Nella Lettera Pastorale del Patriarca Francesco (cfr. “Gente Veneta”, n.30 del 28 agosto 2020) ci sono anche dei passaggi che riguardano la Politica.
Li riprendo di seguito, con personale
sintesi, ad uso di un possibile confronto nella nostra Associazione.
Scrive il Patriarca:
1) di non avere nostalgia di un passato
non più esistente e di rifuggire da visioni ideologiche che mortificano il
senso stesso della fede e della carità;
2) di non volere andare a rimorchio,
come Chiesa, di alcuna parte politica;
3) che il Vangelo dichiara l’impotenza
della legge;
4) che pubblico, privato, imprese,
associazioni, volontariato sono chiamati a fare rete;
5) chiede una politica meno litigiosa e
più coesa nelle decisioni che riguardano il Paese, che parli meno attraverso i
social e i facili slogan, e più attraverso i fatti e il buon senso;
6) offre la disponibilità del mondo
ecclesiale ad offrire spazi idonei per aiutare la scuola a ripartire (con
attenzione anche alle paritarie);
7) riconosce gli sforzi positivi fatti,
ma non sottace la necessità di operare in modo più condiviso, con maggior
attenzione al mondo giovanile ed a quello della formazione;
8) chiede di progettare investimenti per
il futuro delle nuove generazioni;
9) tale è principalmente il compito
della politica, senza mirare al facile consenso (“pensare” il futuro oltre
l’orizzonte dell’oggi); parla di “visione” e di “sogno”;
10) in particolare, pensando a Venezia ed
al prossimo ricordo dei suoi 1600 anni di vita, invita a progettare il suo
futuro (anche come Città universale che appartiene al mondo intero).
Infine, concretamente, fa due
proposte: A) adottare ciascuno un “invisibile”; B) offrire, come detto, spazi
per le scuole.
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Per parte mia, mi permetto solo una
rispettosa osservazione, là dove il Patriarca scrive che i giovani dovranno
affrontare “i pesanti e perduranti squilibri economici, eredità di Covid-19,
squilibri destinati, purtroppo, a rimanere nel tempo”.
Certo, questa Lettera Pastorale fa
specifico riferimento alla ripresa nei mesi che si stanno davanti e chissà che
si realizzano, anche col nostro modestissimo contributo, le cose che Lui sostiene. Tuttavia, gli
squilibri non sono solo – come ben sappiamo – “eredità di Covid-19”, avendo
cause, ragioni e responsabilità politico-economiche (anche ben individuabili)
su scala nazionale ed internazionale, come ben ci fa notare Papa Francesco.
Che ne pensate?
Venezia, 29 agosto 2020.