martedì 17 gennaio 2017

Anniversario Norberto Bobbio: dialogo immaginario

Tredici anni fa  (il 9 gennaio 2004) moriva Norberto Bobbio. Una delle figure più significative della cultura – e della cultura politica in particolare-  dell’Italia del Novecento.
Per ricordarlo, ecco, rispettosamente, un dialogo immaginario tra lui (B.) ed alcuni politici ai vertici del nostro Paese (Pol.).
B.    Buongiorno, come state?
Pol. Noi bene: è la povera gente che sta male.
B.    Sono bisogni solo materiali, o anche di qualche altro genere (di giustizia, di libertà, di democrazia)?
Pol. Con la democrazia bisogna andarci cauti, perché non riusciamo più a soddisfare le promesse che facciamo.
B.    La democrazia è una costruzione difficile e faticosa, anche se, pur con tutti  i suoi difetti, resta ancora relativamente il migliore di tutti i sistemi politici. Ne ho scritto in diversi libri.  Non è per caso che vi costa troppa fatica tutelarla e promuoverla?
Pol. Noi pensiamo piuttosto ad un sistema-governante: questi sono infatti tempi di decisioni veloci e di rapidi cambiamenti.
B.   Certo, penso però che le decisioni ed i cambiamenti vadano, oltre che saggiamente pensati, anche bel comunicati: ritengo, per esempio, che la mitezza possa essere una componente della comunicazione oltre che della politica stessa. Anche di questo ho trattato.
Pol. Solo teoricamente: in pratica non ti sentirebbe quasi nessuno; allora occorre alzare i toni.
B.    A proposito di cambiamenti, cosa ne pensate di questa globalizzazione?
Pol. La libertà economica e finanziaria non accetta vincoli: viaggia sempre più velocemente in ogni direzione del mondo; questa è la globalizzazione. Un percorso che presenta qualche problema secondario, ma che, peraltro, va incoraggiato, senza lacci.
B.   Non è che la troppa concentrazione del potere (dei poteri) in mano a pochi –come mi pare si stia diffondendo in giro per il mondo ed anche da noi - possa condurre, giorno dopo giorno, a forme di illiberalità, se non di autoritarismo?
Pol. Pensiamo che questo sia, al più, un rischio che dobbiamo correre nelle attuali nostre società.
B.     Abbiamo sempre più consapevolezza, almeno a parole, del “comune destino” di tutta l’umanità sulla Terra. Pensate che ciò possa far scattare una maggior fratellanza, così necessaria secondo me?
Pol. La fratellanza è giusta, ma forse utopica. Certo, servirebbe più comune senso civico da parte di tutti.
B.     Si discute molto a proposito del fatto che “il fine giustifica i mezzi”. Io penso che la direzione per cercare una risposta non sia quella dell’idoneità dei mezzi, ma quella della legittimità del fine.
Pol. Ma chi valuta questa legittimità?

Considerazione finale:  è giusto avvertire che se le domande ed i punti di vista di Norberto Bobbio, presentati in questo piccolo dialogo immaginario, traggono spunto dai suoi scritti e dalle sue reali considerazioni espresse in vita, le risposte e le opinioni di “alcuni politici” coinvolti nel dialogo stesso  sono del tutto immaginarie e non so, dunque, quanto rispondenti al vero.


Venezia, 5 gennaio 2017.                                                                                                         Renato  Omacini – Lido di Venezia