Sto rileggendo, in questo periodo di Avvento, alcune cose su Girolamo Savonarola.
Nelle sue omelie sul profeta Aggeo
egli parla dei prelati, dei monaci e delle monache, dei frati. Poi tratta
dell’Italia, poi di Firenze.
Aggiunge all’elenco – e ciò mi ha
colpito – un riferimento ai “tiepidi”. Per Savonarola erano coloro che “compiono
opere buone ma ostacolano il bene, che partecipano alle cerimonie e seguono i
precetti, ma non hanno la carità “.
In proposito il Frate domenicano
predicava così:
“ O tiepido, il tuo vaso è
dipinto e par bello di fuori per la pittura, ma dentro non è così come pare di
fuori… . Tu non hai inteso bene che cosa sia la vita spirituale e però, non la
sapendo per te, non l’hai potuta insegnare ad altri. Il tuo vaso è tutto
perforato, e il tarlo della invidia e della vanagloria l’ha tutto intarlato e
perforato, e l’olio dello Spirito Santo non ha potuto star dentro, anzi, o
tiepido, tu sei uscito fuori alle cerimonie e alle cose esteriori e hai
lasciato la vera vita spirituale interiore e il vero culto divino e vivere
cristiano… . Tu sempre parli male del prossimo e del tuo fratello senza causa
alcuna giusta “.
Se per caso capitasse anche a noi di
appartenere, magari solo qualche volta, ai “tiepidi”, ecco l’Avvento, tempo
privilegiato di riconoscimento e di superamento, piano piano, dei nostri
limiti.
Ed intanto aspettiamo l’eventuale
nulla osta della Santa Sede per l’avvio della causa di beatificazione di fra
Girolamo, avendo già presentato le proprie conclusioni positive l’apposita
Commissione storico-teologica istituita a suo tempo.
Venezia, 9 dicembre 2020.
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