domenica 30 agosto 2020

La Lettera Pastorale del Patriarca Francesco (Renato Omacini)

 Nella Lettera Pastorale del Patriarca Francesco (cfr. “Gente Veneta”, n.30 del 28 agosto 2020) ci sono anche dei passaggi che riguardano la Politica.

Li riprendo di seguito, con personale sintesi, ad uso di un possibile confronto nella nostra Associazione.

Scrive il Patriarca:

1)     di non avere nostalgia di un passato non più esistente e di rifuggire da visioni ideologiche che mortificano il senso stesso della fede e della carità;

2)     di non volere andare a rimorchio, come Chiesa, di alcuna parte politica;

3)     che il Vangelo dichiara l’impotenza della legge;

4)     che pubblico, privato, imprese, associazioni, volontariato sono chiamati a fare rete;

5)     chiede una politica meno litigiosa e più coesa nelle decisioni che riguardano il Paese, che parli meno attraverso i social e i facili slogan, e più attraverso i fatti e il buon senso;

6)     offre la disponibilità del mondo ecclesiale ad offrire spazi idonei per aiutare la scuola a ripartire (con attenzione anche alle paritarie);

7)     riconosce gli sforzi positivi fatti, ma non sottace la necessità di operare in modo più condiviso, con maggior attenzione al mondo giovanile ed a quello della formazione;

8)     chiede di progettare investimenti per il futuro delle nuove generazioni;

9)     tale è principalmente il compito della politica, senza mirare al facile consenso (“pensare” il futuro oltre l’orizzonte dell’oggi); parla di “visione” e di “sogno”;

10)  in particolare, pensando a Venezia ed al prossimo ricordo dei suoi 1600 anni di vita, invita a progettare il suo futuro (anche come Città universale che appartiene al mondo intero).

 

Infine, concretamente, fa due proposte: A) adottare ciascuno un “invisibile”; B) offrire, come detto, spazi per le scuole.

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Per parte mia, mi permetto solo una rispettosa osservazione, là dove il Patriarca scrive che i giovani dovranno affrontare “i pesanti e perduranti squilibri economici, eredità di Covid-19, squilibri destinati, purtroppo, a rimanere nel tempo”.

Certo, questa Lettera Pastorale fa specifico riferimento alla ripresa nei mesi che si stanno davanti e chissà che si realizzano, anche col nostro modestissimo contributo,  le cose che Lui sostiene. Tuttavia, gli squilibri non sono solo – come ben sappiamo – “eredità di Covid-19”, avendo cause, ragioni e responsabilità politico-economiche (anche ben individuabili) su scala nazionale ed internazionale, come ben ci fa notare Papa Francesco.

Che ne pensate?

Venezia, 29 agosto 2020.

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