Care Amiche, cari Amici “POPOLARI”,
ecco, di seguito, un Appunto in bozza con alcune cose che ho pensate,
considerando, in particolare, l’attuale campagna elettorale italiana. Sono idee
personali che, previo nulla-osta del
Presidente, pubblico sul Blog dell’Associazione, senza peraltro impegnarla nel
suo insieme su di esse.
Si tratta dunque di un contributo -
opinabile dunque come ogni pensiero - per cercare di promuovere, se possibile, un
utile e pluralistico confronto interno.
Il ragionamento è volutamente schematico e non c’è, per
momento, un vero e proprio ordine di
priorità: sono in tutto 33 SI’, -
17 SI’,MA - 20 NO. Il testo risente certo di detto schematismo.
Altri punti si potrebbero aggiungere, ma, per
il momento, è solo una bozza: magari ce ne verranno in mente altri, qui non considerati.
Va di moda parlare di “Agenda”:
preferisco ancorarmi invece al vecchio termine di “Programma”: sono
consapevole, peraltro, dei limiti intrinseci di questi sforzi, se non ci si
crede veramente.
Si potrà notare come la bussola di tutto è la Costituzione,
sufficiente quasi da sola, si potrebbe dire, a permettere di esercitare una buona politica, centrale e
periferica.
Nulla, peraltro, di “non negoziabile”!
Credo che questa complicata stagione
richieda particolare coraggio,
flessibilità, studio, chiarezza ed anche un po’ di sano dubbio costruttivo e di
molto, molto ascolto reciproco.
La stanchezza
dei cittadini/ne è tale da poter favorire, direttamente e/o con
massicce astensioni dal voto,
l’invocazione dell’ ”uomo o donna della provvidenza”, pur di uscire dal caos
che si aggroviglia. Ricordo, per inciso, che l’allora presidente della CEI,
card. Gualtiero Bassetti, disse tra l’altro a proposito di Draghi: “
Certamente, se la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova, la sua esperienza,
umanità ed intelligenza, potranno essere veramente utili” (Bologna, settembre
2021). Si era già sbagliato, come sappiamo, Papa Pio XI° (Papa Ratti) su
Mussolini!
Occorre inoltre dire con i veti sistematici,
con sistemi di “bullismo” politico, o con gli acritici “osanna” si fa poca
strada, in politica, come nella vita.
Cose per
nulla impossibili, piano piano, come fatto prima di tutto auto educativo e
di responsabilità (una responsabilità, però, non usata volta a volta strumentalmente come alibi, com’è capitato).
Non si tratta, credo, di un
“Libro-dei-Sogni”: sono tute cose fattibili
ed esiste già in proposito, se lo si
vuole, una diffusa ed approfondita letteratura ed un consistente know-how.
Il piano inclinato è molto vicino, purtroppo, non solo in casa
italiana: grande è stata ed è ancora la nostra insipienza, specie in questi ultimi anni. Vedremo gli sviluppi già
da qui alle prossime settimane.
La Speranza
cristiana - virtù mai da dismettere
come credenti - è messa a durissima prova dai fatti e dai comportamenti, almeno
per come appaiono a me; pur tuttavia,
potrebbe essere, almeno per noi cristiani, il vero colpo d’ala (“Spes contra
spem!”).
Invochiamola, la Speranza, con una visione
capace di inscrivere anche la Politica,
senza integrismi, dentro un disegno di trascendenza, già quaggiù, già oggi. La politica è la più grande forma di carità è
stato detto: ciò vorrà pur significare qualcosa.
SI
SI’ all’attuazione dei principi
fondamentali (artt. 1-12) ed ai diritti e doveri dei cittadini previsti dalla Costituzione
(artt.13-54). SI’, ovviamente, all’attuazione fedele anche di tutte le altre
sue parti.
SI’ alle modifiche dell’attuale
cattiva legge elettorale: il “Rosatellum”.
SI’, in Parlamento, ad accordi anche
trasversali tra i Partiti e/o le Coalizioni su singole iniziative, quando giudicate comunemente meritevoli.
SI’ al salario minimo, avvalendosi
dei più virtuosi esempi europei in materia.
SI’ alla messa in sicurezza delle
Scuole.
SI’ alla sicurezza idrogeologica ed
ai piani antisismici.
SI’ ad ogni forma di parità tesa a tutelare
la dignità delle persone, con particolare riferimento alla popolazione
femminile, agli anziani/ne ed ai bambini/ne.
SI’ ad un aggiornato Piano nazionale
per l’Acqua - bene assolutamente pubblico -
con proiezioni particolarmente attente ai cambiamenti climatici.
SI’ all’organizzazione dei pubblici
uffici in modo da assicurare il buon andamento e l’imparzialità
dell’amministrazione (art. 97 C.).
SI’ all’adempimento, richiesto dalla
Repubblica, dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e
sociale (art. 1 C.).
SI’ al fatto che tutte le confessioni
religiose siano egualmente libere davanti alla legge (art. 8 C.).
SI’ al ripudio della guerra come
strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali (art. 11 C.).
SI’ ad una più intensa azione diplomatica,
nazionale ed internazionale, per la pace in Ucraina (ed in altri Paesi, teatro
di guerre), aiutando l’Ucraina solo a difendersi.
SI’ alle agevolazioni ed ai sostegni per la formazione delle
famiglie e per l’adempimento dei loro compiti (art .31 C.).
SI’ all’imprenditoria sana,
adeguatamente accompagnata specie in particolari momenti, senza ingerenze
burocratico-politiche, ma con eventuali, opportune sinergie pubblico-private.
SI’ alle indispensabili mediazioni politiche, purchè non svilenti e
pasticciate.
SI’ alla promozione delle autonomie
locali (art.5 C.).
SI’ alla traduzione
politico-amministrativa – in laicità ed autonomia – dei Documenti della Chiesa
cattolica (Encicliche, Esortazioni, Atti vari, ecc.).
SI’ alla formula “esistiamo e
pensiamo”, no alla formula “consumiamo, dunque esistiamo”.
SI’, in sinergia pubblico-privato, alla cura delle Città, non solo per renderle
più efficienti (banda larga e quant’altro), ma anche più belle e vivibili.
SI’ allo “Ius Soli” ed allo “Ius
Scholae”, purchè molto attentamente
disciplinati, nella ricerca delle più ampie convergenze possibili.
SI’ al riconoscimento pubblico -
espresso in varie forme - a piccoli, medi e grandi imprenditori/trici
che rischiano ogni giorno con intelligente generosità.
SI’ alla periodica “rendicontazione
sociale” dei progetti attuativi del PNRR.
SI’, in sinergia pubblico-privato, al maggior sviluppo della Cooperazione Internazionale
nei Paesi più provati da guerre, malattie, fame e sete.
SI’ ad una gestione dei vaccini (e di
altri particolari farmaci) attenta ai legittimi profitti ed alla solidarietà
internazionale.
SI’ alla miglior cura possibile dei
mari, dei laghi, delle montagne, del paesaggio, con la promozione di un turismo
intelligente ed ordinato.
SI, in sinergia pubblico-privato, alla formazione professionale continua, ad
ogni età, per meglio affrontare non il “mercato” del lavoro (pessima
espressione), ma i vari lavori, tradizionali ed innovativi che siano.
SI’ alla promozione, in sinergia
pubblico-privato, dello Sport, soprattutto in favore dei giovani.
SI’ al più ampio sostegno – nel rispetto della loro autonomia –
alle Banche Etiche ed alla finanza Etica.
SI’ alla vicinanza ed al sostegno
alle varie forme di Handicap.
SI’ ad un maggiore, coordinato
sviluppo della Medicina Territoriale, con particolare attenzione alla galassia
dei disturbi e delle malattie mentali.
SI’ alla promozione della più spinta
ricerca sul nucleare, per arrivare alla fusione.
SI’ ad una soddisfacente soluzione
per la disciplina dei conflitti d’interesse, specie nel settore
dell’informazione.
S I’, MA
SI’ al realismo in politica, MA non
incolto o, peggio, cinico.
SI’ ad un progettato superamento di “questo” modello
capitalistico, così egoista e dannoso, come si è manifestato in Occidente a
partire dagli anni Settanta dello scorso secolo, MA con alternative credibili e
coinvolgenti.
SI’ all’Atlantismo ed alla Nato, MA
non in forma acritica o servile.
SI’ all’Unione Europea, MA con
dignità e promuovendo necessarie modifiche anche ai suoi Testi-base.
SI’ - se momentaneamente indispensabile, in questa
particolare situazione internazionale - al ripristino delle centrali a carbone, MA con
impegno formale a dismetterle prima possibile.
SI’ ai bonus per l’edilizia (che
induce molto lavoro), MA con revisione
dei meccanismi applicativi, dei costi e con più controlli pubblici.
SI’ anche alla sanità privata (con i
doverosi controlli), MA non certo a
discapito della primaria sanità pubblica.
SI’ all’iniziativa economica privata,
MA con limiti fissati allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di
renderla accessibile a tutti (art. 42 C.).
SI’, eccezionalmente, all’affidamento
anche in gestione privatistica dell’acqua pubblica, MA con affidamenti molto, molto selettivi e con adeguati
controlli sulla qualità, sui tempi delle concessioni e sulle eventuali revoche
e tariffe.
SI’ ad ulteriori forme e condizioni
particolari di autonomia per le Regioni (art. 116 C.), MA nel rafforzamento
democratico dei poteri riservati allo Stato e dei suoi doverosi controlli.
SI’ ad interventi pubblici
emergenziali - solo quando strettamente
necessario - MA con trasparente definizione e controllo di tempi, modalità
attuative ed ampiezza.
SI’ alla promozione della ricerca
scientifica e tecnica, MA con trasparente definizione (e progressivi controlli)
dei loro obiettivi.
SI’ al diffuso utilizzo dei Media da
parte soprattutto delle classi dirigenti: politiche, culturali,
imprenditoriali, economiche, MA portando la responsabilità, individuale e/o di
gruppo, di quanto si pubblica e, quando strettamente necessario, con azioni
anche repressive.
SI’ alla flessibilità nel lavoro, MA in modo assolutamente controllato e non
totemistico.
SI’ alla contrattazione di lavoro
decentrata, MA nel rispetto delle regole e dei principi generali stabiliti
dalla indispensabile contrattazione collettiva nazionale.
SI’ all’accoglienza internazionale,
MA attenta alle reali, oggettive possibilità italiane ed europee di farsene
carico (con un costante, trasparente monitoraggio).
SI’ alla promozione delle varie forme
di Volontariato, MA con rispetto e senza l’idea della “supplenza”.
SI’ ai rigassificatori (solo per
situazioni emergenziali) purchè attentamente ubicati, data la loro pericolosità
e con la previsione di doverose “compensazioni” e “mitigazioni”.
NO
NO alla più o meno strisciante trasformazione da parlamentare a
presidenziale della nostra Repubblica.
NO alle grandi opere pubbliche, se
non previa verifica (meditata, pubblica
e trasparente), di tutti i loro impatti, che non vanno “edulcorati” , come recentemente avvenuto.
NO ad un sistema tributario non (o
poco) informato a criteri di progressività (art. 53 C.), con previsione, come
eventuale extrema ratio, anche di forme temporanee di patrimoniale a carico dei
più abbienti.
NO ad uno stravolgimento di fatto
dell’art. 76 C. in ordine all’esercizio della funzione legislativa delegata al
Governo.
NO alle Fake-News ed ai Dossier
appositamente ordinati e costruiti allo scopo di demolire gli avversari, con
previsione di pene e sanzioni severissime.
NO a pene consistenti in trattamenti
contrari al senso di umanità e non tesi alla rieducazione del condannato/ta
(art. 27 C.).
NO ad interventi che deroghino, in
ogni forma, palese od occulta, al fatto che la Magistratura costituisce un
ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere (art. 104 C.).
NO ad una giustizia che offra, di
fatto, più vantaggi ai ricchi ed ai
potenti, piuttosto che alla gente comune (i poveri in primis).
NO alle applicazioni del nucleare
(sia pure con impianti a venire,
cosiddetti di quarta generazione) fondate sulla fissione, che non può
mai essere “pulita”, anzi.
NO a nuove, pericolose trivellazioni.
NO a nuovi impianti già considerati
obsoleti ed inquinanti dalla letteratura specialistica per il trattamento del
ciclo dei rifiuti.
NO ad interventi, di qualunque
natura, che non promuovano, o limitino di fatto, i diritti riconosciuti ai
cittadini dall’articolo 3 della Costituzione.
NO al permanere di squilibri, anche
pesanti, nella progressione scolastica ed universitaria dei cittadini/ne
(possibilità e condizioni familiari, aree geografiche, censo, strumentazioni, servizi,
ecc.).
NO ad ogni violenza fisica e morale
sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà (art. 13 C.).
NO ad una stampa soggetta ad
autorizzazioni o censure (art. 21 C.).
NO ad una ecologia truffaldina,
superficiale e di vernice, MA luogo, invece, ad un approccio integrale (vedi
Enciclica “Laudato sì”) al complesso tema.
NO al lavoro ricattato, discriminante,
precarizzato e sfruttato.
NO a considerare la miseria come una
colpa o una malattia!
NO alla “lotta di classe” a rovescio:
quella, cioè, dei ricchi a danno dei
poveri, apertamente teorizzata e
sostenuta ormai da molti, per esempio, negli Stati Uniti d’America.
NO alla demolizione dei Partiti, pur
nella indispensabile loro trasformazione (se lo vorranno e se ne saranno capaci).
Venezia, agosto 2022.