Pensiamo ad una Epifania laica: un evento (o più) capace,
cioè, di mostrare qualcosa. E riferiamo questo evento alla politica.
Cosa “mostra” la politica oggi? Che “doni” porta con sé? Ed
“a chi” li offre? C’è una curiosità che la spinge e che le dà orientamento?
Domande cui mediamente corrispondono, purtroppo, risposte
negative. Eppure dobbiamo sforzarci di trovare anche risposte positive. Lo
sforzo, in altre parole, è che la politica, internazionale e nazionale,
manifesti qualcosa di buono.
Lo può fare, credo, puntando concretamente e con la scelta di
un vero e coraggioso riformismo, su almeno tre obiettivi.
La salvaguardia del creato (altrimenti –e non solo
metaforicamente – anche le grotte di Betlemme saranno tutte inquinate);
l’opzione privilegiata, non esclusiva, per i poveri della Terra (altrimenti i
pastori di Betlemme perderanno progressivamente le proprie greggi); la
centralità del lavoro dignitoso per tutti (altrimenti l’oro, l’incenso e la
mirra gronderanno di ingiustizia e di sfruttamento).
Quanto alla stella, se per i cristiani essa è costituita
dalla preghiera incessante e quotidiana ad orientamento della vita (ricordiamo,
per esempio, i ”Racconti di un pellegrino russo” di Arsenij Troepol’skij), per
tutti gli uomini e per tutte le donne può essere costituita
dalla meno usata della famosa triade francese: la “Fraternité”.
Buona Epifania!
Renato Omacini – Lido di Venezia
Venezia, 6
gennaio 2018.
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