lunedì 23 ottobre 2017

VERBALE RIUNIONE ASSOCIAZIONE “ I POPOLARI” DEL 16/10/2017

 Presenti:  Toffano,  Cortese,  Omacini, Panizzolo, Capogrosso,  Gasparini, Miraglia, Lazzarotto, Malagutti, Borga, Saccon, Celin, Boccotti, Busatto, De Toni, Bertolin, Urlando Clara, Franzin.


Toffano apre la discussione.

Miraglia comunica che il Gruppo “quotidianità e immigrazione” si è incontrato due volte: il 15 giugno nel corso dell’incontro dei Popolari a Zelarino dove si sono formati i gruppi di lavoro. A questo gruppo hanno aderito: Anna Maria Miraglia, Dino Lazzarotto, Luigino Busattto, Francesco Borga, Giampietro Capogrosso, Margherita Gasparini, Gianfranco Botter; nell’occasione si è discusso del tema portando ognuno  esperienze e proposte.
Il 16 ottobre, con l’assenza giustificata di Luigino Busatto e l’assenza di Gianfranco Botter che non ha ricevuto l’e-mail inviata.
Il gruppo ha predisposto una bozza di proposta da proporre all’assemblea dei Popolari come di seguito:
Iniziativa sul tema dal titolo: “IMMIGRAZIONE TRA ETICA E POLITICA”
Sede: Sala dei Frati Cappuccini a Mestre
Data: un lunedì da individuare
Orario: dalle ore 17 alle ore 19.30
Svolgimento dell’iniziativa:
1)        Breve introduzione di Anna Maria Miraglia
2)        Intervento dell’On. Sara Moretto, componente della Commissione Parlamentare             sull’immigrazione (ipotesi di porre una serie di domande sulla situazione in atto,         sulla trattativa con la Libia, sulle varie posizioni in parlamento).
3)        Intervento del dott. Arcandelo Boldrin, Presidente dell’Associazione “Il Fondaco”          sulla situazione nazionale ed internazione dell’immigrazione.
4)        Spazio per domande dal pubblico


Toffano propone di coinvolgere anche  il sacerdote della CITA, vista l’esperienza del suo vissuto all’interno di queste realtà.

Omacini sottolinea il titolo proposto per fare una riflessione. Ritiene che estremizzando il discorso si rischia di mettere uno contro l’altro perché la politica ha dentro l’etica e come popolari non si dovrebbe fare questa distinzione. Invita a riflettere.

Cortese ritiene pertinente l’osservazione di Omacini propone di  lavorare sul titolo.
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Miraglia afferma che all’esterno può  sembrare una contraddizione ma che in realtà non lo è.

Urlando fa presente l’atteggiamento contraddittorio che hanno parecchie persone, anche impegnate nel sociale  e altro,  nei confronti degli immigrati. Bisogna capire realmente il problema in termini generali.

Borga afferma che nei confronti di questo problema molti hanno un atteggiamento  emotivo di disagio, dovuto anche alla incapacità della politica di dare una risposta. A questa invasione di persone quello che si fa è di  metterli  in un “campo di concentramento”.  Arcangelo Boldrin si è affermato come maggior esperto di islamismo.
A suo avviso sarebbe interessante far prima un incontro sull’immigrazione e poi una riflessione sull’aspetto etico in ordine all’etica individuale e collettiva con un esperto, .
Quindi, prima un incontro tecnico-scientifico e poi un incontro con l’esperto; l’incontro proposto con i tre relatori lo vede un po’ pesante.

Saccon fa presente la sua esperienza a S. Maria di Sala, dove sta seguendo, attraverso una cooperativa, 35 immigrati. Seguiti come sono, si è convinto che con un lavoro educativo si possono ottenere  notevoli successi. A suo avviso in Italia, alcune persone hanno interesse di promuovere  una cultura di provocazione e ribellione.
Porta l’esempio della Polonia, descritta  dai media come anti-europea, ma  pochi sanno che negli ultimi anni ha avuto oltre un milione di emigranti ucraini.
Il fenomeno della immigrazione è irreversibile e durerà per altri 70-80 anni e questo fatto si affronta cambiando la mentalità, che ora è guidata da forze che ti portano ad avere una visione di non accoglienza. Fa l’esempio dei telefonini, il fastidio verso questi immigrati che hanno il cellulare di ultima generazione, senza pensare che questo strumento per loro è l’unico mezzo di collegamento che consente loro di sopravvivere mantenendo i legami affettivi e con la terra lontana.

Malagutti sposta l’attenzione dalla Informazione alla Formazione ed afferma che l’emigrazione è un fenomeno che è sempre esistito, perché gli umani  hanno sentito il bisogno di emigrare fin dai tempi antichi. Questo fenomeno va visto dal punto  etico, economico e sociale e si devono prendere in esame buone soluzioni, che si possono trovare. Se su questo fenomeno si riuscisse a dare il messaggio con questo taglio le persone lo capirebbero di più.

De Toni porta la sua esperienza quando nel 1966 è stato un periodo all’estero per lavoro; Anche se non può dire di essere stato un immigrato, perché lavorava per una ditta,ha però vissuto e toccato con mano la non accoglienza degli inglesi verso le persone straniere che in qualche modo invadevano il loro territorio.

Busatto  ritiene che l’etica non deve essere separata dalla politica, ma che la politica si deve dotare di etica. Stiamo ragionando su un tema che attraverserà il nostro modo di pensare e vivere per decenni, mentre la politica sta navigando nel buio più assoluto, senza prospettive e capacità di governo. Il politico ha il compito di far emergere il problema e di discuterlo e come politici abbiamo  davvero tanto da fare. Nel passato gli italiani per necessità hanno dovuto emigrare, chi si è documentato su questo fenomeno italiano sa cosa ha voluto dire per il nostro popolo. Ora si stanno spostando milioni di persone che fuggono dalla guerra o dalla miseria. Il fenomeno deve essere governato e non lasciato ai movimenti xenofobi, perché ne faranno una bandiera. Pertanto la politica deve affrontare seriamente questo problema e gestirlo.
Fa presente che anche Salzano sta facendo un buon lavoro di accoglienza.

Lazzarotto non vorrebbe essere, nel coro,  una voce stonata; porta l’esempio del convengo ACLI tenutosi la scorsa settimana, dove  il direttore di una testata televisiva presentava dati sulla immigrazione   che assolutamente non sono percepiti come tali dai cittadini veneti. Per questo motivo crede sia importante sentire la voce di un esperto quale Boldrin. Il problema a suo avviso non è la morale ma la nazionalità. Quello che è successo in Austria deve farci riflettere.

Cortese a suo avviso bisogna lavorare  su cosa sia l’etica che non è una realtà astratta; il massimo dell’etica coincide con il massimo della razionalità. Etica e razionalità coincidono se sono strettamente conseguite.
La politica deve programmare come affrontare il fenomeno, organizzandosi. Certo che i clandestini dovrebbero essere rimandati a casa, ma finché non si riesce a farlo bisogna saperli gestire.

Celin afferma che quanto detto è tutto vero, ma è vero anche tutto il contrario: non siamo capaci di distribuire tutte queste persone perché di fatto restano tutte in Italia. Ricorda che solo il 10% delle persone che arrivano sono profughi che hanno il diritto di restare. Questa marea di profughi  che continuano ad  arrivare alla fine diventeranno una bomba che coppierà perché non si è in grado di assorbirle e dar loro una prospettiva di futuro. Si deve certamente parlare del fenomeno, consapevoli che l’Italia – da sola – non lo può risolvere.

Capogrosso  c’è la necessità di una politica, anche se non siamo noi che dobbiamo farla.

Bertolin ritiene che prima si deve fare un approfondimento interno e poi esporci all’esterno. Si deve approfondire la questione demagogica del titolo che potrebbe essere “fenomeno della immigrazione tra paure e razionalità”.

Urlando pone l’attenzione sul terzo settore in Africa: il lavoro si deve sviluppare nel loro territorio, perché da noi non c’è la possibilità per fare questo. Il problema non è che non li vogliamo ricevere ma che non li possiamo ricevere, perché finiamo di  lasciarli per strada. Le cooperazioni si devono fare nei loro paesi.

Boccotti  concorda che  si debba prima   fare un dibattito al nostro interno.

Toffano evidenzia che nella discussione si sono intrecciati più percorsi. Forse una riflessione interna va fatta. Concorda sulla proposta avanzata da Borga di dividere in due momenti diversi gli argomenti da trattare: etica e politica.
Prima di iniziare i nostri incontri è bene raccogliere un po’ di dati statistici, perché i numeri sono importanti, quindi innanzitutto verificare tra statistica e contesto della immigrazione in quanto tale e poi discutere sull’intervento e le azioni politiche da intraprendere.

Miraglia ritiene che quanto detto è tutto vero. Si deve quindi esaminare il problema che è drammatico e non conosciuto nei suoi dati reali, perché non si può partire senza tenerne conto, e per questo chiederemo aiuto a chi ha studiato la situazione.  Poi il politico ci dirà a che punto è il Governo. Una volta affrontata la situazione conoscitiva si può pensare al secondo incontro dove si potrà parlare delle esperienze.

Toffano capisce che l’orientamento è quello di fare due incontri.

Borga propone che nel primo incontro la  Moretto parli dei dati nella nostra società  e Boldrin faccia l’analisi dei  percorsi immigratori e le eventuali  prospettive.
Il secondo incontro sull’etica dovrebbe far superare gli aspetti emozionali in relazionali .
Crede che sarebbe utile fare i due incontri prima di Natale: ipotizza come date il 13 di novembre l’incontro conoscitivo, il 27 novembre o 4 dicembre il secondo incontro.

Omacini chiede  che chi fosse interessato a far parte del suo gruppo di lavoro lo contatti o lasci telefono ed e-mail in modo da poter organizzare un incontro.
  
L’incontro si conclude alle ore 19.30 con l’impegno da parte dei responsabili dei gruppi di portare avanti il lavoro discusso oggi.

Il prossimo incontro sarà Giovedì 9 novembre alle ore 18.15, al termine del quale si mangerà una pizza tutti insieme.

domenica 8 ottobre 2017

VERBALE RIUNIONE ASSOCIAZIONE “ I POPOLARI” DEL 20/09/2017



Presenti:  Toffano,  Cortese,  Panizzolo, Capogrosso,  Miraglia, Lazzarotto, Malaguti, Saccon, Celin, Boccotti, Busatto, Urlando Clara, Franzin.


Toffano apre la discussione.

Urlando fa presente di aver avuto un incontro con l’Archivista della Querini Stampalia per la catalogazione dei documenti, il cui lavoro è stato impostato. Una volta che i documenti  saranno tutti raccolti si passerà alla scannerizzazione.

Toffano comunica che al momento ha qualche difficoltà nel recupero del materiale di Mira. Propone di cominciare con quanto depositato a Ca’ Tron, prendendo contatti con l’ex sindaco di Roncade, Sartor,  che fu l’artefice di questo deposito.

Cortese ritiene che comunque Ca’ Tron dovrebbe rimanere la destinazione finale di tutta la documentazione.

Toffano si tratta ora di verificare quanto materiale si trova archiviato a Ca’ Tron.
Si può quindi partire sono la sistemazione della documentazione e attivare conoscenze nel territorio per trovare documentazione a livello locale che a suo avviso sarà sicuramente diversa di quella conservata a Ca’ Tron che invece riguarda il livello provinciale.
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Miraglia per il lavoro proposto dal suo gruppo “Quotidianità e immigrazione” fa presente di aver preso contatti, per un eventuale convegno, con Arcangelo Boldrin,  a cui dovrebbe partecipare l’ex ministro Cecile KYENGE.

Saccon si riaggancia all’intervento di Omacini tenuto nell’incontro prima della pausa estiva  per sottolineare che i politici dovrebbero essere portatori di pace, cioè portatori di giustizia.

Panizzolo  ritiene che dovrebbe essere rivisto il concetto di democrazia, di democrazia e potere e i suoi  rischi reali.

Cortese afferma che nel suo ruolo di custode delle memorie, aveva proposto la commemorazione di Vincenzo Gagliardi il 18.6.2018, nel  cinquantesimo della sua morte.
Si incarica a contattare la vedova di Gagliardi per avere il suo consenso.
Ha qualche difficoltà in merito ai relatori, sta pensando a Ciriaco De Mita e Guido Bodrato. Non sarà facile avere la loro disponibilità, ma ci proverà.


L’incontro si conclude alle ore 19.30 con l’impegno da parte dei responsabili dei gruppi di portare avanti il lavoro discusso oggi.

Il prossimo incontro sarà Lunedì 16 ottobre alle ore 18. 

Pensando a Francesco


Care amiche, cari amici dell’Associazione,
anche se  mi rendo conto che la tematica non è direttamente riconducibile alle finalità de “I Popolari” di Venezia, desidero parteciparVi di seguito alcuni piccoli tentativi di “attualizzare” San Francesco nel giorno della Sua festa .
Prendo spunto da episodi della Sua vita: si tratta da parte mia di un  umile “esercizio”, assolutamente “aperto” alla Vostra riflessione e al Vostro commento.

Il compito dei laici credenti
( “Ripara la mia casa!”- 1205 )

Che la Casa del Signore abbia bisogno di continue riparazioni, non c’è dubbio, lo vediamo ogni giorno. E, riparata, è più sicura e più bella. Occorre fare un appello ai “muratori” laici, ricordando  soprattutto la lezione del Concilio ecumenico Vaticano II°. Coraggio! Senza paura! Un po’ del nostro tempo!

L’infermità
( Il bacio al lebbroso – 1205 )

Ci giriamo quasi sempre dall'altra parte quando sulle nostre strade incrociamo un barbone. Fermarsi è poco di moda e non si sa mai.  Però alcune meravigliose creature, specie giovani, lo fanno, nella gratuità!

I lupi della politica
( Il lupo di Gubbio – 1206 )

Ammansire chi? Il lupo o gli abitanti di Gubbio?
Sforzarci di vedere la politica con occhi diversi, per contribuire instancabilmente, ciascuno al proprio livello, a migliorarla. La mitezza politica in luogo della violenza politica: razionale utopia!

La tenacia
( Di fronte a Papa Innocenzo III° nel 2010 e poi di fronte a Papa Onorio III° )

Trovare la strada per giungere al Papa (niente di meno!). Ottenere i buoni servigi. Incontrarsi col Papa. E là, sostenere le “tenaci” ragioni di una scelta “tenace”. Facendolo con una parabola: quella di Madonna Povertà!
Quando davvero, come singoli e/o come gruppo, crediamo veramente in qualcosa di umanamente “alto”, quanta tenacia ci mettiamo per cercare di raggiungere l’obiettivo?


L’accoglienza
(I  tre ladroni di Monte Casale ) 

Bussano alla porta del Convento tre figure losche: chiedono la carità. Sono malfattori noti: vanno cacciati. E’ quel che fa il portinaio. E’ quel che facciamo, solitamente, ciascuno di noi. Ma Francesco no …..
Bussano alla porta dell’Europa (è la Storia! Ci sono le ragioni!). Solo una minoranza sono “briganti”, la stragrande maggioranza è disperata. L’Italia è “brava” e civile, l’Europa finora non  è stata all’altezza!

La pace
( L’incontro con il Sultano Malek-al-Kamil – 1219)

Era da “pazzi”, era impensabile incontrare il Sultano nel pieno sfuriare delle Crociate! Eppure quel Sultano ha richiesto umili consigli a Francesco. Fantasia, coraggio, disinteresse, sapienza, van messi nello zaino per incontri “impossibili” ma assai  benefici, anche “a bassa quota” ed anche di poca importanza.

La vocazione
( Il “gentile cavaliere “ )

Il Signore aveva già “vista” l’anima del  giovane “ Cavaliere “ prima che arrivasse Francesco. I nostri genitori sanno  “vedere”  l’anima dei loro figli e delle loro figlie, cogliendo ed incoraggiando una possibile loro vocazione?  Ed i “consiglieri spirituali” esistono ancora?  Ce la fanno? L’intervento di Francesco (cioè di chi aiuta!) è solo un completamento, ma indispensabile.
  
Il risarcimento
( Sulla strada per Rieti: il vigneto calpestato del Parroco )

Quante volte la gente rovina la nostra “vigna”: ci abbiamo sudato, abbiamo buttato soldi:  ora attendiamo giustamente il raccolto. Ed ecco inimicizia, maldicenza, invidia, egoismo, ecc. la calpestano. Noi ci arrabbiamo a morte e mai, mai  ci viene in mente che il “danno” subìto  potrebbe essere premessa per un eccezionale, successivo  risarcimento.

La sofferenza
( Le stimmate – 1224 )

Cercare di eliminare progressivamente la sofferenza (tutte le sofferenze!) è assai meritorio; pensare di non doversi mai confrontare con la sofferenza è illusorio. Allenarsi a questo non voluto “confronto” è proprio della formazione che si riceve e che ci si dà. Ma non è cosa di moda e le praterie dello sconforto, della depressione anche aggressiva, aumentano progressivamente.

Quale ecologismo ?
( Il Cantico delle creature)

Quale ecologismo? Quello della retorica, quello delle belle conferenze, quello che pacifica la coscienza?
Oppure quello che (sia pure in ritardo) comincia ad “accarezzare” la Terra chiedendole scusa e “costringe” pacificamente i reggitori del mondo (e dell’economia!) a farlo anche loro? Lo sanno che, almeno in Occidente, occorre cambiare “modello”? Perché indugiano?



Venezia, 4 0ttobre 2017
(San Francesco d’Assisi)                                          
 

Renato Omacini