domenica 9 ottobre 2022

“ I Popolari – Venezia” Incontro a Zelarino

Programmato da tempo un nostro incontro-lungo come Associazione, questo si è svolto, di fatto, due giorni dopo le elezioni politiche del 25 settembre 2022.

 “Fatale”, dunque, che la discussione tra di noi abbia riguardato questo argomento, nel modo conforme al nostro Statuto: in forma, cioè, apartitica e su di un terreno culturale, pre-politico.

 Ne è nato un confronto davvero interessante (destinato a proseguire) sui risultati elettorali, sulla loro “incubazione” prima, sul senso del nostro proporci come “cattolici democratici” nel nuovo contesto nazionale ed internazionale e su alcune possibili piste di lavoro per il “dopo”.

A Zelarino , dove ci siamo incontrati, ci siamo scambiati utili osservazioni, tra loro complementari, con l’idea di fondo che sia utilissimo consultare, via via, i “Buoni Maestri” che fortunatamente non mancano, pur accanto, come sappiamo,  ai “Cattivi Maestri” che, per ignoranza e/o per interesse, ci hanno condotto in un modello di cosiddetto “sviluppo” assolutamente in affanno non solo da noi ed insufficiente, anche alla luce, per esempio, della più recente dottrina della Chiesa cui, umilmente e laicamente, apparteniamo.

sabato 10 settembre 2022

NOI “ POPOLARI “ – APPUNTO IN BOZZA (Renato Omacini)

 

Care Amiche, cari Amici “POPOLARI”,

ecco, di seguito, un Appunto in  bozza con alcune cose che ho pensate, considerando, in particolare, l’attuale campagna elettorale italiana. Sono idee personali  che, previo nulla-osta del Presidente, pubblico sul Blog dell’Associazione, senza peraltro impegnarla nel suo insieme su di esse.

Si tratta dunque di un contributo - opinabile dunque come ogni pensiero -  per cercare di promuovere, se possibile, un utile  e pluralistico confronto interno.

Il ragionamento è  volutamente schematico e non c’è, per momento,  un vero e proprio ordine di priorità: sono  in tutto   33 SI’, -  17  SI’,MA -   20 NO. Il testo  risente certo  di detto schematismo.

Altri punti si potrebbero aggiungere, ma, per il momento, è solo una bozza: magari ce ne verranno in mente  altri, qui non considerati.

Va di moda parlare di “Agenda”: preferisco ancorarmi invece al vecchio termine di “Programma”: sono consapevole, peraltro, dei limiti intrinseci di questi sforzi, se non ci si crede veramente.

Si potrà notare come la bussola di tutto  è la Costituzione, sufficiente quasi da sola, si potrebbe dire,  a permettere di  esercitare una buona politica, centrale e periferica.

Nulla, peraltro,  di “non negoziabile”!

Credo che questa complicata  stagione richieda  particolare coraggio, flessibilità, studio, chiarezza ed anche un po’ di sano dubbio costruttivo e di  molto, molto ascolto reciproco.

La stanchezza dei cittadini/ne   è tale da poter favorire, direttamente e/o con massicce  astensioni dal voto, l’invocazione dell’ ”uomo o donna della provvidenza”, pur di uscire dal caos che si aggroviglia. Ricordo, per inciso, che l’allora presidente della CEI, card. Gualtiero Bassetti, disse tra l’altro a proposito di Draghi: “ Certamente, se la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova, la sua esperienza, umanità ed intelligenza, potranno essere veramente utili” (Bologna, settembre 2021). Si era già sbagliato, come sappiamo, Papa Pio XI° (Papa Ratti) su Mussolini!

Occorre inoltre dire con i veti sistematici, con sistemi di “bullismo” politico, o con gli acritici “osanna” si fa poca strada, in politica, come nella vita.

Cose per nulla impossibili, piano piano, come fatto prima di tutto auto educativo e di responsabilità (una responsabilità, però, non usata volta a volta  strumentalmente come alibi, com’è capitato).

Non si tratta, credo, di un “Libro-dei-Sogni”: sono tute cose fattibili ed esiste già  in proposito, se lo si vuole, una diffusa ed approfondita letteratura ed un consistente know-how.

Il piano inclinato è molto vicino, purtroppo, non solo in casa italiana: grande è stata ed è ancora la nostra insipienza, specie in questi ultimi anni. Vedremo gli sviluppi già da qui alle prossime settimane.

La Speranza cristiana - virtù mai da dismettere come credenti - è messa a durissima prova dai fatti e dai comportamenti, almeno per come  appaiono a me; pur tuttavia, potrebbe essere, almeno per noi cristiani, il vero colpo d’ala (“Spes contra spem!”).

Invochiamola, la Speranza, con una visione capace di inscrivere anche la Politica, senza integrismi, dentro un disegno di trascendenza, già quaggiù, già oggi.  La politica è la più grande forma di carità è stato detto: ciò vorrà pur significare qualcosa.

SI

SI’ all’attuazione dei principi fondamentali (artt. 1-12) ed ai diritti e doveri dei cittadini previsti dalla Costituzione (artt.13-54). SI’, ovviamente, all’attuazione fedele anche di tutte le altre sue parti.

SI’ alle modifiche dell’attuale cattiva legge elettorale: il “Rosatellum”.

SI’, in Parlamento, ad accordi anche trasversali tra i Partiti e/o le Coalizioni su singole iniziative, quando  giudicate comunemente meritevoli.

SI’ al salario minimo, avvalendosi dei più virtuosi esempi europei in materia.

SI’ alla messa in sicurezza delle Scuole.

SI’ alla sicurezza idrogeologica ed ai piani antisismici.

SI’ ad ogni forma di parità tesa a tutelare la dignità delle persone, con particolare riferimento alla popolazione femminile, agli anziani/ne ed ai bambini/ne.

SI’ ad un aggiornato Piano nazionale per l’Acqua - bene assolutamente pubblico -  con proiezioni particolarmente attente ai cambiamenti climatici.

SI’ all’organizzazione dei pubblici uffici in modo da assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione (art. 97 C.).

SI’ all’adempimento, richiesto dalla Repubblica, dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (art. 1 C.).

SI’ al fatto che tutte le confessioni religiose siano egualmente libere davanti alla legge (art. 8 C.).

SI’ al ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11 C.).

SI’ ad una più intensa azione diplomatica, nazionale ed internazionale, per la pace in Ucraina (ed in altri Paesi, teatro di guerre), aiutando l’Ucraina solo a difendersi.

SI’ alle agevolazioni  ed ai sostegni per la formazione delle famiglie e per l’adempimento dei loro compiti (art .31 C.).

SI’ all’imprenditoria sana, adeguatamente accompagnata specie in particolari momenti, senza ingerenze burocratico-politiche, ma con eventuali, opportune sinergie pubblico-private.

SI’ alle indispensabili  mediazioni politiche, purchè non svilenti e pasticciate.

SI’ alla promozione delle autonomie locali (art.5 C.).

SI’ alla traduzione politico-amministrativa – in laicità ed autonomia – dei Documenti della Chiesa cattolica (Encicliche, Esortazioni, Atti vari, ecc.).

SI’ alla formula “esistiamo e pensiamo”, no alla formula “consumiamo, dunque esistiamo”.

SI’, in sinergia pubblico-privato,  alla cura delle Città, non solo per renderle più efficienti (banda larga e quant’altro), ma anche più belle e vivibili.

SI’ allo “Ius Soli” ed allo “Ius Scholae”, purchè molto  attentamente disciplinati, nella ricerca delle più ampie convergenze possibili.

SI’ al riconoscimento pubblico - espresso  in varie forme -   a piccoli, medi e grandi imprenditori/trici che rischiano ogni giorno con intelligente generosità.

SI’ alla periodica “rendicontazione sociale” dei progetti attuativi del PNRR.

SI’, in sinergia pubblico-privato,  al maggior sviluppo della Cooperazione Internazionale nei Paesi più provati da guerre, malattie, fame e sete.

SI’ ad una gestione dei vaccini (e di altri particolari farmaci) attenta ai legittimi profitti ed alla solidarietà internazionale.

SI’ alla miglior cura possibile dei mari, dei laghi, delle montagne, del paesaggio, con la promozione di un turismo intelligente ed ordinato.

SI, in sinergia pubblico-privato,  alla formazione professionale continua, ad ogni età, per meglio affrontare non il “mercato” del lavoro (pessima espressione), ma i vari lavori, tradizionali ed innovativi che siano.

SI’ alla promozione, in sinergia pubblico-privato, dello Sport, soprattutto in favore dei giovani.

SI’ al più ampio  sostegno – nel rispetto della loro autonomia – alle Banche Etiche ed alla finanza Etica.

SI’ alla vicinanza ed al sostegno alle varie forme di Handicap.

SI’ ad un maggiore, coordinato sviluppo della Medicina Territoriale, con particolare attenzione alla galassia dei disturbi e delle malattie mentali.

SI’ alla promozione della più spinta ricerca sul nucleare, per arrivare alla fusione.

SI’ ad una soddisfacente soluzione per la disciplina dei conflitti d’interesse, specie nel settore dell’informazione.

 S I’, MA

SI’ al realismo in politica, MA non incolto o, peggio, cinico.

SI’ ad un  progettato superamento di “questo” modello capitalistico, così egoista e dannoso, come si è manifestato in Occidente a partire dagli anni Settanta dello scorso secolo, MA con alternative credibili e coinvolgenti.

SI’ all’Atlantismo ed alla Nato, MA non in forma acritica o servile.

SI’ all’Unione Europea, MA con dignità e promuovendo necessarie modifiche anche ai suoi Testi-base.

SI’ -  se momentaneamente indispensabile, in questa particolare situazione internazionale -  al ripristino delle centrali a carbone, MA con impegno formale a dismetterle prima possibile.

SI’ ai bonus per l’edilizia (che induce molto  lavoro), MA con revisione dei meccanismi applicativi, dei costi e con più controlli pubblici.

SI’ anche alla sanità privata (con i doverosi controlli), MA non certo  a discapito della primaria sanità pubblica.

SI’ all’iniziativa economica privata, MA con limiti fissati allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti (art. 42 C.).

SI’, eccezionalmente, all’affidamento anche in gestione privatistica dell’acqua pubblica, MA con affidamenti  molto, molto selettivi e con adeguati controlli sulla qualità, sui tempi delle concessioni e sulle eventuali revoche e  tariffe.

SI’ ad ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per le Regioni (art. 116 C.), MA nel rafforzamento democratico dei poteri riservati allo  Stato e dei suoi doverosi controlli.

SI’ ad interventi pubblici emergenziali  - solo quando strettamente necessario - MA con trasparente definizione e controllo di tempi, modalità attuative ed ampiezza.

SI’ alla promozione della ricerca scientifica e tecnica, MA con trasparente definizione (e progressivi controlli) dei loro obiettivi.

SI’ al diffuso utilizzo dei Media da parte soprattutto delle classi dirigenti: politiche, culturali, imprenditoriali, economiche, MA portando la responsabilità, individuale e/o di gruppo, di quanto si pubblica e, quando strettamente necessario, con azioni anche repressive.

SI’ alla flessibilità nel lavoro, MA  in modo assolutamente controllato e non totemistico.

SI’ alla contrattazione di lavoro decentrata, MA nel rispetto delle regole e dei principi generali stabiliti dalla indispensabile contrattazione collettiva nazionale.

SI’ all’accoglienza internazionale, MA attenta alle reali, oggettive possibilità italiane ed europee di farsene carico (con un costante, trasparente monitoraggio).

SI’ alla promozione delle varie forme di Volontariato, MA con rispetto e senza l’idea della “supplenza”.

SI’ ai rigassificatori (solo per situazioni emergenziali) purchè attentamente ubicati, data la loro pericolosità e con la previsione di doverose “compensazioni” e “mitigazioni”.

NO

NO alla più o meno  strisciante trasformazione da parlamentare a presidenziale della nostra Repubblica.

NO alle grandi opere pubbliche, se non previa verifica (meditata,  pubblica e trasparente), di tutti i loro impatti, che non vanno  “edulcorati” , come recentemente avvenuto.

NO ad un sistema tributario non (o poco) informato a criteri di progressività (art. 53 C.), con previsione, come eventuale extrema ratio, anche di forme temporanee di patrimoniale a carico dei più abbienti.

NO ad uno stravolgimento di fatto dell’art. 76 C. in ordine all’esercizio della funzione legislativa delegata al Governo.

NO alle Fake-News ed ai Dossier appositamente ordinati e costruiti allo scopo di demolire gli avversari, con previsione di pene e sanzioni severissime.

NO a pene consistenti in trattamenti contrari al senso di umanità e non tesi alla rieducazione del condannato/ta (art. 27 C.).

NO ad interventi che deroghino, in ogni forma, palese od occulta, al fatto che la Magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere (art. 104 C.).

NO ad una giustizia che offra, di fatto,  più vantaggi ai ricchi ed ai potenti, piuttosto che alla gente comune (i poveri in primis).

NO alle applicazioni del nucleare (sia pure con impianti a venire,  cosiddetti di quarta generazione) fondate sulla fissione, che non può mai essere “pulita”, anzi.

NO a nuove, pericolose trivellazioni.

NO a nuovi impianti già considerati obsoleti ed inquinanti dalla letteratura specialistica per il trattamento del ciclo dei rifiuti.

NO ad interventi, di qualunque natura, che non promuovano, o limitino di fatto, i diritti riconosciuti ai cittadini dall’articolo 3 della Costituzione.

NO al permanere di squilibri, anche pesanti, nella progressione scolastica ed universitaria dei cittadini/ne (possibilità e condizioni familiari, aree geografiche, censo, strumentazioni, servizi, ecc.).

NO ad ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà (art. 13 C.).

NO ad una stampa soggetta ad autorizzazioni o censure (art. 21 C.).

NO ad una ecologia truffaldina, superficiale e di vernice, MA luogo, invece, ad un approccio integrale (vedi Enciclica “Laudato sì”) al complesso tema.

NO al lavoro ricattato, discriminante, precarizzato e sfruttato.

NO a considerare la miseria come una colpa o una malattia!

NO alla “lotta di classe” a rovescio: quella, cioè,  dei ricchi a danno dei poveri, apertamente  teorizzata e sostenuta ormai da molti, per esempio,  negli Stati Uniti d’America.

NO alla demolizione dei Partiti, pur nella indispensabile loro trasformazione (se lo vorranno e se ne saranno capaci).

 

Venezia, agosto 2022.

giovedì 26 maggio 2022

VISITA ALLA TOMBA DI DON MINZONI AD ARGENTA

 Il 25 maggio scorso, una delegazione dei popolari Venezia, si è recata in visita, ad Argenta (Ferrara) alla tomba, chiesa, museo dedicato a don Giovanni Minzoni  e al luogo dell' eccidio di don Tiso Galletti, parroco di Sassatelli anch'egli  trucidato il  9 maggio del 1945.

In occasione dell' incontro è stato possibile conoscere,  attraverso un video e  la visita al museo, vita e opere realizzate da don Minzoni nella sua breve esistenza: "Nasce a Ravenna il 29 giugno 1885; nel 1917 viene inviato al fronte in Friuli, dove riceve la Medaglia d'Argento al Valor Militare  dal Duca D' Aosta e dal generale Armando Diaz. L'insorgere dello squadrismo fascista non nasconde la propria ostilità verso questo prete. Viene ucciso a bastonate da due sicari che gli sfondano il cranio il 23 agosto del 1923. La sua tomba e il suo monumento è stato visitato dai Presidenti della Repubblica Giovanni Leone, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, nonché da Sua Santità Giovanni Paolo II ".
Don Minzoni è un personaggio, poco conosciuto dai giovani e non solo, meriterebbe una maggior attenzione a livello politico, sociale e religioso per i valori e le iniziative concrete da lui promosse a favore della gente ed in particolare dei poveri, in un ambiente, quello ferrarese, non certamente facile durante quel triste periodo storico del nostro Paese.
La delegazione dei Popolari  è stata guidata dal presidente  Romeo Toffano, e dal vice presidente Luigino Busatto.
Un ringraziamento al parroco di Argenta e al Direttore del Museo che ci ha accompagnato nell'intera visita.