Domenico Guzzini, Presidente di Confindustria a Macerata, ha
detto tra l’altro in un discorso di martedì 15 dicembre corso:
“ Le persone sono un po’
stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Anche se qualcuno morirà,
pazienza “
Due frasi: la prima sensata e quasi ovvia; la seconda
vergognosa!
Questo è un rappresentante di Confindustria, quella del “Sole
24 Ore”, quella vicinissima al “Corriere della Sera” ed a “Repubblica”, testate
divenute per me irriconoscibili, nell’obbedire a ben precise linee padronali.
Per non citare altri quotidiani che ogni mattina leggiamo, nel necessario pluralismo, entro i limiti di
legge.
Proprio guardando in generale alla stampa italiana di oggi,
non posso però dimenticare le parole
scritte da Licio Gelli nel suo segreto “Piano di rinascita democratica”,
databile intorno al 1976.
Indicava tra gli Obiettivi anche la stampa “…escludendo
ogni operazione editoriale, che va sollecitata a livello dei giornalisti attraverso una selezione che tocchi
soprattutto…” (e qui
cita 11 quotidiani e 7 periodici).
Poi aggiunge: “…Partiti politici, stampa e
sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della
manovra di tipo economico-finanziario. La disponibilità di cifre non superiore
a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e
ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo
“.
E’ evidente che quelle esposte sono riflessioni del tutto e
solo personali.
Renato Omacini
Venezia, 21 dicembre 2020.
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