siano sottoposti a sacrifici non lievi; mentre altre
comunità politiche vengano, di conseguenza, private di collaborazioni indispensabili al loro sviluppo economico e al loro progresso sociale “
(“Pacem in terris”-Parte Terza, n.8 – 11aprile 1963).

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Martin  Niemoller
(1892-1984)
92 anni = circa 805.920  ore di vita

“ Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato,
perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare “.
(da un sermone del Pastore luterano, pronunciato probabilmente nel 1946).

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Rita  Levi  Montalcini
(1909-2012)
103  anni =  circa  902.280  ore di vita

“ Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi “.


“ Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi “.

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Madre  Teresa  di  Calcutta
(1910-1997)
87 anni =  circa 762.120  ore di vita

“ Quanto meno abbiamo, più diamo. Sembra assurdo, però questa è la logica dell’amore “.

“ Preferirei fare errori nella gentilezza e nella compassione che i miracoli nella cattiveria e durezza “.

“ Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri “.

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Nelson  Mandela
(1918-2013)
95 anni =  circa 832.200  ore di vita

“ Non mi giudicate per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e che sono riuscito ad alzarmi “.


“ Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri “.

“ Il perdono libera l’anima, rimuove la paura. E’ per questo che il perdono è un’arma potente “.

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Martin Luther  King
(1929-1968)
39 anni = circa 341.640  ore di vita

“ I have a dream ….. “.
Washington, 28 agosto 1963)

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Anna  Frank
(1929-1943)
14 anni =  circa  122.640  ore di vita

“ Ecco che cos'è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. E’ molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all'intima bontà dell’uomo “.
(dal Diario – luglio 1944).

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Neil  Armstrong
(1930-2012)
82 anni =circa  718.320  ore di vita

“ That’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind “.

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Alda  Merini
(1931-2009)
78 anni = circa  683.280  ore di vita

“ Se dovessi fare un collage del tuo amore
metterei una soglia di baci ardenti
una finestra rotta
e un passero che canta sul balcone
non c’era niente dentro il nostro amore
c’cera soltanto un universo intero “
( Raccolta:  “Nel cerchio di un pensiero”- 25.1.2003)

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Don Giuseppe  Puglisi
(1937-1993)
56 anni = circa 490.560  ore di vita

 “ Primo dovere a Brancaccio è rimboccarsi le maniche. E i primi obiettivi sono i giovani e gli adolescenti: con loro siamo ancora in tempo, l’azione pedagogica può essere efficace …Ma già a quell'età non è semplice perché tanti bambini sono costretti a lavorare o a rubare. E tante bambine vengono costrette a fare di peggio perché esistono nel quartiere anche casi di prostituzione minorile “.

“ Quelli che riflettono troppo prima di fare un passo, trascorreranno tutta la vita su di un piede solo “.

“ Voi avete famiglia. Io non ho nessuno. Non ho né moglie né figli, e anche se mi ammazzano non mi interessa “.

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Giorgio  Gaber
(1939-2003)
64 anni = circa 560.640  ore di vita

“ Le parole definiscono il mondo; se non ci fossero le parole non avremmo la possibilità di parlare, di niente. Ma il mondo gira, e le parole stanno ferme, le parole si logorano, invecchiano, perdono senso e tutti noi continuiamo ad usarle senza accorgerci di parlare, di niente ……

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra
ma cos’è la destra cos’è la sinistra.
fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra
………………………………….
(Testo Destra-Sinistra – 1995/1996).

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Fabrizio  De  Andrè
(1940-1999)
59 anni = circa  516.840  ore di vita

“ Quando scrissi  La buona novella era il 1969. Si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente  – che sono poi sempre la maggioranza di noi – compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano: “Ma come? Noi andiamo a lottare nelle università e fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu invece ci vieni
a raccontare la storia – che peraltro già conosciamo – della predicazione di Gesù Cristo”. Non avevano capito che in effetti La Buona Novella voleva
essere un’allegoria – era una allegoria – che si precisava nel paragone tra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate ma da un punto di vista etico sociale
direi molto simili, che un signore 1969 anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e
di una fratellanza universali. Si chiamava Gesù di Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi “.
( Fabrizio De André:  dal concerto al teatro Brancaccio, 14 febbraio 1998).

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Don Giuseppe  Diana
(1958-1994)
36 anni = circa  315.360  ore di vita

“ Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di avere paura, il coraggio  di fare delle scelte, di denunciare “.

“ A me non importa sapere chi è Dio! A me importa sapere da che parte sta “.

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Tra  i  viventi


Giorgio  Bergoglio  (Papa Francesco)
(1936)
83 anni finora =   circa 727.080  ore di vita finora

“ La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell'acqua, nell'aria e negli essere viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che “geme e soffre le doglie del parto “ (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra “.
(Enciclica “Laudato sì” – 2015)

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Luigi  Ciotti
(1945)
74 anni finora = circa  648.240  ore di vita finora

“ Non mi sento, comodamente e presuntuosamente, dalla parte giusta. La parte giusta non è un luogo dove stare; è, piuttosto, un orizzonte da
raggiungere. Insieme. Ma nella chiarezza e nel rispetto delle persone. Non mostrando i muscoli e accanendosi contro la fragilità degli altri “.
(da “Lettera ad un razzista del terzo millennio”).

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Bill  Gates
(1955)
64 anni finora = circa  560.640   ore  di vita finora

“ Sono tra quelli preoccupati per la super intelligenza. All'inizio le macchine faranno molto lavoro per noi e non saranno super intelligenti. Questo sarà positivo se ben gestito. Alcune decadi dopo, tuttavia, l’intelligenza sarà forte abbastanza da diventare una preoccupazione “.

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Samantha  Cristoforetti
(1977)
43 anni finora = circa  376.680  ore di vita finora


“ La Stazione spaziale è un esempio davvero luminoso di come le differenze internazionali passino assolutamente in secondo piano quando si ha un obiettivo grande, una passione comune “.