lunedì 3 settembre 2018

LETTURE D’ESTATE

 Il “ Corriere della Sera  “ del 30 agosto 2018 ha pubblicato un’intervista a Ciriaco De Mita, Presidente del Consiglio negli anni 1988-89, Presidente e Segretario della D.C. (1982-89), tre volte ministro negli anni Settanta.
Si tratta di un percorso breve di domande e risposte, tutte lucidissime, partendo dal dato che lui non si ricandida, a 90 anni suonati, a sindaco di Nusco. L’intero ragionamento sottolinea il primato del pensiero: “ …prima si pensa e poi si agisce…senza un pensiero forte, l’azione sarà vacua, debole, a volte nulla “.
Il M5S è stato salutare, secondo l’intervistato, finchè non è arrivato al governo. La Lega “…ha un leader che si pone come un messia, che però non ha dietro alcun vangelo “. In comune le due formazioni non hanno, secondo De Mita, pensiero, né possono allearsi perché “…gli uni spopolano là dove si chiede aiuto, gli altri dove vince lo status quo “.
Grande preoccupazione per le forze storiche del Paese in cui “non si produce pensiero “. Guardando in particolare al Partito Democratico, dice il Presidente, che è oggi “come Garibaldi in Sicilia” che quando gli dissero di ritirarsi rispose: “ Sì, ma dove? “.
Non manca De Mita di citare Moro: “ Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere “.
Da ultimo, la volontà di essere sepolto con un biglietto in cui c’è scritto: “ Sono democristiano “.
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Ecco, in poche battute, un’istantanea sul Paese di oggi, un  Paese sballottato, a mio avviso, tra pulsioni, inconcludenza, cinismo ed omissioni politiche. I diversi riferimenti non sono difficili.
Resta la domanda più volte espressa: perché si pensa così poco? A chi giova tutto questo? Certo che c’è a chi giova! Quali i  possibili rimedi?  Vogliamo porre questo tema (ed i suoi possibili esiti) al centro di una discussione sulle culture politiche? Di quella dei “Popolari” in particolare, tenuto conto che i padri nobili del Popolarismo sostenevano sempre la loro azione con un retrostante robusto pensiero. Diceva Kurt Lewin, tedesco, pioniere della psicologia sociale: “ la miglior prassi è una buona teoria “. E le teorie sono frutto di pensiero.


Venezia, 30 agosto 2018                                                                                          Renato  Omacini

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