S.E. Mons. Vincenzo Paglia è
Presidente della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) che ha promosso il
Workshop sul tema: “The good Algoritm? Artificial Intelligence: Ethics, Law,
Healt” (Roma 26 e 27 febbraio 2020).
Desidero riprodurre di seguito
il suo intervento di presentazione (Conferenza stampa del 25.2.2020) perché mi
pare di grande interesse.
“Siamo in un tempo di cambiamento d’epoca, come ama dire Papa
Francesco. E’ un passaggio inedito che sta cambiando in profondità l’umanità e
il suo futuro. Per la prima volta nella storia l’uomo ha il potere di
distruggersi: prima con l’esplosione nucleare, dopo con quella ecologica ed ora
con quella tecnologica, una “esplosione di intelligenza”. Papa Francesco, con
la Lettera Humana Communitas, ha invitato la Pontificia Accademia per la Vita
ad allargare i suoi orizzonti, a rivisitare il significato stesso del termine
“vita umana”: non si tratta di un concetto astratto; la vita è la realtà di
ogni singola persona e dell’intera famiglia umana. Papa Francesco chiede all'Accademia di “sviluppare la
riflessione” sul versante “delle nuove tecnologie oggi definite emergenti e
convergenti”, come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le
biotecnologie, le nanotecnologie, la robotica. Con i risultati ottenuti dalla
fisica, dalla genetica e dalle neuroscienze, come pure della capacità di
calcolo di macchine sempre più potenti, è oggi possibile intervenire in
profondità nell'umano. L’innovazione digitale infatti, tocca tutti gli aspetti
della vita, sia quelli personali che sociali; incide sul nostro modo di
comprendere il mondo, ma anche noi stessi. Le decisioni, anche quelle più
importanti come in ambito medico, economico o sociale, sono oggi il frutto di
volere umano e di una serie di contributi algoritmici. La vita umana viene a
trovarsi al punto di convergenza tra l’apporto propriamente umano e il calcolo
automatico, cosicché risulta sempre più complesso comprenderne l’oggetto,
prevederne gli effetti, definirne le responsabilità.
L’Accademia si è inoltrata in questo campo, senza abbandonare
i territori tradizionali come le questioni relative alla nascita (aborto,
diagnosi prenatale…) e il fine vita (l’eutanasia, il suicidio assistito, le
cure palliative), lo sviluppo delle cellule staminali. Nel 2017 è stato affrontato il tema della tutela e promozione della vita umana nell'era tecnologica e quindi nell'orizzonte della bioetica globale. L’anno scorso la
riflessione si è diretta sulle questioni etiche poste dalla robotica (la
cosiddetta “roboetica”) e quest’anno, in continuità, affronteremo il tema
dell’etica e dell’intelligenza artificiale. In realtà siano anche stati
sollecitati o, se volete, invitati a trattare questi temi dai diretti
interessati.
E’ questo l’orizzonte nel quale si colloca questa Assemblea
Generale e in particolare l’evento del 28 febbraio al termine del quale è
prevista la firma di una Call che poi presenteremo a Papa Francesco. C’è
bisogno di una forte ambizione morale per umanizzare la tecnica e non
tecnologizzare l’umano.
La Rome Call for AI Ethics non è un testo ufficiale
dell’Accademia, ma un documento di impegni condiviso, da noi proposto, in cui,
in forma breve e sintetica, si offrono alcune linee per un’etica
dell’Intelligenza Artificiale e si formulano alcuni impegni, legati
fondamentalmente a tre capitoli: etica, diritto, educazione. Con questo gesto,
l’Accademia non avvia esclusivi partnership industriali, né sponsorizza alcunché, né viene sponsorizzata, ma condivide, senza ingenuità, tratti di cammino con quanti hanno un desiderio serio
di comprendere meglio come promuovere il bene dell’umanità e di compiere alcuni
passi in questa direzione, verificando le proprie pratiche e nella
disponibilità a pagare anche i costi che ne possono derivare. L’intento della
Call è dar vita ad un movimento che si allarghi e coinvolga altri soggetti:
istituzioni pubbliche, ONG, industrie e gruppi per produrre un indirizzo nello
sviluppo e nell'utilizzo delle tecnologie derivate dall’IA. Da questo punto di
vista possiamo dire che la prima firma di questa Call non è un punto di arrivo,
ma un inizio per un impegno che appare ancora più urgente e importante di
quanto sin qui fatto. Il documento sarà disponibile venerdì, dal momento della
sua firma, sul sito dedicato www.romecall.org .
L’Accademia si sente chiamata ad approfondire l’impatto
specifico che queste tecnologie hanno sul mondo medico sanitario e sulla cura e
tutela della vita. L’attività umana in questi settori appare sempre più
scomposta in molteplici elementi non facilmente riconducibili al controllo o
alla volontà di singoli soggetti. Questa nuova modalità in cui si svolge
l’agire personale in un contesto strutturato sfida particolarmente le
professioni mediche e sanitarie che hanno come oggetto valori così fondamentali
come quelli connessi alla corporeità e alla vita umane. L’innovazione
tecnologica ci sfida come Accademia e come Chiesa, la PAV inizia così a
prendere posizione e parte in un contesto storico e sociale in profonda e
continua trasformazione”.
Che dire, cari Amici, noi
normalmente così piccoli di fronte a queste grandi cose?
In attesa di leggere la
“Carta”, questa stessa presentazione mi è parsa davvero lungimirante, profonda
ed attenta alle molte facce di questo nuovo, entusiasmante e complicato
caleidoscopio (….nella disponibilità, com'è detto, a pagare anche i costi che
possono derivare da scelte non conformi).
Che bello!
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