Tredici anni fa (il 9
gennaio 2004) moriva Norberto Bobbio. Una delle figure più significative della
cultura – e della cultura politica in particolare- dell’Italia del Novecento.
Per ricordarlo, ecco, rispettosamente, un dialogo immaginario
tra lui (B.) ed alcuni politici ai
vertici del nostro Paese (Pol.).
B. Buongiorno, come state?
Pol. Noi bene: è la povera gente che sta
male.
B. Sono bisogni solo materiali, o anche di qualche altro genere
(di giustizia, di libertà, di democrazia)?
Pol. Con la democrazia bisogna andarci
cauti, perché non riusciamo più a soddisfare le promesse che facciamo.
B. La democrazia è una costruzione difficile e faticosa, anche
se, pur con tutti i suoi difetti, resta
ancora relativamente il migliore di tutti i sistemi politici. Ne ho scritto in
diversi libri. Non è per caso che vi
costa troppa fatica tutelarla e promuoverla?
Pol. Noi pensiamo piuttosto ad un
sistema-governante: questi sono infatti tempi di decisioni veloci e di rapidi
cambiamenti.
B. Certo, penso però che le decisioni ed i cambiamenti vadano,
oltre che saggiamente pensati, anche bel comunicati: ritengo, per esempio, che
la mitezza possa essere una componente della comunicazione oltre che della
politica stessa. Anche di questo ho trattato.
Pol. Solo teoricamente: in pratica non ti
sentirebbe quasi nessuno; allora occorre alzare i toni.
B. A proposito di cambiamenti, cosa ne pensate di questa
globalizzazione?
Pol. La libertà economica e finanziaria non
accetta vincoli: viaggia sempre più velocemente in ogni direzione del mondo;
questa è la globalizzazione. Un percorso che presenta qualche problema
secondario, ma che, peraltro, va incoraggiato, senza lacci.
B. Non è che la troppa concentrazione del potere (dei poteri) in
mano a pochi –come mi pare si stia diffondendo in giro per il mondo ed anche da
noi - possa condurre, giorno dopo giorno, a forme di illiberalità, se non di
autoritarismo?
Pol. Pensiamo che questo sia, al più, un
rischio che dobbiamo correre nelle attuali nostre società.
B. Abbiamo sempre più consapevolezza, almeno a parole, del
“comune destino” di tutta l’umanità sulla Terra. Pensate che ciò possa far
scattare una maggior fratellanza, così necessaria secondo me?
Pol. La fratellanza è giusta, ma forse
utopica. Certo, servirebbe più comune senso civico da parte di tutti.
B. Si discute molto a proposito del fatto che “il fine
giustifica i mezzi”. Io penso che la direzione per cercare una risposta non sia
quella dell’idoneità dei mezzi, ma quella della legittimità del fine.
Pol. Ma chi valuta questa legittimità?
Considerazione finale: è giusto avvertire che se le domande ed i
punti di vista di Norberto Bobbio, presentati in questo piccolo dialogo
immaginario, traggono spunto dai suoi scritti e dalle sue reali considerazioni
espresse in vita, le risposte e le opinioni di “alcuni politici” coinvolti nel
dialogo stesso sono del tutto
immaginarie e non so, dunque, quanto rispondenti al vero.