lunedì 7 ottobre 2019

LETTURE D’INVERNO La tenerezza: possibile volto della politica? (a cura di Renato Omacini)


Una lettura originale è stata quella di un articolo apparso su “Aggiornamenti Sociali” n.10, ottobre 2019: è a firma di  Isabella Guanzini, docente di Teologia fondamentale a Linz (Austria).
Ecco una breve presentazione per la comune utilità e poi, alla fine, un piccolo commento.

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _


L’Autrice parte coll’esaminare cosa avviene nelle metropoli occidentali, quali sono oggi i loro prevalenti legami. Parla di passioni “ fredde “, post-politiche ed asettiche, caratterizzate da spirito di prestazione ed indifferenza. E poi di passioni “ calde “, generatrici di identificazioni, di rancore e di aggressività.
Passioni, tutte, che non sono più occasioni per rinforzare il bene comune. Occorre invece – secondo la Guanzini -  “…liberare tutta la potenza positiva delle passioni, per trasformarle in affetti, aprendo un campo di relazioni capace di mobilitare legami vitali “.

Ecco allora in campo la TENEREZZA: pensiero che “…potrebbe apparire ingenuo o perfino patetico “. Invece, nulla di sentimentale, nessun imbarazzo nel pronunciare questa parola!

Anche Papa Francesco parla di “ rivoluzione della tenerezza “ (2015), tracciando un nuovo ordine a partire dall’essenzialità del messaggio evangelico. Dice l’Autrice: “… in gioco c’è la proposta di un nuovo orizzonte sociopolitico entro cui il cristianesimo deve diventare una risorsa per tutti “.

La tenerezza configura un nuovo paesaggio umanistico che favorisce pratiche di prossimità e nuova qualità di relazioni umane. Essa è un “ atto di conoscenza “, una categoria teologica e filosofica che fa percepire la finitezza, la caducità di tutte le cose e, proprio per questo, intensifica la cura e la protezione.
Si tratta, secondo la Guanzini, di un “ contro-potere dal significato messianico che esprime una speciale sensibilità “. Un contro-potere che produce anche EFFETTI POLITICI: “ Se infatti  il potere



ricerca sempre la stasi, il controllo, la chiusura e la sicurezza, la rivoluzione della tenerezza destabilizza e disarticola le compatte burocrazie del potere, dove i soggetti languiscono in una rassegnata tristezza inattiva, per far circolare la potenza aggregante degli incontri e dei contatti fra i corpi “.

C’è urgenza dunque, secondo l’Autrice, di “ una nuova educazione post-romantica della sensibilità e delle affezioni che le risvegli dal loro stato letargico e liberi da impalcature e irrigidimenti ideologici “.

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _


Che dire? Resto spiazzato: non sono ancora preparato. Ho troppa paura (maledetta paura!) di lavorare, come cristiano e politico, sul “limite” ed oltre (la “sentinella” di Isaia!). Preferisco la comodità del divano che però, lo so, mi rende intorpidito.
Prendo però lo stimolo di Isabella Guanzini per guardarmi dentro, per confrontarmi, liberamente, con una “ragionevole utopia”. Per scavare.
Troppo facile, credo,  cari Amici dell’Associazione, continuare a fare le cose semplici e facili! Che ne pensate?