Si è svolto a Mestre, martedì
1 dicembre scorso, il terzo ed ultimo incontro del ciclo che l’Associazione ha
voluto dedicare all’Enciclica “Laudato sì”. Il Relatore, prof. Simone
Morandini, docente di teologia, ha parlato appunto degli aspetti teologici ed
etici legati al testo pontificio. Ecco, di seguito, una breve sintesi del suo
intervento.
Prof. Simone
Morandini
Si tratta –ha iniziato il Relatore- di un testo che
“stupisce”, dove il grido della terra e quello dei poveri costituiscono due
“fatti” sempre interconnessi.
San Francesco non è solo un “ornamento”: Assisi è il punto di
partenza per leggere l’Enciclica, la cui struttura generale è nel segno di
Ignazio di Loyola.
Si tratta di una Lettera “di convocazione”, scritta per
interpellare ed è anche un testo, dice Morandini, di densa contemplazione che
si muove da una esperienza condivisa (non da una dottrina o da una teoria);
un’esperienza di contrasto tra la bellezza della Terra ed il suo gemito.
Nell’Enciclica il tema della “responsabilità” ricorre 48
volte e la parola “cura” ricorre 92 volte.
Le scienze non bastano: serve un approccio integrale (la
“tenerezza” dello sguardo del Padre e del Figlio, n.77 e n.92); l’uomo deve
trovare il proprio ruolo, riconsiderando interamente la sua visione
antropocentrica che appare sempre più distorta e dannosa.
Il Relatore sostiene che il riferimento concettuale proposto
sia quello di una teologia del lavoro, sintesi di custodia e di coltivazione
del Creato.
Il testo di Papa Francesco, dice Morandini, aiuta a ricollocare la categoria del “bene
comune”, aiuta a dialogare sulla sostenibilità e sulla responsabilità verso le
nuove generazioni, aiuta, infine, a ragionare sulla relazionalità
interpersonale e sulle identità personali.
Non c’è deduzione, ma consonanza tra l’Enciclica ed il
Vangelo e la critica anche dura ed insistita contro il consumismo, contro la
sete sfrenata di denaro, di apparenza e di successo (che alimentano la “cultura
dello scarto”), questa critica non cede, tuttavia, alla disperazione. “…Non
tutto è perduto” (n.205). Non si tratta di una Lettera negativa o
catastrofista.
Propone infine i Relatore la sintesi delle quattro “C”:
-convocazione/contemplazione;
-comprensione di ciò che accade;
casa comune, nel segno della connessione;
conversione/cambiamento.
Da ultimo, un riferimento al Convegno ecclesiale di Firenze,
coll’accento posto sulle “comunità in uscita”, testimonianti, cioè, nelle
strade ed in mezzo al mondo.
Venezia, dicembre
2015.
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