Padre David Maria
Turoldo
Padre David Maria Turoldo, nel suo libro “Il diavolo sul pinnacolo “, ed. San Paolo, 2016, parla delle
tentazioni di Gesù, quali raccontate da Marco e da Luca nei loro Vangeli.
Per contribuire alla comune riflessione, desidero soffermarmi,
in particolare, su alcuni passaggi riguardanti il Potere e la Politica.
E’ il potere di Satana sui “suoi” regni, donato in cambio di
una prostrazione adorante. E’ il demoniaco nel mondo.
Turoldo cita Konrad Lorenz (“Il declino dell’uomo”), Karl
Popper (la società “aperta”), Aldous Huxley (col suo sguardo sul futuro),
Jeremy Rifkin (“Entropia”).
Il quale ultimo, nel 1982, scriveva tra l’altro: “…Se la
comunità cristiana non farà proprio il concetto di custodia sulla base di una
“nuova alleanza”, è possibile che il nascente fervore religioso venga
adottato e inesorabilmente sfruttato
dagli ambienti della destra. Il risveglio evangelico potrebbe diventare il
retroterra culturale di base necessario a un movimento “fascista” negli USA,
per mantenere il controllo sul Paese durante un periodo di declino economico di
lunga durata” (da “Entropia”, Mondadori, Milano,1982, pag.74).
Turoldo fa costante riferimento nel suo libro a Dostoevskij e
al “Grande Inquisitore” de “I fratelli Karamazov”. Sostiene, Padre David, che
il Potere “…agisce sempre per il bene
dell’umanità. Ma quale bene? C’è un bene che va a danno della libertà
dell’uomo? Perché qui siamo obbligati a pensare che a questo Potere non è tanto
la libertà che preme, quanto la conservazione e l’estensione dello stesso
Potere. Inoltre, nel caso del “Grande Inquisitore”, dovrebbe essere la
religione il mondo sacrale del Potere”.
Si chiede, Turoldo, se il cristianesimo può essere una
religione di massa, meglio, se la massa potrà mai essere cristiana! Cristo
parla di “piccolo gregge”. E si domanda ancora se sarà concepibile un Potere
unico, mondiale, capace di rispettare le libertà individuali, le libertà della
persona. Considerazioni implicite al lungo discorso del “Grande Inquisitore”
fatto a Cristo, prigioniero in Siviglia; considerazioni legate alle tentazioni
di Gesù.
S’è rotto il legame tra libertà e felicità: l’essenziale di
Cristo sarebbe la libertà e l’essenziale del Potere la felicità. Almeno
pretestuosamente –aggiunge Turoldo- che ancora dice: “…questa non sarebbe altro
che la spaccatura che sta alla base della tragedia del mondo”.
Satana vuol togliere la libertà e - sostiene Padre David -
“…la macchina dell’asservimento è sempre in moto, e l’organizzazione sembra
farsi sempre più perfetta e totale, possibilmente fino a non lasciare nessuna
via di scampo. E’ la prospettiva più incombente sul nostro futuro”.
Segue una riflessione: i regni sono “miei” dice il diavolo
nella terza tentazione a Gesù, “…come dire i regni saranno sempre proprietà di
un altro. Il politico non possiederà mai un potere originario; egli sarà solo
un delegato a rappresentare i veri detentori del potere; i quali rimarranno
sempre occulti e sconosciuti”.
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Ovviamente , quello rappresentato da Padre David nel suo
libro è “un” volto della Politica: è il più comune e diffuso, certo. Ve ne sono
però anche altri: quelli belli, di chi costruisce con intelligenza, con
perseveranza e disinteresse personale.
Di chi “unisce”: il contrario del diavolo, il cui nome
significa “divisione”, “disgregazione”, “separazione”. E ciò non è un caso, se
appena pensiamo un po’ teologicamente! E ciò può avere anche delle conseguenze
pratiche!
Le tentazioni interne alla politica come, dunque, una delle
manifestazioni della permanente presenza di Satana, qui ed ora, nel nostro
tempo? Ci riflettiamo mai?
Per noi dell’Associazione, che ci ispiriamo a valori
cristiani, è necessario, per “non cadere in tentazione”, saper dire anche dei
“NO” a tutto tondo: no all’assolutizzazione del potere temporale, no
all’inciucio tra Chiesa e Stato, no alla cupidigia dei “regni”, no all’orgoglio
personale, no al solo “pane”.
Strada laicamente difficile, certo, ma non impossibile se
solo anche ci aiutassimo un po’ a vicenda.
Renato Omacini
settembre 2016.