Giorgio Campanini è uno studioso affermato del movimento
cattolico, soprattutto sul versante della politica. Collabora spesso con “ Avvenire
“ dove domenica 28
gennaio scorso ha scritto un intervento dal titolo: “ Urgente
dovere di presenza e di giudizio “. Parla dei cristiani e della politica e sviluppa importanti
affermazioni e posizioni ecclesiali circa la “vocazione nella
comunità politica “, a
partire da come si esprimeva, con la “Gaudium et Spes “, il Concilio ecumenico Vaticano
II°. Campanini invita le comunità cristiane a confrontarsi con la politica,
esaminando le diverse proposte alla luce della
Dottrina sociale della Chiesa.
Fin qui tutto bene e – mi sia consentito – anche abbastanza facile. Quando però si passa, come fa lo
stesso firmatario dell’articolo, a chiedersi se ci si limiterà a constatare
l’accentuata frammentazione delle forme di presenza dei cattolici, oppure se si
cercherà di correre ai ripari, Campanini dice: “ Non è agevole, nello
specifico piano della politica, offrire una risposta a questo interrogativo “. Sposta quindi la risposta, come sopraindicato,
sul piano ecclesiale.
Finora così fan tutti ( per citare il titolo di un’opera
letteraria ), almeno per quanto ne so! Giornalisti, saggisti, commentatori
politici, ecc. E’ certo che non è facile
rispondere, ma è urgente, credo, il tentare di farlo, “ correre
ai ripari ”, come dice
Campanini. Ovviamente nel rispetto del pluralismo delle idee, ma avendo chiara la
meta da raggiungere.
L’esperienza dal gennaio 1994 ad oggi, nei 24 anni che ci
separano, cioè, dalla fine della Democrazia Cristiana è ricca di sigle che
portano il nome di “Cristiano/ni “: piccole formazioni.
Qualcuno si propone espressamente
di ricostruire la Democrazia Cristiana. Per rispetto all’apartiticità
dell’Associazione, non mi esprimo nel dettaglio su quanto abbiano potuto fare, o non fare, con
adeguata , consonante visibilità, in
tutto questo lasso di tempo, i cattolici impegnati in Italia nei diversi
Partiti politici. Ritengo, senza scendere a livello partitico, che
complessivamente il quadro politico debba tentare
un’altra strada: una nuova “offerta” che parta dal basso e che raggruppi
tutti i cattolici in politica. Non per
“rifare” nulla, ma per “fare”! Un esperimento che veda, strada facendo,
umilmente, se può reggere; un “Movimento” che potrà, o meno, trasformarsi,
sussistendone le condizioni, in Partito. Una nuova “casa” per i cattolici che amano la politica e desiderano svilupparla
conformemente alla loro ispirazione, liberamente scelta e responsabilmente
accettata e confrontata. Laicamente, autonomamente e con solide basi culturali,
professionali e teologiche.
Parto con un “sogno”: chiamerò il
Movimento
B E N E CO M U N E
Cristiani per il bene comune
(Cultura –
Politica – Teologia)
Un Movimento “glocal”,
come si dice: attento, cioè, alle differenti dimensioni locali, così come alle
sfide della globalizzazione.
Collocato al Centro e
dialogante sia con la Destra che con la Sinistra, purchè democratiche. Teso –
come nella miglior tradizione – a contribuire, in politica, ad “ ordinare
le cose secondo Dio “
(Lumen Gentium, n.3). Guidato dai principali Documenti della Chiesa, ma con
propria autonomia di discernimento e
laicità. Attento alla trascendenza.
Rigorosamente fedele
alla Costituzione della Repubblica
italiana. Europeista e nel contempo rispettoso delle Autonomia locali (secondo
il principio di sussidiarietà), internazionalista. Per un ambientalismo sano.
Favorevole ad un rinnovato sistema di economia mista (pubblica, privata, del
privato sociale) nel mondo globalizzato, a partire da una rielaborazione
dell’idea di “Progresso”. Facilitatore
di un nuovo Sindacalismo (di parte
datoriale e di parte dipendente) inclusivo e responsabile. Attento ai cosiddetti
“ corpi intermedi ”.
Capace di mediazione
politica, nella costante ricerca di
coerenza tra mezzi e fini (mezzi buoni per fini buoni, orientati, cioè, alla
promozione del bene comune).
Portatore di proposta,
di testimonianza, ma anche di opposizione (e, se necessario, di denuncia )
contro scelte generali che siano
oggettivamente opposte alla
“visione-della-realtà” cristianamente ispirata, pur nel democratico rispetto
del pluralismo delle idee e delle scelte altrui. Un Movimento che …….. .
Obiezione: ma esistono già Movimenti di questa natura!
Risposta: non li vedo nel complessivo panorama italiano (ma posso errare)!
UN
MOMENTO : SOGNO O SON
DESTO ?
(e Voi, Amici dell’Associazione, che
siete desti, ditemi, per piacere, se e
dove sbaglio)
Renato Omacini
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