lunedì 23 novembre 2015

INCONTRI SULL'ENCICLICA "LAUDATO SI'"ncontri sull’Enciclica “Laudato sì”

Si è svolto, martedì 17 novembre 2015, presso la sala dei Cappuccini, a Mestre, il primo incontro promosso dall’Associazione sull’Enciclica “Laudato sì”.
Ne ha parlato il prof. Piero TUNDO, ordinario di  Chimica organica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Il secondo incontro sarà tenuto, presso la stessa sede, il 24 novembre 2015ed avrà come relatore il Prof. Ignazio MUSU, emerito di  Economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed il terzo si svolgerà il 1 dicembre 2015 guidato dal prof. Simone MORANDINI, docente di Teologia all’Istituto di studi  ecumenici “San Bernardino” di Venezia.
Si riporta, di seguito, una sintesi del primo intervento, sintesi aperta, ovviamente, ad ogni possibile intervento sul testo stesso.













Prof. Piero Tundo



Secondo il prof. Tundo, l’Enciclica “Laudato sì” pone le basi di partenza per il futuro. C’è anche una coincidenza temporale con l’uscita, da parte dell’O.N.U., dei diciassette “Obiettivi” per lo sviluppo sostenibile del nostro pianeta.
La fondazione dell’Enciclica è su basi giudaico-cristiane, non ellenistiche ed il rapporto religione-scienza vi è trattato in modo nuovo (secondo la categoria del “confronto”!).
Frequente, da parte del relatore, il richiamo al libro di Giobbe, coll’elogio della sapienza e col “rispetto” assoluto che si deve a Dio, totalmente altro da noi.
La scienza dev’essere autonoma, ma umile: non sappiamo ancora nulla, per esempio, sul Tempo e sullo Spazio nell’universo.
Occorre convivere con la complessità, che è la misura dell’universo stesso: sarebbe interessante -dice il prof. Tundo - rileggere Darwin, Monod e Teilhard de Chardin alla luce della “Laudato sì”.
L’Enciclica si caratterizza anche per porre al posto giusto il rapporto Creato-Terra-Uomo (un rapporto non più di “dominio” da parte di quest’ultimo, come ancora si evince da alcuni testi liturgici).
Solo rapporti d’Amore, col creato e tra di noi, riescono a ben accogliere la conoscenza umana ed i suoi sforzi ed i suoi progressi (cfr. la prima lettera di San Paolo ai Corinzi); solo “questi” rapporti possono sviluppare, secondo il relatore, reciproche e progressive trasformazioni positive.

Venezia, 18 novembre 2015

R.O.

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