TOFFANO: dopo il saluto di benvenuto ai presenti, spiega perché
ritiene importante l’incontro di oggi .
Ricorda di aver accettato – a
dicembre 2015 - l’incarico di portare
avanti l’Associazione dei Popolari, con riserva, perché voleva capire e vedere cosa si poteva
fare, non era ed è di suo interesse portare avanti solo ricordi del passato.
Ora, dopo un anno e mezzo di
attività, si è capito che quanto si è fatto in questo lasso di tempo non può
bastare.
Le attività che si sono portate
avanti hanno avuto degli attori, ma i più sono stati spettatori.
Ritiene che chi fa parte della
Associazione debba essere “un attore”. Ecco spiegato il perché di questo incontro,
si deve essere attori di ciò che ci si propone di fare.
Inoltre il nostro fare deve
essere meno improvvisato e non dispersi in mille rivoli.
Si deve fare un salto di qualità,
recuperare energia, avere idee più strutturate e meno improvvisate.
Con alcuni di voi ci siamo visti,
e si è valutato quello che potrebbe essere il percorso di lavoro di oggi.
La prima mezz’ora dovrebbe essere
una “rinfrescata”, cioè dire chi siamo, la nostra forza sta in queste radici,
dove ognuno di noi può intervenire.
Poi ci si dovrebbe suddividere in
3 gruppi di lavoro. Marino Cortese ha inviato un report sull’argomento che è
stato spedito a tutti e che può essere utile per la discussione.
Ogni gruppo di lavoro dovrebbe
ipotizzare più iniziative da portare avanti nel futuro come Associazione.
Si raccomanda che il gruppo si concentri su poche iniziative.
Infine, alle 19, ci si ritroverà
in assemblea per ipotizzare un programma su quanto emerso dai vari gruppi.
Nella discussione si potrà avere
la testa in cielo, ma i piedi devono essere per terra, perché la operatività fa
la differenza, anche se il pragmatismo deve fare la sua parte.
Verso le 19.30-20,00 si cenerà
tutti insieme, potrà essere un modo di parlare del più e del meno, ma anche per
dare un senso di comunità.
Conclude invitando tutti a
visitare il Blog della Associazione (www.ipopolarivenezia.it) e a portare il proprio contributo.
Ringrazia Renato Omacini per il
lavoro che arricchisce il nostro Blog.
I presenti sono:
Dino Lazzarotto, Renato Omacini, Busato
Luigino, Romeo Saccon, Giancarlo Boccotti, Elda Gasparini, Giampietro
Capogrosso, Marino Cortese, Nino Celin, Francesco Borga, Remigio Danieli, Claudio
Bertolin, Gino Panizzolo , Renato Barbagiolo, Luciano Ursella, De Toni Ubaldo, Margherita Gasparini, Anna
Maria Miraglia, Gianfranco Botter , Francesca Franzin, Bruno Malagutti, Clara
Urlando.
OMACINI: ringrazia
l’arch. Toffano, per aver organizzato
questo momento assembleare.
E’ una salutare pausa di riflessione che ci si concede, schiacciati come si è, di solito,
dalle ristrettezze di tempo.
Il tempo veloce (accelerato) di questa nostra epoca
porta con sé - lo si sa – il rischio di rendere più difficili gli
approfondimenti sulle cose e sugli avvenimenti. E così, generalmente, “pensiamo” troppo poco; in dipendenza di ciò,
sovente confondiamo anche le cause con gli effetti.
Afferma che il
nostro discernimento di laici credenti
che amano la politica può
appannarsi.
Assecondiamo inconsapevolmente, in tal modo, a mio
avviso, il disegno di chi, oggi come ieri, prospera sul non-pensiero della
collettività (il “demos”); lo pone come proprio obiettivo per aver le mani
libere di confezionare progetti politici oligarchici ed elitari. Gli esempi non
mancano.
Ma non è
questa, certo, la lezione dei Fondatori del Popolarismo!
Riandrò ad essi (anche senza citarli volta a volta)
in questa breve introduzione; mi rifarò, in particolare, a quanto abbiamo approfondito negli incontri
dedicati ad alcuni di loro nei primi mesi del 2015.
Proporrò – aperto evidentemente ad ogni successivo
confronto – un possibile percorso di
riflessione, procedendo, un po’ schematicamente, per “titoli”.
L’incarnazione La nostra
Associazione dove opera? A Mestre. Quando? Nel 2017,
Ecco il “qui ed
ora”, le coordinate spazio-temporali che storicizzano l’esserci della
nostra Associazione che, mediante il
nostro povero contributo, si fa, pur tuttavia “carne” ed “abita tra gli
uomini”.
Dalla Grande incarnazione (Gv 1, 14)
Quanto detto è la conseguenza della Grande
Incarnazione di cui parla Giovanni (“Et Verbum caro factum est et habitavit in nobis “ – “ Kai o
Lògos sàre eghéneto
kai eschénosen en emìn “); essa genera le Piccole Incarnazioni (di prima e di dopo Cristo) che hanno fatto,
fanno e faranno la Storia. Passaggi obbligati –anche se non sempre ce ne
rendiamo conto – verso la Resurrezione di tutti (Mc 20, 37-39).
La nostra Associazione Anche la
nostra Associazione può essere, nel XXI° secolo, manifestazione (epifania) di una tra i miliardi di “piccole
incarnazioni”.
Si potrebbe
forse laicamente dire: “…et doctrina caro facta est et habitavit in urbibus
nostris “. Ma una “dottrina” sana, come quella trasmessaci, tra gli altri, dai
Fondatoti del Popolarismo.
Con quali “occhi”? Con quali “occhi” questa piccola incarnazione vede il mondo?
Secondo
l’insegnamento dei Popolari, con sguardo
teologico, per un umanesimo
integrale (rivedi, per esempio,
l’insegnamento di Jacques Maritain in “Primato dello spirituale” ed in “Umanesimo
integrale”, e quello di molti altri pensatori credenti.).
Nel testamento
spirituale di Paolo VI° c’è scritto tra l’altro: “…Non si creda di giovare al
mondo assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo,
servendolo”. E’ profondissimo!
“ Ordinare le cose secondo Dio ” (compito
precipuo e specifico dei laici credenti, secondo il Concilio Ecumenico Vaticano
Secondo), vuol dire toglierle dal dis -
ordine (vuol dire contribuire a ridurre il peccato, le “strutture di peccato”
del mondo, come diceva il Papa Giovanni Paoli II°).
E, con particolare
riferimento alla Politica, cosa può
significare “ordinarla”?
Può significare,
per esempio, passare dalle “fratture” e dalle “scissioni” a maggior unità; può
significare “umanizzarla” di più; può significare “riposizionarla” secondo una
più appropriata struttura gerarchica dell’esserci (come singoli e come comunità), può significare studiarla ed “amarla” di più!
E’ uno sguardo “esclusivo”? Certo
che no! E’ complementare ad altri “sguardi”
su cui operare, col dono dello Spirito (il Sacramento della nostra
Confermazione che agisce continuamente!) un continuo “onesto” discernimento. E’
anche uno sguardo plurisettoriale,
per esempio, applicato, in particolare alla Politica (e al connesso concetto di
Potere).
Che caratteri ha questa
complementarietà? E’ una complementarietà che si “ incarna ” in una dimensione di rispetto reciproco, di reciproca
autonomia, di “fortezza” anche (uno dei sette doni!) e che, per noi laici
credenti, riconosce sempre le proprie radici teologiche. E’ un circolo virtuoso: la teologia che si
fa politica e la politica che si fa teologia.
Quando “funziona”? Quando il meccanismo “ funziona ”? Quando c’è armonia, come del resto avviene in tutto il creato ( in cui, non
dimentichiamolo, l’uomo è solo una “canna”, ma, con Pascal, una “canna” che
pensa!).
E quando invece
si “ inceppa ”? Quando c’è o spiritualismo (disincarnazione) o immanentismo. Due forme, cioè, opposte,
di “piccole incarnazioni difettose”
che più volte si sono viste nella Storia dei Popoli ed in quella della Chiesa.
E questi “occhi” dove possono posarsi? In
alto : verso la Trinità (rinnovando i Sacramenti! ).In basso : “in urbibus nostris” (almeno in quelle che meglio conosciamo,
nel nostro Occidente).
E qui si può inserite il vasto tema delle “ Città “ (cfr. per esempio gli
interessanti incontri del 2015 sul libro
di Giona e su Ninive città-paradigma; oppure recupera la problematica su
“Babele” di ieri e di oggi, ecc.).
E quali possibili “criteri” nel
discernimento/incarnazione?
Come possono essere, in particolare, le
nostre “ Città ”?
Gerusalemme
terrestre? Città dell’Armonia? Città del Sole? Città dell’Uomo? Città delle
Cose e del Consumo? Città virtuali? Città dell’Indifferenza? Ecc.
E nelle nostre Città, come “lavora il
Popolo?
Quanto frequenta
(e come) il Popolo le “ Piazze
” delle nostre Città?
In quali “ codici ” si riconosce oggi il Popolo
nelle Città (Popolo, come “grumo di incarnazione”)?
E quale
discernimento serve per le Piazze
virtuali?
E con quali piccoli suggerimenti
concreti (ispirati al Popolarismo)?
Su differenti
piani, quali ad esempio:
quello
urbanistico e dell’ambiente;
quello dell’offerta di svago e di riposo;
quello del “Welfare”;
quello della domanda e dell’offerta formativa;
quello dei rapporti internazionali;
quello della domanda e dell’offerta di lavoro;
quello della “Bellezza” (un modo, tra gli altri, per
cantare a Dio!);
quello
dell’economia, della finanza e del
credito.
Si potrebbe naturalmente continuare.
SACCON: ritiene sia il caso di fare una riflessione su come siamo e
dove andiamo, andare alla memoria per trovare l’identità. Oggi ritrovare
memoria significa ritrovare l’identità. Che fa l’uomo pensante se non c’è
identità e non c’è la capacità di pensare?
La memoria ci richiama alle
nostre radici. Un uomo senza radici non ha storia. Le radici nascono da una
storia che noi cattolici impegnati in politica dobbiamo riscoprire sempre: dal
1800 , alla caduta del fascismo fino ai giorni nostri. Personaggi come Toniolo,
Donati, Lazzati, Dossetti, Moro affondano al loro passato, per questo hanno
costruito.
Ha avuto l’impressione che si
avesse timore di affrontare alcune realtà della vita politica nostrana, paura
di toccare delle suscettibilità. Diceva S. Agostino (confessioni – cap. X) come
il ricordo sia fondamentale per ricostruire, per riscoprire terra, cielo, mare,
me stesso per quello che sono stato e sono. E’ una realtà a cui fare
riferimento.
CORTESE: Ha
molto apprezzato i due interventi introduttivi, completo quello di Omacini,
stimolante quello di Saccon, che hanno delineato una precisa piattaforma di
pensiero e di azione: questo è il binario su cui ci dovrebbe muovere.
Afferma che il popolarismo è
stato un movimento concreto, sociale, politico, culturale, che ha segnato
nell’epoca contemporanea realtà forti e ha inciso negli scorsi due secoli nel
farsi della vicenda politica mondiale, apportandovi un contributo del tutto
originale. La nostra associazione si ripromette di studiare questa storia,
divulgandone la conoscenza, e di promuovere una attività di riflessione e di
ricerca che metta in relazione i valori fondanti del popolarismo storico con i
problemi del tutto nuovi della società contemporanea.
Crede sia impensabile che i grandi movimenti
del passato, al di là dei loro pur tragici errori, abbiano perduto la
propria forza propulsiva, che invece si
ritrova nelle eredità culturali, nelle pulsioni sociali, nel lessico, nelle
sensibilità che ancor oggi connotano la vita civile.
L’illuminismo e il mondo
cattolico e le loro derivazioni ideologiche hanno oggi perduto molto del
passato feroce antagonismo, che ha conosciuto pagine anche sanguinose fino
almeno alla metà del Novecento: queste identità forti, però, permangono nella
cultura contemporanea, che anzi registra nei decenni più recenti, sullo
scenario mondiale, una forte rivalutazione del pensiero liberale e del
capitalismo borghese, quasi in parallelo alla fase calante del movimento
socialista.
Per i cattolici che vogliano contribuire alla
vita politica del loro Paese non è possibile prescindere dalla loro storia, dal
deposito di pensiero e di dottrine politiche e sociali, di esperienze concrete
di impegno e di assunzione di responsabilità accumulato in un paio di secoli:
partire da zero sarebbe dissennato e illusorio, anche se deve essere ben chiaro
che le forme storiche in cui tale impegno è maturato appartengono, nel
bene e nel male, ad un passato che non
esiste più. La continuità storica del movimento popolare deve oggi fare i conti
con un mondo totalmente trasformato, unificato, all’insegna della tecnologia e
della globalizzazione. Il pensiero politico e sociale e l’azione dei cristiani,
che ormai sono disseminati nella multiforme realtà delle formazioni politiche
democratiche, devono costituire per queste un contributo importante, denso di
valori e di speranze, che nel dialogo
continuo e nella simbiosi con le altre correnti di pensiero, rappresenta
qualcosa di altamente originale e significativo.
Per questo, a suo avviso, l’associazione, in
parallelo al culto della storia deve procedere alla elaborazione continua di
confronto tra la visione cristiana della storia e le concrete scadenze
dell’attualità.
Sulla scorta di queste riflessioni ha
predisposto un piano di lavoro con un orizzonte di medio periodo, da tre a
cinque anni, secondo i caratteri propri dell’associazione, cioè secondo la sua
natura culturale, che non deve comunque mai assumere le forme, anche larvate,
di un movimento politico, che viene sotto riportato:
Proposta per un programma di lavoro di
medio termine (3 – 5 anni) per l’associazione “I popolari Venezia”
Le idee
Si tratta di ricapitolare, e
approfondire, in modo sistematico l’insieme delle filosofie politiche e sociali
che sono state e devono continuare ad essere le basi di pensiero e il sistema
di valori che costituiscono il “popolarismo”, il movimento che è nato verso la
metà dell’Ottocento in Europa e che ha dato vita ai grandi partiti democratici
cristiani e alla sterminata rete di organizzazioni economiche e sociali
fortemente radicate nella vita quotidiana della realtà popolare, in contraltare
con la rappresentazione politica della borghesia e la tutela meramente
capitalistica dei suoi interessi economici.
Lo studio dovrà riguardare la rilettura
del grande corpo di insegnamenti derivanti dalla dottrina sociale della Chiesa,
fino ai recenti documenti di Papa Francesco, ma anche il recupero delle riflessioni di grandi
filosofi cristiani e del pensiero di rilevanti personalità politiche, da
Rosmini a Toniolo, a Murri, Sturzo, Mounier, Maritain, De Gasperi, Dossetti,
Lazzatti, Mazzolari, Milani, La Pira, Moro. Il tutto, naturalmente, nel
quadro di una analisi storico-critica del contesto in cui tale pensiero è
maturato.
La storia
Questo filone si occuperà dell’azione
concreta del movimento popolare, sia sul piano politico che su quello economico
e sociale, soprattutto in Italia. Il comportamento politico dei cattolici di
fronte al Risorgimento e all’unità nazionale, l’opposizione ai governi
liberali, i rapporti con la sinistra, la partecipazione attiva
all’amministrazione degli enti locali. Le scelte rispetto ai grandi eventi
nazionali: la Grande Guerra, il Fascismo, la seconda guerra mondiale e la
Resistenza, la Repubblica, la guida dello Stato attraverso la Democrazia
Cristiana e le grandi riforme in senso popolare e democratico di cui è stata
protagonista e l’apertura internazionale. Il rapporto con il Partito Comunista.
Si dovrà anche dedicare adeguato spazio all’azione sociale dei cattolici nel
sindacato, nelle organizzazioni di categoria, nella cooperazione, nel
giornalismo, nelle banche popolari e nelle casse rurali, nella scuola, nel
volontariato.
Una sezione di questo lavoro dovrà
riguardare la realtà veneziana, documentando cos’è stato il popolarismo in
questo territorio e ricordando le grandi figura politiche e sociali che l’hanno
impersonato.
L’attualità
Per non disperdersi in mille rivoli e
inseguire necessariamente le questioni del momento, sarà opportuno darsi delle
linee di impegno continuativo sui grandi temi del nostro tempo e sui programmi
politici dei partiti italiani.
L’assetto dello Stato, la Costituzione,
il regionalismo, le autonomie locali, i corpi intermedi, la Giustizia, la
Pubblica Amministrazione.
Lo scenario internazionale, il governo
mondiale, l’Europa, i rapporti con il mondo islamico, l’immigrazione, la pace.
La politica economica, la stabilità
finanziaria, lo sviluppo e l’occupazione, la politica fiscale.
Il governo del territorio. Le politiche
ambientali.
La tutela delle fasce deboli, la
politica sociale, il sistema sanitario, il sistema previdenziale, i servizi
pubblici, il sindacato.
La scuola e la cultura.
I diritti civili.
Le annotazioni precedenti riguardano
indicazioni di carattere generale. Sarà opportuno costituire tre gruppi di
lavoro, guidati da altrettanti coordinatori, che meglio definiscano queste
tematiche, proponendo un calendario di iniziative su base triennale,
individuando le modalità di lavoro, che possono consistere in gruppi di studio,
corsi di formazione, pubblici dibattiti, commemorazioni.
Naturalmente tutte le proposte dovranno
essere sottoposte al vaglio dell’assemblea dell’associazione.
MIRAGLIA: bella la riflessione profonda, nella quale molti di noi
si riconoscono. Noi veniamo dal mondo cattolico, dove non tutto andava liscio,
c’erano molti conflitti, però le parole di verità sono quelle che ci motivavano
e per quello vorremo fare di più.
Esprime una preoccupazione: come
noi abbiamo forza, capacità, intelligenza e spregiudicatezza di tenere valide
queste cose del passato e come si può essere capaci di tradurle in un mondo
completamente diverso, perché logiche e panorama sono diversi. Globalizzazione,
strumentalizzazione, comportamenti diversi. Oggi il confronto è spesso vuoto e
superficiale, ma molto forte a causa della televisione e dei mass- media, ma è con questo che ci dobbiamo confrontare. Spesso ci scappa
di mano è imbastardito. Tradurre oggi quanto detto, liberarsi nella attualità
nella capacità di trasmissione.
Potremo fare una piccola cosa,
come detto da Omacini, valore delle cose, realtà diversa, capacità di farci
capire e trasmettere.
DANIELI: condivisibile quanto evidenziato, però bisogna guardare la
situazione attuale che è peggiorata in tutti i sensi.
Il nostro tempo avrebbe dovuto essere
migliore con la caduta del fascismo (?), del comunismo ecc…
Ma ora tutto è basato sulla
finanza.
Bisogna saper dare un indirizzo,
Guardiano le città ora: nel
veneto in particolare quasi tutto è in mano alla Lega, non siamo più
riferimento e non abbiamo proposte che la gente accolga. Dobbiamo invece saper
fare proposte e cominciare a ricostruire.
Una volta la pastorale sul lavoro
era un riferimento, ora non più, dovremo riuscire a trasmettere qualcosa che
tolga l’uomo dal subordine che lo trascina.
TOFFANO: oggi la diseguaglianza non fa più notizia. Si potrebbe
recuperare l’umanesimo di Olivetti ed anche di Andreatta.
BUSATO: a suo avviso c’è un aspetto da affrontare per non sentirsi
troppo soli. Chi oggi fa come noi queste riflessioni? Dovremo cercare delle
alleanze, avere occhio attento, seguire filoni, avere alleati nel mondo
cattolico e sociale che rifletta su ciò e fare le cose assieme.
Al di là di qualche personaggio
vedo poco pensiero, mentre in passato le parrocchie facevano riflessioni su questo
tema.
TOFFANO: sottolinea che questa Associazione è apartitica ma è
politica. La sottolineatura di Busato va tenuta in considerazione anche
operando delle scelte, guardando dove si va ma anche da dove si viene. I
problemi sono tanti ma bisogna mobilitarsi nel sociale e tessere alleaze
virtuose, come suggerito da Luigino.
LAZZAROTTO: fa una riflessione più realistica partendo dal fatto
che molto spesso abbiamo una gestione politica che è portata avanti da un
gruppo dirigente improvvisato.
Valutazioni: non essendoci per
noi possibilità di agire in primis, come possiamo andare all’esterno. Visto che
alle riunioni siamo sempre e solo noi, come possiamo utilizzare le nostre
conoscenze ed esperienze per fare qualcosa per le nostre città: Dobbiamo
trovare strumenti per incidere all’esterno.
TOFFANO : afferma che quello che ora può sembrare un gap può invece
essere una risorsa. Viviamo questa situazione per nostra volontà, nessuno ci ha
cacciato. Abbiamo disinteresse pratico di fare politica: Questa situazione ci
avvantaggia e ci rende liberi da meccaniche veicolate. Tutti noi abbiamo “sapere”
per il nostro vissuto, possiamo donarlo con disinteresse e questo ci rende
forti oltre che liberi.
CAPOGROSSO: Omacini ha inquadrato positivamente i nostri “punti di
riferimento”.
Ho riflettuto in questi giorni su
un intervento di Ratzingher quando era
cardinale che sostanzialmente diceva come la cornice europea, dall’illuminismo
ad oggi sia profondamente cambiata dal punto di vista ideale questo significa
il processo di secolarizzazione, che ha portato a misurare la storia non più da una idea di Dio e della persona ma
da fattori pratici quali la finanza e l’economia.
Dobbiamo essere coscienti che la
nostra visione del mondo viene considerata ora fuori mercato.
Su questo punto dobbiamo
confrontarci, il mondo va in un’altra direzione. Quello che legittima il potere
dello stato diventa arbitrio delle volontà delle maggioranze, questo però non è
una garanzia che si ottenga il bene comune. La volontà dei più non sempre la
soluzione migliore.
TOFFANO: si riferisce a riflessioni passate, fatte con De Toni e
Omacini: bisogna essere sentinelle del passato. Vi sono periodi in cui viviamo
nella notte, ma non bisogna aver paura e, visto che siamo liberi possiamo
appunto essere sentinelle nella notte.
DE TONI afferma che gli strumenti ci sono: Quale pratica e quale
disegno dipende dalla cultura dei mezzi di comunicazione. Il Web sorpassa un altro Web
perché più veloce.
CAPOGROSSO: esprime una
riflessione personale: Egli non ha fatto esperienza all’interno della DC. La
sua esperienza non era politica ma del cristianesimo che si è lasciato
richiamare dai Vescovi i quali hanno
detto: cristiani impegnatevi in politica. Ed egli ha risposto. La sua esperienza non è fondata sui
personaggi e conosce poco. Il suo inizio
è stato verso il Partito Popolare e quando, come popolari, il partito si è
chiuso si è ritenuto di non far venir meno l’esperienza da questi acquisita.
Oggi il pensiero dei popolari e
cattolici in politica non trova riscontro perché la politica non distingue; si
sperava come cristiani di poter essere il lievito, non si è avuta questa capacità. Certamente si può continuare a predisporre un ragionamento
di come il cristiano debba leggere i tempi attuali. Si deve riuscire ad
offrire agli altri, a prescindere, un pensiero, una riflessione per la vita
sociale di tutti a Venezia, nel Veneto, in Italia.
TOFFANO: Sottolinea “per
tutti”, non un cenacolo, quindi oggi si
è qui per attivare alleanze.
CELIN: prende spunto
dall’ultimo intervento, la finalità è quella di attivare alleanze. Quanto si
sta facendo non si deve limitare al
convegno, il convegno deve fare uscire l’idea di chi siamo. Ora ci si troverà
in gruppi a discutere su alcune proposte, però la finalità deve essere questa,
anche usando il blog, dove si potrebbe intervenire con commenti politici sui fatti attuali e sulle
iniziative che la politica dovrebbe prendere.
GASPARINI Margherita : Condivide tutto. Porta la sua esperienza nel
Movimento Politico per l’Unità (dei Focolarini di Chiara Lubig) dove una parte
di loro lavora in politica e potrebbero essere, in questo senso, nostri
alleati. Essi lavorano con l’obiettivo di essere pronti al dialogo all’interno
della politica, fanno scuola di formazione con lo spirito dell’unità
(sottolinea il concetto di avversario e non nemico). Sono usciti con battaglie
concrete, esempio la battaglia contro il gioco d’azzardo. Questo Movimento
attua delle politiche di convergenza e da questo potremo anche prendere utili
suggerimenti sul da farsi .
TOFFANO: Propone quindi di
suddividersi in gruppi di lavoro:
-
Omacini
sarà il referente per “il pensiero”
-
Cortese
sarà il referente per “la storia”
-
Miraglia sarà la referente per “la quotidianità”
GRUPPO “Il pensiero”
OMACINI Fa presente, in
sintesi, il lavoro svolto dal suo gruppo
di lavoro su “Il pensiero”
-
Sono stati enucleati una quindicina di temi da
trattare o come formazione interna all’Associazione, o in forma di incontri o
convegni esterni.
Tra di essi sono
stati scelti tre argomenti:
“ il Popolo: storia,
filosofia e sociologia nei secoli “
“ la Democrazia
Cristiana ed il bicchiere tre quarti pieno “
“ la democrazia ed i
volti del potere “
-
E’ stata poi individuata, con una decina di
titoli, una serie di possibili letture-guidate.
-
E’ stata proposta la fattibilità di un piccolo
“Osservatorio” (con gli “occhi” dei Popolari) su alcune importanti leggi e rilevanti deliberazioni o atti della
Regione Veneto, della Città di Venezia e di altre Istituzioni.
-
Si è auspicato un approfondimento
dell’Associazione per una campagna divulgativa del suo operato, specie nei
confronti delle scuole.
GRUPPO “La Storia”
CORTESE fa presente, in sintesi, quanto emerso nella discussione
del suo gruppo di lavoro sulla “Storia”.
Il programma ha un carattere
a-temporale, perché la sua attuazione dipende dalle concrete possibilità
operative dell’associazione e abbraccia tre versanti.
1)Fare
un lavoro di ricerca e documentazione sulla Democrazia Cristiana in provincia
di Venezia (l’archivio della D.C. è andato perduto,in seguito ai vari
traslochi). Ciò consisterà nella raccolta degli archivi personali degli
iscritti, estendendo la ricerca in tutte le realtà del territorio provinciale.
Il materiale originale rimarrà di proprietà delle singole persone, se queste lo
desiderano, ma verrà digitalizzato e catalogato. Si verificherà anche la
consistenza del materiale esistente a Ca’ Tron, dove alcuni amici hanno già
conferito in passato la loro documentazione.
2)Predisporre
un annuario dei “quadri” della D.C. della provincia di Venezia, dal 1945 al
1994, anno in cui la D.C. si è sciolta. Esiste al riguardo la possibilità di
appoggiarsi ad un docente e a una ricercatrice dell’Università di Padova.
L’annuario dovrà contenere i nominativi di tutti i segretari di sezione,
comunali e provinciali del partito, la composizione degli organismi
provinciali, i nominativi dei dirigenti regionali e nazionali espressi dalla
provincia di Venezia. Inoltre i Sindaci e i capigruppo dei Comuni del territorio,
la composizione del Consiglio e della Giunta comunale di Venezia e della
Provincia. Le fonti saranno prevalentemente gli archivi degli enti locali e i
giornali.
Una serie di iniziative
pubbliche: la rievocazione di alcune personalità significative della D.C.
veneziana, a partire da quelle di Vincenzo Gagliardi, di cui ricorre il
cinquantesimo della morte nel giugno del 2018 e di Giovanni Ponti. Un dibattito
su “I cattolici veneziani e la Resistenza”. Nel gennaio del 2019 la
celebrazione del centenario della fondazione del Partito Popolare italiano, nel
quadro anche di eventuali iniziative di carattere nazionale. Un dibattito sulla
Costituzione, per sottolinearne i valori e l’attualità e decantare le polemiche
relative alla mancata e discussa riforma
GRUPPO “LA QUOTIDIANITA’”
MIRAGLIA espone il lavoro
del suo gruppo.
Si è fatta una riflessione su
quanto sia difficile, nella società di oggi, capire chi ha in mano le decisioni
e chi siano i protagonisti. Si pensa sia la finanza, ma si dovrebbe indagare
meglio su questa difficoltà.
Concetto dicotonia: molte persone
che nella società individualmente svolgono ruoli positivi poi nella società si muovono in modo
completamente opposto.
Potere decisionale: democrazia
partecipata che viene messa in difficoltà
Due argomenti sui quali
impegnarsi se si ritiene opportuno: immigrazione, ambiente.
Si vorrebbe cominciare dalla
immigrazione, come si vive questa enorme “mutazione genetica” della società. Questo
andrebbe pensato e strutturato nella forma opportuna.
Tema ambiente collegato a livello
internazionale con il movimento dei popoli.
Conclusioni operative:
Gruppo “Il pensiero” :
-
Elementi di approfondimento interno ed esterno;
-
Lavorare tutti;
-
Democrazia e potere;
-
Letture
-
Osservatorio su delibere e leggi
Potrebbe esserci la riflessione
su un libro e un commento ragionato su delibere e leggi, prodotte da Stato Regione ed
Enti Locali.
Gruppo “La quotidianità”
-
Immigrazione;
-
Ambiente-territorio
Romeo TOFFANO conclude l’incontro
ricordando che tutti noi abbiamo gli
spunti operativi su cui riflettere per definire operativamente il programma di
lavoro della Associazione.
E’ ipotizzabile un incontro
operativo per calendarizzare iniziative e temi per la seconda quindicina di
settembre.
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