Si è svolto, martedì 17
novembre 2015, presso la sala dei Cappuccini, a Mestre, il primo incontro promosso
dall’Associazione sull’Enciclica “Laudato sì”.
Ne ha parlato il prof. Piero
TUNDO, ordinario di Chimica organica
all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Il secondo incontro sarà
tenuto, presso la stessa sede, il 24
novembre 2015ed avrà come relatore il Prof. Ignazio MUSU, emerito di Economia all’Università Ca’ Foscari di
Venezia ed il terzo si svolgerà il 1
dicembre 2015 guidato dal prof. Simone
MORANDINI, docente di Teologia all’Istituto di studi ecumenici “San Bernardino” di Venezia.
Si riporta, di seguito, una
sintesi del primo intervento, sintesi aperta, ovviamente, ad ogni possibile
intervento sul testo stesso.
Prof. Piero Tundo
Secondo il prof. Tundo, l’Enciclica “Laudato sì” pone le basi
di partenza per il futuro. C’è anche una coincidenza temporale con l’uscita, da
parte dell’O.N.U., dei diciassette “Obiettivi” per lo sviluppo sostenibile del
nostro pianeta.
La fondazione dell’Enciclica è su basi giudaico-cristiane,
non ellenistiche ed il rapporto religione-scienza vi è trattato in modo nuovo
(secondo la categoria del “confronto”!).
Frequente, da parte del relatore, il richiamo al libro di
Giobbe, coll’elogio della sapienza e col “rispetto” assoluto che si deve a Dio,
totalmente altro da noi.
La scienza dev’essere autonoma, ma umile: non sappiamo ancora
nulla, per esempio, sul Tempo e sullo Spazio nell’universo.
Occorre convivere con la complessità, che è la misura
dell’universo stesso: sarebbe interessante -dice il prof. Tundo - rileggere
Darwin, Monod e Teilhard de Chardin alla luce della “Laudato sì”.
L’Enciclica si caratterizza anche per porre al posto giusto
il rapporto Creato-Terra-Uomo (un rapporto non più di “dominio” da parte di
quest’ultimo, come ancora si evince da alcuni testi liturgici).
Solo rapporti d’Amore, col creato e tra di noi, riescono a
ben accogliere la conoscenza umana ed i suoi sforzi ed i suoi progressi (cfr.
la prima lettera di San Paolo ai Corinzi); solo “questi” rapporti possono
sviluppare, secondo il relatore, reciproche e progressive trasformazioni
positive.
Venezia, 18 novembre 2015
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