venerdì 12 giugno 2015

INCONTRO DEL 3 GIUGNO 2015 - ALCUNE DOMANDE


Dopo quattro incontri di studio e riflessione, che si sono svolti nei mesi precedenti, sulle figure di Lazzatti, Dossetti e La Pira, queste sono le domande a cui dobbiamo dare risposta per essere in linea nel nostro impegno quotidiano con il loro sentire.

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Aver riattualizzato, sia pure per sintesi, il pensiero di tre “testimoni” quali Lazzati, Dossetti e La Pira, quali domande può suggerire a noi dell’Associazione “I Popolari “?
Ecco qualche esempio per introdurre il confronto:

-     Cosa significa, oggi, trattare le cose temporali “ordinandole secondo Dio ”?

-     Cosa significa che la politica è una delle forme più preziose della carità?


-  l “non siete più schiavi, ma liberi “ che riflessi ha sulla nostra azione politico-amministrativa?

- Quale antropologia soggiace ed alimenta, oggi, le varie “offerte” politiche (internazionali, nazionali e locali)?


-   La valenza teologica (e, propriamente,  quella escatologica) propria, per i cristiani, del “vivere nel mondo “, cosa suggerisce al progetto politico?

-    Cosa significa “rispettare lo spessore ontologico e storico della realtà “: significa conoscerla, rispettarne l’autonomia, ordinarla a Dio?


-         Quanto clericalismo è tuttora presente in Italia nel pre-politico e nel politico e come affrontare la questione?

-   Come viviamo la conoscenza solo “probabile “ (e non mai assoluta) propria anche della politica?


-         La cristianità italiana è oggi, nel suo assieme, “nella notte “, oppure “nel giorno “ e, in ogni caso, la sempre necessaria “conversione “ può riguardare anche la politica? Ed a quali condizioni?

-         Gli ultimi  30  anni di politica in Italia come hanno visto la presenza di laici cattolici impegnati nella politica e/o nell’amministrazione. C’è stato un lavoro per “ricostruire le coscienze “ (premessa per ricostruire la cultura e la politica)?


-         Con quale spirito abbiamo considerati e valutati i bilanci della varie Amministrazioni?

-         Come ci siamo confrontati, concretamente col criterio della verità (e con quello dell’efficienza e con quello del progresso, ecc.)?


-         Come abbiamo tradotto, politicamente ed amministrativamente  il fatto che la storia è uno spazio di libertà e non di necessità?

-         Qual è la posizione di noi laici credenti rispetto allo statalismo? Rispetto al liberismo? Rispetto all’internazionalismo? E come questa posizione si traduce, concretamente, nella nostra politica e nella nostra amministrazione? Quanto di Hegel, di Marx, di Rousseau, c’è dentro di noi, se c’è?


-         Quale ruolo riconosciamo, oggi, agli organismi sociali? E quale il loro rapporto con lo Stato?

-         Stiamo preparando “nuovi congegni economici, politici, giuridici e culturali “ per affrontare adeguatamente i problemi posti dal nostro tempo?


-         Come trattare, oggi, i concetti di “laicità “ (non laicismo!) e di “mediazione “?

-         Quanta “falsa” speranza è oggi in circolazione? Quante reciproche ingerenze, ancora, tra trono ed altare, quanta laicità immatura, quanto conformismo di comodo?


-         Quant’è profonda la nostra colpa di “omissione” come politici e/o come amministratori sorretti da una visione cristiana della vita  e della storia? Quale analisi lucida , senza “scorciatoie”, ma anche vicendevolmente caritatevole, siamo disposti a fare sul punto?

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Quanto di tutto questo abbiamo trovato, per esempio, nella formazione delle liste, nei programmi e nelle campagne elettorali, negli interventi sui media da parte dei leader nelle ultime politiche, nelle ultime europee e nelle amministrative di quest’anno?


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Quali prime ed ordinate indicazioni, in umiltà e concretezza, potrebbe elaborare l’Associazione “I Popolari “ di Venezia- Mestre,  per contribuire a ricostruire una trama ideologico-politica teologicamente, culturalmente e tecnicamente adeguata? Una specie di “Vademecum”? Dei “moduli” ad uso della scuole?





Venezia, 3 giugno 2015 
Renato  Omacini