Presenti: Toffano, Cortese,
Omacini, Panizzolo, Capogrosso, Gasparini,
Miraglia, Lazzarotto, Malagutti, Borga, Saccon, Celin, Boccotti, Busatto, De
Toni, Bertolin, Urlando Clara, Franzin.
Toffano apre la discussione.
Miraglia comunica che il Gruppo
“quotidianità e immigrazione” si è incontrato due volte: il 15 giugno nel corso
dell’incontro dei Popolari a Zelarino dove si sono formati i gruppi di lavoro.
A questo gruppo hanno aderito: Anna Maria Miraglia, Dino Lazzarotto, Luigino
Busattto, Francesco Borga, Giampietro Capogrosso, Margherita Gasparini, Gianfranco
Botter; nell’occasione si è discusso del tema portando ognuno esperienze e proposte.
Il 16 ottobre, con l’assenza giustificata di Luigino Busatto e l’assenza di
Gianfranco Botter che non ha ricevuto l’e-mail inviata.
Il gruppo ha predisposto una bozza di proposta da proporre all’assemblea
dei Popolari come di seguito:
Iniziativa sul tema dal titolo: “IMMIGRAZIONE TRA ETICA E POLITICA”
Sede: Sala dei Frati Cappuccini a Mestre
Data: un lunedì da individuare
Orario: dalle ore 17 alle ore 19.30
Svolgimento dell’iniziativa:
1) Breve introduzione di Anna
Maria Miraglia
2) Intervento dell’On. Sara Moretto,
componente della Commissione Parlamentare sull’immigrazione
(ipotesi di porre una serie di domande sulla situazione in atto, sulla trattativa con la Libia, sulle
varie posizioni in parlamento).
3) Intervento del dott.
Arcandelo Boldrin, Presidente dell’Associazione “Il Fondaco” sulla situazione nazionale ed
internazione dell’immigrazione.
4) Spazio per domande dal
pubblico
Toffano propone di
coinvolgere anche il sacerdote della
CITA, vista l’esperienza del suo vissuto all’interno di queste realtà.
Omacini sottolinea il titolo proposto
per fare una riflessione. Ritiene che estremizzando il discorso si rischia di
mettere uno contro l’altro perché la politica ha dentro l’etica e come popolari
non si dovrebbe fare questa distinzione. Invita a riflettere.
Cortese ritiene pertinente l’osservazione
di Omacini propone di lavorare sul
titolo.
.
Miraglia afferma che all’esterno
può sembrare una contraddizione ma che
in realtà non lo è.
Urlando fa presente l’atteggiamento
contraddittorio che hanno parecchie persone, anche impegnate nel sociale e altro, nei confronti degli immigrati. Bisogna capire
realmente il problema in termini generali.
Borga afferma che nei
confronti di questo problema molti hanno un atteggiamento emotivo di disagio, dovuto anche alla
incapacità della politica di dare una risposta. A questa invasione di persone quello
che si fa è di metterli in un “campo di concentramento”. Arcangelo Boldrin si è affermato come maggior
esperto di islamismo.
A suo avviso sarebbe interessante far prima un incontro sull’immigrazione e
poi una riflessione sull’aspetto etico in ordine all’etica individuale e
collettiva con un esperto, .
Quindi, prima un incontro tecnico-scientifico e poi un incontro con l’esperto;
l’incontro proposto con i tre relatori lo vede un po’ pesante.
Saccon fa presente la sua
esperienza a S. Maria di Sala, dove
sta seguendo, attraverso una cooperativa, 35 immigrati. Seguiti come sono, si è
convinto che con un lavoro educativo si possono ottenere notevoli successi. A suo avviso in Italia,
alcune persone hanno interesse di promuovere una cultura di provocazione e ribellione.
Porta l’esempio della Polonia, descritta
dai media come anti-europea, ma pochi sanno che negli ultimi anni ha avuto
oltre un milione di emigranti ucraini.
Il fenomeno della immigrazione è irreversibile e durerà per altri 70-80
anni e questo fatto si affronta cambiando la mentalità, che ora è guidata da
forze che ti portano ad avere una visione di non accoglienza. Fa l’esempio dei telefonini,
il fastidio verso questi immigrati che hanno il cellulare di ultima
generazione, senza pensare che questo strumento per loro è l’unico mezzo di
collegamento che consente loro di sopravvivere mantenendo i legami affettivi e
con la terra lontana.
Malagutti sposta l’attenzione
dalla Informazione alla Formazione ed afferma che l’emigrazione
è un fenomeno che è sempre esistito, perché gli umani hanno sentito il bisogno di emigrare fin dai
tempi antichi. Questo fenomeno va visto dal punto etico, economico e sociale e si devono
prendere in esame buone soluzioni, che si possono trovare. Se su questo
fenomeno si riuscisse a dare il messaggio con questo taglio le persone lo capirebbero
di più.
De Toni porta la sua
esperienza quando nel 1966 è stato un periodo all’estero per lavoro; Anche se
non può dire di essere stato un immigrato, perché lavorava per una ditta,ha però
vissuto e toccato con mano la non accoglienza degli inglesi verso le persone straniere
che in qualche modo invadevano il loro territorio.
Busatto ritiene che l’etica non deve essere separata
dalla politica, ma che la politica si deve dotare di etica. Stiamo ragionando
su un tema che attraverserà il nostro modo di pensare e vivere per decenni,
mentre la politica sta navigando nel buio più assoluto, senza prospettive e
capacità di governo. Il politico ha il compito di far emergere il problema e di
discuterlo e come politici abbiamo davvero tanto da fare. Nel passato gli
italiani per necessità hanno dovuto emigrare, chi si è documentato su questo
fenomeno italiano sa cosa ha voluto dire per il nostro popolo. Ora si stanno
spostando milioni di persone che fuggono dalla guerra o dalla miseria. Il
fenomeno deve essere governato e non lasciato ai movimenti xenofobi, perché ne
faranno una bandiera. Pertanto la politica deve affrontare seriamente questo
problema e gestirlo.
Fa presente che anche Salzano sta facendo un buon lavoro di accoglienza.
Lazzarotto non vorrebbe essere,
nel coro, una voce stonata; porta l’esempio
del convengo ACLI tenutosi la scorsa settimana, dove il direttore di una testata televisiva
presentava dati sulla immigrazione che assolutamente non sono percepiti come tali
dai cittadini veneti. Per questo motivo crede sia importante sentire la voce di
un esperto quale Boldrin. Il problema a suo avviso non è la morale ma la
nazionalità. Quello che è successo in Austria deve farci riflettere.
Cortese a suo avviso bisogna
lavorare su cosa sia l’etica che non è
una realtà astratta; il massimo dell’etica coincide con il massimo della
razionalità. Etica e razionalità coincidono se sono strettamente conseguite.
La politica deve programmare come affrontare il fenomeno, organizzandosi.
Certo che i clandestini dovrebbero essere rimandati a casa, ma finché non si
riesce a farlo bisogna saperli gestire.
Celin afferma che quanto
detto è tutto vero, ma è vero anche tutto il contrario: non siamo capaci di
distribuire tutte queste persone perché di fatto restano tutte in Italia. Ricorda
che solo il 10% delle persone che arrivano sono profughi che hanno il diritto
di restare. Questa marea di profughi che
continuano ad arrivare alla fine diventeranno
una bomba che coppierà perché non si è in grado di assorbirle e dar loro una
prospettiva di futuro. Si deve certamente parlare del fenomeno, consapevoli che
l’Italia – da sola – non lo può risolvere.
Capogrosso c’è la necessità di una politica, anche se non
siamo noi che dobbiamo farla.
Bertolin ritiene che prima si
deve fare un approfondimento interno e poi esporci all’esterno. Si deve
approfondire la questione demagogica del titolo che potrebbe essere “fenomeno
della immigrazione tra paure e razionalità”.
Urlando pone l’attenzione sul
terzo settore in Africa: il lavoro si deve sviluppare nel loro territorio, perché
da noi non c’è la possibilità per fare questo. Il problema non è che non li
vogliamo ricevere ma che non li possiamo ricevere, perché finiamo di lasciarli per strada. Le cooperazioni si
devono fare nei loro paesi.
Boccotti concorda che si debba prima fare un
dibattito al nostro interno.
Toffano evidenzia che nella
discussione si sono intrecciati più percorsi. Forse una riflessione interna va
fatta. Concorda sulla proposta avanzata da Borga di dividere in due momenti
diversi gli argomenti da trattare: etica e politica.
Prima di iniziare i nostri incontri è bene raccogliere un po’ di dati
statistici, perché i numeri sono importanti, quindi innanzitutto verificare tra
statistica e contesto della immigrazione in quanto tale e poi discutere sull’intervento
e le azioni politiche da intraprendere.
Miraglia ritiene che quanto
detto è tutto vero. Si deve quindi esaminare il problema che è drammatico e non
conosciuto nei suoi dati reali, perché non si può partire senza tenerne conto,
e per questo chiederemo aiuto a chi ha studiato la situazione. Poi il politico ci dirà a che punto è il
Governo. Una volta affrontata la situazione conoscitiva si può pensare al secondo
incontro dove si potrà parlare delle esperienze.
Toffano capisce che l’orientamento
è quello di fare due incontri.
Borga propone che nel primo
incontro la Moretto parli dei dati nella
nostra società e Boldrin faccia l’analisi
dei percorsi immigratori e le eventuali prospettive.
Il secondo incontro sull’etica dovrebbe far superare gli aspetti emozionali
in relazionali .
Crede che sarebbe utile fare i due incontri prima di Natale: ipotizza come
date il 13 di novembre l’incontro conoscitivo, il 27 novembre o 4 dicembre il
secondo incontro.
Omacini chiede che chi fosse interessato a far parte del suo
gruppo di lavoro lo contatti o lasci telefono ed e-mail in modo da poter
organizzare un incontro.
L’incontro si conclude alle
ore 19.30 con l’impegno da parte dei responsabili dei gruppi di portare avanti
il lavoro discusso oggi.
Il prossimo incontro sarà
Giovedì 9 novembre alle ore 18.15, al termine del quale si mangerà una pizza
tutti insieme.
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