venerdì 11 dicembre 2020

Avvento (Renato Omacini)

 Sto rileggendo, in questo periodo di Avvento, alcune cose su Girolamo Savonarola.

Nelle sue omelie sul profeta Aggeo egli parla dei prelati, dei monaci e delle monache, dei frati. Poi tratta dell’Italia, poi di Firenze.

Aggiunge all’elenco – e ciò mi ha colpito – un riferimento ai “tiepidi”. Per Savonarola erano coloro che “compiono opere buone ma ostacolano il bene, che partecipano alle cerimonie e seguono i precetti, ma non hanno la carità “.

 

In proposito il Frate domenicano predicava così:

“ O tiepido, il tuo vaso è dipinto e par bello di fuori per la pittura, ma dentro non è così come pare di fuori… . Tu non hai inteso bene che cosa sia la vita spirituale e però, non la sapendo per te, non l’hai potuta insegnare ad altri. Il tuo vaso è tutto perforato, e il tarlo della invidia e della vanagloria l’ha tutto intarlato e perforato, e l’olio dello Spirito Santo non ha potuto star dentro, anzi, o tiepido, tu sei uscito fuori alle cerimonie e alle cose esteriori e hai lasciato la vera vita spirituale interiore e il vero culto divino e vivere cristiano… . Tu sempre parli male del prossimo e del tuo fratello senza causa alcuna giusta “.

 

Se per caso capitasse anche a noi di appartenere, magari solo qualche volta, ai “tiepidi”, ecco l’Avvento, tempo privilegiato di riconoscimento e di superamento, piano piano, dei nostri limiti.

Ed intanto aspettiamo l’eventuale nulla osta della Santa Sede per l’avvio della causa di beatificazione di fra Girolamo, avendo già presentato le proprie conclusioni positive l’apposita Commissione storico-teologica istituita a suo tempo.

 

 

 

Venezia, 9 dicembre 2020.

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