Martedì 1 dicembre, alle ore
18,00, presso la sala del Convento dei Cappuccini, a Mestre, avrà luogo
l’intervento del Prof. Simone Morandini che parlerà di teologia ed etica,
correlate all’Enciclica.
Ecco, di seguito, una sintesi di quanto riferitoci dal Prof. Musu.
Prof. Ignazio Musu
Su questa Enciclica, definita dal Relatore come il documento della Chiesa più completo sul tema dell’ecologia, si è proceduto leggendo dei passi del testo e commentandoli.
La crisi ecologica ha una radice umana per l’uso distorto sia
della tecnologia che delle istituzioni economiche (non solo il mercato!).
Tecnica, etica e cultura devono essere, per Papa Francesco,
una triade indissolubile.
Tutto parte dal
cambiamento energetico, avvenuto a partire dall’Ottocento, fondato sui
combustibili fossili. Ora –sostiene il Relatore- questo modello non va
rifiutato, ma va radicalmente cambiato.
Di più: sviluppo economico e modello tecnologico devono
cambiare assieme.
Da economista, il Prof. Musu solleva alcune perplessità su
come è stata trattata in generale, nell’Enciclica, la parte riferita
all’economia.
Occorre ora andar oltre il Protocollo di Kyoto; vedremo cosa
succederà a Parigi nell’imminente Conferenza indetta
dalle Nazioni Unite. L’idea che non si possa inquinare è assurda, occorre però
capire (ed agire di conseguenza) quali possano essere i limiti ed a quali
condizioni (di costi e non solo!).
E’ evidente che gli strumenti economici sono necessari, ma
non sono, da soli, sufficienti. Fondamentale è la collaborazione tra i Governi.
Il Papa –sostiene il Relatore- è favorevole alla crescita
(anche con compensazione tra le diverse aree di Pianeta), ma con nuove
modalità.
E’ necessario, dice il Prof. Musu, considerare sia gli stili
di vita che il modello di consumo.
C’è una buona sensibilità nella gioventù e questo è un dato
molto positivo; bisogna però investire moltissimo nell’educazione ambientale,
favorendo le trasformazioni personali e dal basso.
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