lunedì 4 settembre 2017

VERBALE INCONTRO ASSOCIAZIONE “I POPOLARI VENEZIA 15 GIUGNO 2017


TOFFANO: dopo il saluto di benvenuto ai presenti, spiega perché ritiene importante  l’incontro di oggi .
Ricorda di aver accettato – a dicembre 2015 -  l’incarico di portare avanti l’Associazione dei Popolari, con riserva,  perché voleva capire e vedere cosa si poteva fare, non era ed è di suo interesse portare avanti solo ricordi del passato.
Ora, dopo un anno e mezzo di attività, si è capito che quanto si è fatto in questo lasso di tempo non può bastare.
Le attività che si sono portate avanti hanno avuto degli attori, ma i più sono stati spettatori.
Ritiene che chi fa parte della Associazione debba essere “un attore”. Ecco spiegato il perché di questo incontro, si deve essere attori di ciò che ci si propone di fare.
Inoltre il nostro fare deve essere meno improvvisato e non dispersi in mille rivoli.
Si deve fare un salto di qualità, recuperare energia, avere idee più strutturate e meno improvvisate.
Con alcuni di voi ci siamo visti, e si è valutato quello che potrebbe essere il percorso di lavoro di oggi.
La prima mezz’ora dovrebbe essere una “rinfrescata”, cioè dire chi siamo, la nostra forza sta in queste radici, dove ognuno di noi può intervenire.
Poi ci si dovrebbe suddividere in 3 gruppi di lavoro. Marino Cortese ha inviato un report sull’argomento che è stato spedito a tutti e che può essere utile per la discussione.
Ogni gruppo di lavoro dovrebbe ipotizzare più iniziative da portare avanti nel futuro come Associazione.
Si raccomanda che il gruppo  si concentri su poche iniziative.
Infine, alle 19, ci si ritroverà in assemblea per ipotizzare un programma su quanto emerso dai vari gruppi.
Nella discussione si potrà avere la testa in cielo, ma i piedi devono essere per terra, perché la operatività fa la differenza, anche se il pragmatismo deve fare la sua parte.
Verso le 19.30-20,00 si cenerà tutti insieme, potrà essere un modo di parlare del più e del meno, ma anche per dare un senso di comunità.
Conclude invitando tutti a visitare il Blog della Associazione (www.ipopolarivenezia.it)  e a portare il proprio contributo.
Ringrazia Renato Omacini per il lavoro che arricchisce il nostro Blog.
I presenti sono:
Dino Lazzarotto, Renato Omacini, Busato Luigino, Romeo Saccon, Giancarlo Boccotti, Elda Gasparini, Giampietro Capogrosso, Marino Cortese, Nino Celin, Francesco Borga, Remigio Danieli, Claudio Bertolin, Gino Panizzolo , Renato Barbagiolo, Luciano Ursella,  De Toni Ubaldo, Margherita Gasparini, Anna Maria Miraglia, Gianfranco Botter , Francesca Franzin, Bruno Malagutti, Clara Urlando.

OMACINI: ringrazia l’arch. Toffano,  per aver organizzato questo  momento assembleare.
E’ una salutare pausa di riflessione che ci  si concede, schiacciati come si è, di solito, dalle ristrettezze di tempo.
Il tempo veloce (accelerato) di questa nostra epoca porta con sé  - lo si sa  – il rischio di rendere più difficili gli approfondimenti sulle cose e sugli avvenimenti. E così, generalmente,  “pensiamo” troppo poco; in dipendenza di ciò, sovente confondiamo anche le cause con gli effetti.
Afferma che  il nostro discernimento di laici credenti che amano la politica  può appannarsi.
Assecondiamo inconsapevolmente, in tal modo, a mio avviso,  il disegno di chi, oggi come ieri, prospera sul non-pensiero della collettività (il “demos”); lo pone come proprio obiettivo per aver le mani libere di confezionare progetti politici oligarchici ed elitari. Gli esempi non mancano.
Ma non è questa, certo, la lezione dei Fondatori del Popolarismo!
Riandrò ad essi (anche senza citarli volta a volta) in questa breve introduzione; mi rifarò, in particolare,  a quanto abbiamo approfondito negli incontri dedicati ad alcuni di loro nei primi mesi del 2015.
Proporrò – aperto evidentemente ad ogni successivo confronto – un possibile percorso di riflessione, procedendo, un po’ schematicamente, per “titoli”.

L’incarnazione La nostra Associazione dove opera? A Mestre. Quando? Nel 2017,
Ecco il “qui ed ora”, le coordinate spazio-temporali che storicizzano l’esserci della nostra  Associazione che, mediante il nostro povero contributo, si fa, pur tuttavia “carne” ed “abita tra gli uomini”.
Dalla Grande incarnazione (Gv 1, 14) Quanto detto è la conseguenza della Grande Incarnazione di cui parla Giovanni (“Et Verbum caro factum est  et habitavit in nobis “ – “ Kai  o  Lògos  sàre  eghéneto  kai  eschénosen en  emìn “); essa genera le Piccole Incarnazioni (di prima e di dopo Cristo) che hanno fatto, fanno e faranno la Storia. Passaggi obbligati –anche se non sempre ce ne rendiamo conto – verso la Resurrezione di tutti (Mc 20, 37-39).
La nostra Associazione Anche la nostra Associazione può essere, nel XXI° secolo, manifestazione (epifania) di una tra i miliardi di “piccole incarnazioni”.
Si potrebbe forse laicamente dire: “…et doctrina caro facta est et habitavit in urbibus nostris “. Ma una “dottrina” sana, come quella trasmessaci, tra gli altri, dai Fondatoti del Popolarismo.
Con quali “occhi”? Con quali “occhi” questa piccola incarnazione vede il mondo?
Secondo l’insegnamento dei Popolari, con sguardo teologico, per un umanesimo integrale  (rivedi, per esempio, l’insegnamento di Jacques Maritain in “Primato dello spirituale” ed in “Umanesimo integrale”, e quello di molti altri pensatori credenti.).
Nel testamento spirituale di Paolo VI° c’è scritto tra l’altro: “…Non si creda di giovare al mondo assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo”. E’ profondissimo!
“ Ordinare le cose secondo Dio ” (compito precipuo e specifico dei laici credenti, secondo il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo), vuol dire toglierle dal dis - ordine (vuol dire contribuire a ridurre il peccato, le “strutture di peccato” del mondo, come diceva il Papa Giovanni Paoli II°).
E, con particolare riferimento alla Politica, cosa può significare “ordinarla”?
Può significare, per esempio, passare dalle “fratture” e dalle “scissioni” a maggior unità; può significare “umanizzarla” di più; può significare “riposizionarla” secondo una più appropriata struttura gerarchica dell’esserci (come singoli  e come comunità),  può significare studiarla ed “amarla” di più!
E’ uno sguardo “esclusivo”? Certo che no! E’ complementare ad altri “sguardi” su cui operare, col dono dello Spirito (il Sacramento della nostra Confermazione che agisce continuamente!) un continuo “onesto” discernimento. E’ anche uno sguardo plurisettoriale, per esempio, applicato, in particolare alla Politica (e al connesso concetto di Potere).
Che caratteri ha questa complementarietà? E’ una complementarietà che si “ incarna ” in una dimensione di rispetto reciproco, di reciproca autonomia, di “fortezza” anche (uno dei sette doni!) e che, per noi laici credenti, riconosce sempre le proprie radici teologiche. E’ un circolo virtuoso: la teologia che si fa politica e la politica che si fa teologia.
Quando “funziona”?  Quando il meccanismo “ funziona ”? Quando c’è armonia, come del resto avviene in tutto il creato ( in cui, non dimentichiamolo, l’uomo è solo una “canna”, ma, con Pascal, una “canna” che pensa!).
E quando invece si “ inceppa ”? Quando c’è o spiritualismo (disincarnazione) o immanentismo. Due forme, cioè, opposte, di “piccole incarnazioni difettose” che più volte si sono viste nella Storia dei Popoli ed in quella della Chiesa.
E questi “occhi” dove possono posarsi? In alto : verso la Trinità (rinnovando i Sacramenti! ).In basso : “in urbibus nostris” (almeno in quelle che meglio conosciamo, nel nostro Occidente).
 E qui si può inserite il vasto tema delle “ Città “ (cfr. per esempio gli interessanti incontri del 2015  sul libro di Giona e su Ninive città-paradigma; oppure recupera la problematica su “Babele” di ieri e di oggi, ecc.).
E quali possibili “criteri” nel discernimento/incarnazione?
Come possono essere, in particolare, le nostre “ Città ”?
Gerusalemme terrestre? Città dell’Armonia? Città del Sole? Città dell’Uomo? Città delle Cose e del Consumo? Città virtuali?  Città  dell’Indifferenza? Ecc.
E nelle nostre Città, come “lavora il Popolo?
Quanto frequenta (e come) il Popolo  le “ Piazze ” delle nostre Città?
In quali “ codici ” si riconosce oggi il Popolo nelle Città (Popolo, come “grumo di incarnazione”)?
E quale discernimento serve per le Piazze virtuali?


E con quali piccoli suggerimenti concreti (ispirati al Popolarismo)?
Su differenti piani, quali ad esempio:
quello urbanistico e dell’ambiente;
quello  dell’offerta di svago e di riposo;
quello  del “Welfare”;
quello  della domanda e dell’offerta formativa;
quello  dei rapporti internazionali;
quello  della domanda e dell’offerta di lavoro;
quello  della “Bellezza” (un modo, tra gli altri, per cantare a Dio!);
quello dell’economia,  della finanza e del credito.
Si potrebbe  naturalmente continuare.

SACCON: ritiene sia il caso di fare una riflessione su come siamo e dove andiamo, andare alla memoria per trovare l’identità. Oggi ritrovare memoria significa ritrovare l’identità. Che fa l’uomo pensante se non c’è identità e non c’è la capacità di pensare?
La memoria ci richiama alle nostre radici. Un uomo senza radici non ha storia. Le radici nascono da una storia che noi cattolici impegnati in politica dobbiamo riscoprire sempre: dal 1800 , alla caduta del fascismo fino ai giorni nostri. Personaggi come Toniolo, Donati, Lazzati, Dossetti, Moro  affondano al loro passato, per questo hanno costruito.
Ha avuto l’impressione che si avesse timore di affrontare alcune realtà della vita politica nostrana, paura di toccare delle suscettibilità. Diceva S. Agostino (confessioni – cap. X) come il ricordo sia fondamentale per ricostruire, per riscoprire terra, cielo, mare, me stesso per quello che sono stato e sono. E’ una realtà a cui fare riferimento.

CORTESE: Ha molto apprezzato i due interventi introduttivi, completo quello di Omacini, stimolante quello di Saccon, che hanno delineato una precisa piattaforma di pensiero e di azione: questo è il binario su cui ci dovrebbe muovere.
Afferma che il popolarismo è stato un movimento concreto, sociale, politico, culturale, che ha segnato nell’epoca contemporanea realtà forti e ha inciso negli scorsi due secoli nel farsi della vicenda politica mondiale, apportandovi un contributo del tutto originale. La nostra associazione si ripromette di studiare questa storia, divulgandone la conoscenza, e di promuovere una attività di riflessione e di ricerca che metta in relazione i valori fondanti del popolarismo storico con i problemi del tutto nuovi della società contemporanea.
 Crede sia impensabile che i grandi movimenti del passato, al di là dei loro pur tragici errori, abbiano perduto la propria  forza propulsiva, che invece si ritrova nelle eredità culturali, nelle pulsioni sociali, nel lessico, nelle sensibilità che ancor oggi connotano la vita civile.
L’illuminismo e il mondo cattolico e le loro derivazioni ideologiche hanno oggi perduto molto del passato feroce antagonismo, che ha conosciuto pagine anche sanguinose fino almeno alla metà del Novecento: queste identità forti, però, permangono nella cultura contemporanea, che anzi registra nei decenni più recenti, sullo scenario mondiale, una forte rivalutazione del pensiero liberale e del capitalismo borghese, quasi in parallelo alla fase calante del movimento socialista.
 Per i cattolici che vogliano contribuire alla vita politica del loro Paese non è possibile prescindere dalla loro storia, dal deposito di pensiero e di dottrine politiche e sociali, di esperienze concrete di impegno e di assunzione di responsabilità accumulato in un paio di secoli: partire da zero sarebbe dissennato e illusorio, anche se deve essere ben chiaro che le forme storiche in cui tale impegno è maturato appartengono, nel bene  e nel male, ad un passato che non esiste più. La continuità storica del movimento popolare deve oggi fare i conti con un mondo totalmente trasformato, unificato, all’insegna della tecnologia e della globalizzazione. Il pensiero politico e sociale e l’azione dei cristiani, che ormai sono disseminati nella multiforme realtà delle formazioni politiche democratiche, devono costituire per queste un contributo importante, denso di valori e di speranze,  che nel dialogo continuo e nella simbiosi con le altre correnti di pensiero, rappresenta qualcosa di altamente originale e significativo.
 Per questo, a suo avviso, l’associazione, in parallelo al culto della storia deve procedere alla elaborazione continua di confronto tra la visione cristiana della storia e le concrete scadenze dell’attualità.
 Sulla scorta di queste riflessioni ha predisposto un piano di lavoro con un orizzonte di medio periodo, da tre a cinque anni, secondo i caratteri propri dell’associazione, cioè secondo la sua natura culturale, che non deve comunque mai assumere le forme, anche larvate, di un movimento politico, che viene sotto riportato:

Proposta per un programma di lavoro di medio termine (3 – 5 anni) per l’associazione “I popolari Venezia”

Le idee
Si tratta di ricapitolare, e approfondire, in modo sistematico l’insieme delle filosofie politiche e sociali che sono state e devono continuare ad essere le basi di pensiero e il sistema di valori che costituiscono il “popolarismo”, il movimento che è nato verso la metà dell’Ottocento in Europa e che ha dato vita ai grandi partiti democratici cristiani e alla sterminata rete di organizzazioni economiche e sociali fortemente radicate nella vita quotidiana della realtà popolare, in contraltare con la rappresentazione politica della borghesia e la tutela meramente capitalistica dei suoi interessi economici.
Lo studio dovrà riguardare la rilettura del grande corpo di insegnamenti derivanti dalla dottrina sociale della Chiesa, fino ai recenti documenti di Papa Francesco, ma anche  il recupero delle riflessioni di grandi filosofi cristiani e del pensiero di rilevanti personalità politiche, da Rosmini a Toniolo, a Murri, Sturzo, Mounier, Maritain, De Gasperi, Dossetti, Lazzatti, Mazzolari, Milani, La Pira, Moro. Il tutto, naturalmente, nel quadro di una analisi storico-critica del contesto in cui tale pensiero è maturato.
La storia
Questo filone si occuperà dell’azione concreta del movimento popolare, sia sul piano politico che su quello economico e sociale, soprattutto in Italia. Il comportamento politico dei cattolici di fronte al Risorgimento e all’unità nazionale, l’opposizione ai governi liberali, i rapporti con la sinistra, la partecipazione attiva all’amministrazione degli enti locali. Le scelte rispetto ai grandi eventi nazionali: la Grande Guerra, il Fascismo, la seconda guerra mondiale e la Resistenza, la Repubblica, la guida dello Stato attraverso la Democrazia Cristiana e le grandi riforme in senso popolare e democratico di cui è stata protagonista e l’apertura internazionale. Il rapporto con il Partito Comunista. Si dovrà anche dedicare adeguato spazio all’azione sociale dei cattolici nel sindacato, nelle organizzazioni di categoria, nella cooperazione, nel giornalismo, nelle banche popolari e nelle casse rurali, nella scuola, nel volontariato.
Una sezione di questo lavoro dovrà riguardare la realtà veneziana, documentando cos’è stato il popolarismo in questo territorio e ricordando le grandi figura politiche e sociali che l’hanno impersonato.
L’attualità
Per non disperdersi in mille rivoli e inseguire necessariamente le questioni del momento, sarà opportuno darsi delle linee di impegno continuativo sui grandi temi del nostro tempo e sui programmi politici dei partiti italiani.
L’assetto dello Stato, la Costituzione, il regionalismo, le autonomie locali, i corpi intermedi, la Giustizia, la Pubblica Amministrazione.
Lo scenario internazionale, il governo mondiale, l’Europa, i rapporti con il mondo islamico, l’immigrazione, la pace.
La politica economica, la stabilità finanziaria, lo sviluppo e l’occupazione, la politica fiscale.
Il governo del territorio. Le politiche ambientali.
La tutela delle fasce deboli, la politica sociale, il sistema sanitario, il sistema previdenziale, i servizi pubblici, il sindacato.
La scuola e la cultura.
I diritti civili.
Le annotazioni precedenti riguardano indicazioni di carattere generale. Sarà opportuno costituire tre gruppi di lavoro, guidati da altrettanti coordinatori, che meglio definiscano queste tematiche, proponendo un calendario di iniziative su base triennale, individuando le modalità di lavoro, che possono consistere in gruppi di studio, corsi di formazione, pubblici dibattiti, commemorazioni.
Naturalmente tutte le proposte dovranno essere sottoposte al vaglio dell’assemblea dell’associazione.

MIRAGLIA: bella la riflessione profonda, nella quale molti di noi si riconoscono. Noi veniamo dal mondo cattolico, dove non tutto andava liscio, c’erano molti conflitti, però le parole di verità sono quelle che ci motivavano e per quello vorremo fare di più.
Esprime una preoccupazione: come noi abbiamo forza, capacità, intelligenza e spregiudicatezza di tenere valide queste cose del passato e come si può essere capaci di tradurle in un mondo completamente diverso, perché logiche e panorama sono diversi. Globalizzazione, strumentalizzazione, comportamenti diversi. Oggi il confronto è spesso vuoto e superficiale, ma molto forte a causa della televisione e dei  mass- media, ma è con questo  che ci dobbiamo confrontare. Spesso ci scappa di mano è imbastardito. Tradurre oggi quanto detto, liberarsi nella attualità nella capacità di trasmissione.
Potremo fare una piccola cosa, come detto da Omacini, valore delle cose, realtà diversa, capacità di farci capire e trasmettere.

DANIELI: condivisibile quanto evidenziato, però bisogna guardare la situazione attuale che è peggiorata in tutti i sensi.
Il nostro tempo avrebbe dovuto essere migliore con la caduta del fascismo (?), del comunismo ecc…
Ma ora tutto è basato sulla finanza.
Bisogna saper dare un indirizzo,
Guardiano le città ora: nel veneto in particolare quasi tutto è in mano alla Lega, non siamo più riferimento e non abbiamo proposte che la gente accolga. Dobbiamo invece saper fare proposte e cominciare a ricostruire.
Una volta la pastorale sul lavoro era un riferimento, ora non più, dovremo riuscire a trasmettere qualcosa che tolga l’uomo dal subordine che lo trascina.

TOFFANO: oggi la diseguaglianza non fa più notizia. Si potrebbe recuperare l’umanesimo di Olivetti ed anche di Andreatta.

BUSATO: a suo avviso c’è un aspetto da affrontare per non sentirsi troppo soli. Chi oggi fa come noi queste riflessioni? Dovremo cercare delle alleanze, avere occhio attento, seguire filoni, avere alleati nel mondo cattolico e sociale che rifletta su ciò e fare le cose assieme.
Al di là di qualche personaggio vedo poco pensiero, mentre in passato le parrocchie facevano riflessioni su questo tema.
TOFFANO: sottolinea che questa Associazione è apartitica ma è politica. La sottolineatura di Busato va tenuta in considerazione anche operando delle scelte, guardando dove si va ma anche da dove si viene. I problemi sono tanti ma bisogna mobilitarsi nel sociale e tessere alleaze virtuose, come suggerito da Luigino.

LAZZAROTTO: fa una riflessione più realistica partendo dal fatto che molto spesso abbiamo una gestione politica che è portata avanti da un gruppo dirigente improvvisato.
Valutazioni: non essendoci per noi possibilità di agire in primis, come possiamo andare all’esterno. Visto che alle riunioni siamo sempre e solo noi, come possiamo utilizzare le nostre conoscenze ed esperienze per fare qualcosa per le nostre città: Dobbiamo trovare strumenti per incidere all’esterno.

TOFFANO : afferma che quello che ora può sembrare un gap può invece essere una risorsa. Viviamo questa situazione per nostra volontà, nessuno ci ha cacciato. Abbiamo disinteresse pratico di fare politica: Questa situazione ci avvantaggia e ci rende liberi da meccaniche veicolate. Tutti noi abbiamo “sapere” per il nostro vissuto, possiamo donarlo con disinteresse e questo ci rende forti oltre che liberi.

CAPOGROSSO: Omacini ha inquadrato positivamente i nostri “punti di riferimento”.
Ho riflettuto in questi giorni su un intervento di Ratzingher  quando era cardinale che sostanzialmente diceva come la cornice europea, dall’illuminismo ad oggi sia profondamente cambiata dal punto di vista ideale questo significa il processo di secolarizzazione, che ha portato a misurare la storia  non più da una idea di Dio e della persona ma da fattori pratici quali la finanza e l’economia.
Dobbiamo essere coscienti che la nostra visione del mondo viene considerata ora fuori mercato.
Su questo punto dobbiamo confrontarci, il mondo va in un’altra direzione. Quello che legittima il potere dello stato diventa arbitrio delle volontà delle maggioranze, questo però non è una garanzia che si ottenga il bene comune. La volontà dei più non sempre la soluzione migliore.

TOFFANO: si riferisce a riflessioni passate, fatte con De Toni e Omacini: bisogna essere sentinelle del passato. Vi sono periodi in cui viviamo nella notte, ma non bisogna aver paura e, visto che siamo liberi possiamo appunto essere sentinelle nella notte.

DE TONI afferma che gli strumenti ci sono: Quale pratica e quale disegno dipende dalla cultura dei mezzi  di comunicazione. Il Web sorpassa un altro Web perché più veloce.

CAPOGROSSO:  esprime una riflessione personale: Egli non ha fatto esperienza all’interno della DC. La sua esperienza non era politica ma del cristianesimo che si è lasciato richiamare dai Vescovi  i quali hanno detto: cristiani impegnatevi in politica. Ed egli ha risposto.  La sua esperienza non è fondata sui personaggi  e conosce poco. Il suo inizio è stato verso il Partito Popolare e quando, come popolari, il partito si è chiuso si è ritenuto di non far venir meno l’esperienza da questi acquisita.
Oggi il pensiero dei popolari e cattolici in politica non trova riscontro perché la politica non distingue; si sperava come cristiani di poter essere il lievito, non si è  avuta questa capacità. Certamente si  può continuare a predisporre un ragionamento di come il cristiano debba leggere i tempi attuali. Si deve riuscire   ad offrire agli altri, a prescindere, un pensiero, una riflessione per la vita sociale di tutti a Venezia, nel Veneto, in Italia.

TOFFANO: Sottolinea  “per tutti”, non un  cenacolo, quindi oggi si è qui per attivare alleanze.

CELIN:  prende spunto dall’ultimo intervento, la finalità è quella di attivare alleanze. Quanto si sta facendo non si deve  limitare al convegno, il convegno deve fare uscire l’idea di chi siamo. Ora ci si troverà in gruppi a discutere su alcune proposte, però la finalità deve essere questa, anche usando il blog, dove si potrebbe intervenire con  commenti politici sui fatti attuali e sulle iniziative che la politica dovrebbe prendere.

GASPARINI Margherita : Condivide tutto. Porta la sua esperienza nel Movimento Politico per l’Unità (dei Focolarini di Chiara Lubig) dove una parte di loro lavora in politica e potrebbero essere, in questo senso, nostri alleati. Essi lavorano con l’obiettivo di essere pronti al dialogo all’interno della politica, fanno scuola di formazione con lo spirito dell’unità (sottolinea il concetto di avversario e non nemico). Sono usciti con battaglie concrete, esempio la battaglia contro il gioco d’azzardo. Questo Movimento attua delle politiche di convergenza e da questo potremo anche prendere utili suggerimenti sul da farsi .

TOFFANO:  Propone quindi di suddividersi in gruppi di lavoro:
-          Omacini  sarà il referente per “il pensiero”
-          Cortese  sarà il referente per “la storia”
-          Miraglia sarà la referente per “la quotidianità”

GRUPPO  “Il pensiero”

OMACINI Fa presente, in sintesi,  il lavoro svolto dal suo gruppo di lavoro su “Il pensiero”
-          Sono stati enucleati una quindicina di temi da trattare o come formazione interna all’Associazione, o in forma di incontri o convegni esterni.

           Tra di essi sono stati scelti tre argomenti:

          “ il Popolo: storia, filosofia e sociologia nei secoli “

         “ la Democrazia Cristiana ed il bicchiere tre quarti pieno “

         “ la democrazia ed i volti del potere “

-          E’ stata poi individuata, con una decina di titoli, una serie di possibili letture-guidate.

-          E’ stata proposta la fattibilità di un piccolo “Osservatorio” (con gli “occhi” dei Popolari) su alcune importanti leggi  e rilevanti deliberazioni o atti della Regione Veneto, della Città di Venezia e di altre Istituzioni.

-          Si è auspicato un approfondimento dell’Associazione per una campagna divulgativa del suo operato, specie nei confronti delle scuole.

GRUPPO “La Storia”

CORTESE fa presente, in sintesi, quanto emerso nella discussione del suo gruppo di lavoro sulla “Storia”.
Il programma ha un carattere a-temporale, perché la sua attuazione dipende dalle concrete possibilità operative dell’associazione e abbraccia tre versanti.
1)Fare un lavoro di ricerca e documentazione sulla Democrazia Cristiana in provincia di Venezia (l’archivio della D.C. è andato perduto,in seguito ai vari traslochi). Ciò consisterà nella raccolta degli archivi personali degli iscritti, estendendo la ricerca in tutte le realtà del territorio provinciale. Il materiale originale rimarrà di proprietà delle singole persone, se queste lo desiderano, ma verrà digitalizzato e catalogato. Si verificherà anche la consistenza del materiale esistente a Ca’ Tron, dove alcuni amici hanno già conferito in passato la loro documentazione.
2)Predisporre un annuario dei “quadri” della D.C. della provincia di Venezia, dal 1945 al 1994, anno in cui la D.C. si è sciolta. Esiste al riguardo la possibilità di appoggiarsi ad un docente e a una ricercatrice dell’Università di Padova. L’annuario dovrà contenere i nominativi di tutti i segretari di sezione, comunali e provinciali del partito, la composizione degli organismi provinciali, i nominativi dei dirigenti regionali e nazionali espressi dalla provincia di Venezia. Inoltre i Sindaci e i capigruppo dei Comuni del territorio, la composizione del Consiglio e della Giunta comunale di Venezia e della Provincia. Le fonti saranno prevalentemente gli archivi degli enti locali e i giornali.
Una serie di iniziative pubbliche: la rievocazione di alcune personalità significative della D.C. veneziana, a partire da quelle di Vincenzo Gagliardi, di cui ricorre il cinquantesimo della morte nel giugno del 2018 e di Giovanni Ponti. Un dibattito su “I cattolici veneziani e la Resistenza”. Nel gennaio del 2019 la celebrazione del centenario della fondazione del Partito Popolare italiano, nel quadro anche di eventuali iniziative di carattere nazionale. Un dibattito sulla Costituzione, per sottolinearne i valori e l’attualità e decantare le polemiche relative alla mancata e discussa riforma

GRUPPO  “LA QUOTIDIANITA’”

MIRAGLIA  espone il lavoro del suo gruppo.
Si è fatta una riflessione su quanto sia difficile, nella società di oggi, capire chi ha in mano le decisioni e chi siano i protagonisti. Si pensa sia la finanza, ma si dovrebbe indagare meglio su questa difficoltà.
Concetto dicotonia: molte persone che nella società individualmente svolgono ruoli positivi  poi nella società si muovono in modo completamente opposto.
Potere decisionale: democrazia partecipata che viene messa in difficoltà
Due argomenti sui quali impegnarsi se si ritiene opportuno: immigrazione, ambiente.
Si vorrebbe cominciare dalla immigrazione, come si vive questa enorme “mutazione genetica” della società. Questo andrebbe pensato e strutturato nella forma opportuna.
Tema ambiente collegato a livello internazionale con il movimento dei popoli.

Conclusioni operative:
Gruppo “Il pensiero” :
-          Elementi di approfondimento interno ed esterno;
-          Lavorare tutti;
-          Democrazia e potere;
-          Letture
-          Osservatorio su delibere e leggi

Potrebbe esserci la riflessione su un libro e un commento ragionato su  delibere e leggi, prodotte da Stato Regione ed Enti Locali.
Gruppo “La quotidianità”
-          Immigrazione;
-          Ambiente-territorio

Romeo TOFFANO conclude l’incontro ricordando che  tutti noi abbiamo gli spunti operativi su cui riflettere per definire operativamente il programma di lavoro della Associazione.

E’ ipotizzabile un incontro operativo per calendarizzare iniziative e temi per la seconda quindicina di settembre.

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