Ho captato, camminando per strada, questa frase in dialetto:
“ O
TI XE SQUAO, O TI XE
NA MERDA ! “ (testuale).
A pronunciarla, un giovane sui 25 anni rivolto ad un suo
coetaneo mentre bevevano lo spritz fuori di un bar.
Mi pare una sintesi efficace di come va oggi il mondo, nella
percezione, almeno, di tanta gente, non solo giovane.
Lo so: non è tutto così, ci mancherebbe! Ci sono tantissime
persone altruiste. Ma questa consapevolezza
- lo confesso – non mi basta.
Dunque, una fulminea lezione di darwinismo sociale, senza
“grigi” in mezzo: o bianco, o nero.
Qui c’è tutta la “sfida educativa”, come veniva chiamata alcuni
anni fa. Nonostante gli sforzi di alcuni, non mi pare abbia complessivamente
raggiunto lo scopo!
Se, per esempio, quei due giovani diverranno dei papà, cosa
trasmetteranno ai loro figli man mano che cresceranno?
Davvero si può pensare che possa sopravvivere nella giustizia
e nella pace (sia pur relative) una società fatta di “squali” ? E, a proposito
di pesci, ricordo il vecchio adagio: “Il pesce puzza sempre dalla testa”. Ho
considerato sempre molto vero questo proverbio, anche nel mio lavoro.
Si tratta, in altre parole, del collasso educativo prima di
tutto della classe dirigente, nelle sue
varie espressioni.
Altro che “tenerezza”, “perdono”, “fratelli tutti”, ecc.
predicati da Papa Francesco! Siamo agli antipodi. Antipodi che riflettono una
visione della società imposta da molti media e da molti poteri che ne hanno
interesse.
Che tristezza! Ne saremo schiacciati! Quanto lavoro da fare
(non certo per i netturbini) !
Venezia, 23 febbraio 2021.
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