Care
amiche, cari amici dell’Associazione,
anche
se mi rendo conto che la tematica non è
direttamente riconducibile alle finalità de “I Popolari” di Venezia, desidero
parteciparVi di seguito alcuni piccoli tentativi di “attualizzare” San Francesco
nel giorno della Sua festa .
Prendo
spunto da episodi della Sua vita: si tratta da parte mia di un umile “esercizio”, assolutamente “aperto”
alla Vostra riflessione e al Vostro commento.
Il compito dei laici credenti
(
“Ripara la mia casa!”- 1205 )
Che la Casa del
Signore abbia bisogno di continue riparazioni, non c’è dubbio, lo vediamo ogni
giorno. E, riparata, è più sicura e più bella. Occorre fare un appello ai
“muratori” laici, ricordando soprattutto
la lezione del Concilio ecumenico Vaticano II°. Coraggio! Senza paura! Un po’
del nostro tempo!
L’infermità
(
Il bacio al lebbroso – 1205 )
Ci giriamo quasi
sempre dall'altra parte quando sulle nostre strade incrociamo un barbone.
Fermarsi è poco di moda e non si sa mai.
Però alcune meravigliose creature, specie giovani, lo fanno, nella
gratuità!
I lupi della politica
( Il lupo
di Gubbio – 1206 )
Ammansire chi? Il lupo
o gli abitanti di Gubbio?
Sforzarci di vedere la
politica con occhi diversi, per contribuire instancabilmente, ciascuno al
proprio livello, a migliorarla. La mitezza politica in luogo della violenza
politica: razionale utopia!
La tenacia
(
Di fronte a Papa Innocenzo III° nel 2010 e poi di fronte a Papa Onorio III° )
Trovare la strada per
giungere al Papa (niente di meno!). Ottenere i buoni servigi. Incontrarsi col
Papa. E là, sostenere le “tenaci” ragioni di una scelta “tenace”. Facendolo con
una parabola: quella di Madonna Povertà!
Quando davvero, come
singoli e/o come gruppo, crediamo veramente in qualcosa di umanamente “alto”,
quanta tenacia ci mettiamo per cercare di raggiungere l’obiettivo?
L’accoglienza
(I
tre ladroni di Monte Casale )
Bussano alla porta del
Convento tre figure losche: chiedono la carità. Sono malfattori noti: vanno
cacciati. E’ quel che fa il portinaio. E’ quel che facciamo, solitamente,
ciascuno di noi. Ma Francesco no …..
Bussano alla porta
dell’Europa (è la Storia! Ci sono le ragioni!). Solo una minoranza sono
“briganti”, la stragrande maggioranza è disperata. L’Italia è “brava” e civile,
l’Europa finora non è stata all’altezza!
La pace
(
L’incontro con il Sultano Malek-al-Kamil – 1219)
Era da “pazzi”, era impensabile
incontrare il Sultano nel pieno sfuriare delle Crociate! Eppure quel Sultano ha
richiesto umili consigli a Francesco. Fantasia, coraggio, disinteresse,
sapienza, van messi nello zaino per incontri “impossibili” ma assai benefici, anche “a bassa quota” ed anche di
poca importanza.
La vocazione
(
Il “gentile cavaliere “ )
Il Signore aveva già
“vista” l’anima del giovane “ Cavaliere
“ prima che arrivasse Francesco. I nostri genitori sanno “vedere”
l’anima dei loro figli e delle loro figlie, cogliendo ed incoraggiando
una possibile loro vocazione? Ed i
“consiglieri spirituali” esistono ancora?
Ce la fanno? L’intervento di Francesco (cioè di chi aiuta!) è solo un
completamento, ma indispensabile.
Il risarcimento
(
Sulla strada per Rieti: il vigneto calpestato del Parroco )
Quante volte la gente
rovina la nostra “vigna”: ci abbiamo sudato, abbiamo buttato soldi: ora attendiamo giustamente il raccolto. Ed
ecco inimicizia, maldicenza, invidia, egoismo, ecc. la calpestano. Noi ci
arrabbiamo a morte e mai, mai ci viene
in mente che il “danno” subìto potrebbe
essere premessa per un eccezionale, successivo risarcimento.
La sofferenza
(
Le stimmate – 1224 )
Cercare di eliminare
progressivamente la sofferenza (tutte le sofferenze!) è assai meritorio;
pensare di non doversi mai confrontare con la sofferenza è illusorio. Allenarsi
a questo non voluto “confronto” è proprio della formazione che si riceve e che
ci si dà. Ma non è cosa di moda e le praterie dello sconforto, della
depressione anche aggressiva, aumentano progressivamente.
Quale ecologismo ?
(
Il Cantico delle creature)
Quale ecologismo? Quello
della retorica, quello delle belle conferenze, quello che pacifica la
coscienza?
Oppure quello che (sia
pure in ritardo) comincia ad “accarezzare” la Terra chiedendole scusa e
“costringe” pacificamente i reggitori del mondo (e dell’economia!) a farlo
anche loro? Lo sanno che, almeno in Occidente, occorre cambiare “modello”?
Perché indugiano?
Venezia, 4 0ttobre 2017
(San Francesco d’Assisi)
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