Granelli almeno di tre dei Suoi sette doni: sapienza, intelletto,
consiglio. Del resto, non sarebbe troppo sorprendente: “Quando verrà lui, lo
Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se
stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future” (Gv 16,
13), è scritto!
Non è dunque per irriverenza, né per sproporzionata idea, né
– spero – per angusta, localistica visione, che penso ad una forma di
“illuminazione” dall’alto. Non agisce, peraltro, la Trinità anche qui ed ora
per mezzo degli uomini e delle donne del nostro tempo? Non si parla forse di
filosofia e di teologia della storia?
Nel caso specifico e laicamente parlando, sì è trattato di un passaggio
determinante in Europa, per una parte della popolazione mondiale. Il passaggio
più decisivo degli ultimi sessant’anni, da quando, cioè, De Gasperi, Adenauer e
Schumann concepirono l’idea di un’Europa nuova ed unita.
Cinquecento anni di guerre quasi ininterrotte avevano
insanguinato i singoli Stati europei: due mondiali nell’ultimo secolo.
La visione di un “destino comune” come presupposto e garanzia
di mantenimento della pace e per un nuovo sviluppo comunitario fu, come
sappiamo, la molla che rese possibile il
farsi dell’ ”Evento-Europa”.
Poi sappiamo com’è andata nel corso di questi decenni: da 6 a
27 Stati, con i vantaggi e con i problemi che ne sono conseguiti e che
registriamo.
Sino al punto di aver sfiorato, nei giorni scorsi, la
deflagrazione dell’Europa a fronte, paradossalmente, di un obiettivo “nobile”:
la salute, nel progresso comune.
Se la trattativa fosse fallita, sarebbe stato come
riavvolgere all’indietro il nastro del tempo e della storia.
Il ritorno, nuovamente, agli Stati nazionali, inevitabilmente
esposti – è nelle cose – al rischio di forti contrasti e persino di scontri tra
di loro.
Ecco cosa c’era realmente sul piatto, oltre naturalmente al
problema dei finanziamenti per la difficile situazione che tutti stiamo
vivendo!
Alcuni Leader (tre donne soprattutto: Angela Merkel, Ursula
von der Leyen, Christine Lagarde, oltre al Presidente del Consiglio europeo
Charles Michel) sono stati determinanti.
Bene, tra parentesi, anche il nostro Paese che deve
prepararsi, ora, al “secondo tempo” in tutta serietà, trasparenza ed efficacia.
Lo spero vivamente.
Dunque, questa volta, una Politica responsabile, capace anche di vedere dove sta
l’errore e chi lo alimenta magari per
localistici interessi elettorali.
Molti problemi restano, naturalmente, dietro l’angolo: non è
tutto oro, a cominciare dal possibile indebolimento della Commissione. Intanto,
però, è un buon passo!
Una Politica certo autonoma, laica, com’è giusto che sia, ma
– penso – non “dimenticata” da un Paraclito cui è stato assegnato un compito
talmente grande e per tutti che è
difficile perfino comprendere.
Che ne pensate: sto esagerando?
Venezia, 22
luglio 2020.
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