sabato 15 dicembre 2018

LETTURE D’AUTUNNO Anniversario: Roberto Ruffilli - ( Renato Omacini )




Trent’anni fa (era il 16 aprile 1988) Roberto Ruffilli veniva assassinato da brigatisti rossi, vestiti da postini, nella sua casa di Forlì. Aveva 51 anni.
Mi piace brevemente ricordarlo (anche se qualche mese dopo), a comune beneficio.
Il Presidente Mattarella, in occasione del trentennale, si è lodevolmente recato a Forlì; la Fondazione che porta il nome di Ruffilli si è attivata ed è tuttora operativa; la rivista “Vita e Pensiero” dell’Università Cattolica gli ha dedicato una riflessione all’inizio di quest’anno. La grande stampa  e gli altri mezzi di comunicazione mi sembra si siano  invece attivati  molto poco.
Roberto Ruffilli: una vera intelligenza politica per la Democrazia Cristiana e per l’intero Paese, senatore nella IX^ legislatura (1983-87) e nella primissima parte della X^ (1987-92).
Il cuore del suo ragionamento politico-istituzionale, sorretto da lungo studio e preparazione, era il cittadino: vero e proprio “arbitro” del sistema, come lui amava definirlo.
Ma che “arbitro” può essere il cittadino se le regole del gioco sono poco chiare, o poco incisive, o addirittura disapplicate?
Ridargli centralità (anche rispetto alla manifestata crisi dei partiti, avvertiti già allora come sempre più autoreferenziali), significava metterlo in condizione di poter scegliere davvero.
Il sistema più efficace derivava, per Ruffilli, dalla legge elettorale, vero asse portante dell’intero edificio politico-istituzionale; una legge proporzionale, con doppio premio: uno alla coalizione vincente ed uno, in misura nettamente inferiore, a quella arrivata seconda. La finalità era quella che i cittadini potessero scegliere direttamente la maggioranza di governo e che si rendesse più facile l’alternanza.
Ruffilli prevedeva, inoltre, il rafforzamento del ruolo del Capo del governo (non l’elezione diretta del Capo dello Stato, allora proposta da Giuliano Amato e sostenuta dal Partito Socialista); un potenziamento delle formazioni sociali “intermedie”; una riforma del bicameralismo (salvo alcune eccezioni, i disegni di legge approvati da una Camera dovevano intendersi definitivamente approvati se entro 15 giorni l’altro ramo del Parlamento non avesse deliberato di approvarli esso stesso);un nuovo uso del referendum popolare, ecc.
Questi e molti altri principi furono da lui sostenuti, in particolare, all’interno della “Commissione-Bozzi”, che però, come sappiamo,  fallì nel suo intento. Erano gli anni del governi Craxi I° (1983-86), Craxi II° (1986-87) e Fanfani (1987) nella IX^ legislatura e del governi Goria (1987-88), De Mita (1988-89) e Andreotti (1989-91) nella X^ legislatura.

Ora siamo qui, con i cittadini che, nel dicembre 2017, non hanno approvato la proposta di riforma costituzionale sostenuta dal governo Renzi.
Si può parlare di un Ruffilli “tradito”?
Un Ruffilli non considerato, più che tradito; per almeno tre motivi di ordine generale, a mio parere.
Perché non si può non affrontare la complessità vera dei temi propri di una democrazia pluralista (e quando c’è di mezzo la Costituzione) attraverso, magari, un eccesso di semplificazioni; secondo: perché non si può andare al “muro contro muro” senza trovare, invece, su questo terreno, convincenti e meditati compromessi; terzo, perché è sbagliato illanguidire, in vari modi, diretti ed indiretti, la funzione del cittadino-arbitro.
Tutto ciò – beninteso -  senza contraddire la necessaria esigenza di cambiamento adatto agli Anni Duemila; senza cioè attestarsi su visioni immobiliste, quasi sacrali.
Ruffilli era proprio di questo parere quando parlava della Costituzione e delle leggi elettorali. Consideriamo, per memoria, quale “scempio” (e secondo quali logiche e finalità) sono state invece proposte ed adottate in questi ultimi tempi le varie leggi elettorali.

Altro che Ruffilli, o Leopoldo Elia, o altri!  Ruffilli  ci metteva del suo: quel “realismo cristiano” oggi, purtroppo, quasi assente. Molte soluzioni trovate allora penso che sarebbero tornate buone anche per l’oggi. Bastava conoscerle e volerlo!

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