Lunedì 18 gennaio 2021: ricorrono 102 anni dalla pubblicazione dell’Appello di don Sturzo ” A tutti gli uomini liberi e forti …” il cui testo fu discusso a Roma, in Via dell’Umiltà, nella sede dell’Unione romana e fu pubblicato dalla Commissione provvisoria nell’Albergo di Santa Chiara.
Basterebbe questo per capire la difficoltà a seguirlo oggi, “dentro” la nostra cronaca quotidiana.
*La configurazione di uno Stato “nuovo”: “ …la volontà di sostituire una nuova concezione dello stato, che chiamarono la concezione popolare, a quella che allora regnava: a uno stato accentratore, tendente a limitare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua stessa attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali: la famiglia, le classi, i comuni, che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private”.
Lo Stato popolare, capace di ascoltare il Popolo, di contribuire ad elevarlo civilmente e moralmente, di incoraggiarlo nel suo onesto intraprendere. In che misura vediamo oggi tutto questo?
*Infine, l’esempio ispiratore: “ …Però
nel campo delle attività pubbliche, imiteremo i primi cristiani, che portavano
il Vangelo nascosto sul petto, e
alimentavano alla santa parola la loro fede,
mentre come cittadini invadevano i fori e la curia e gli eserciti e i campi e fin nelle officine
degli schiavi, per poi al momento opportuno parlare avanti ai presidi e ai re
le parole dello Spirito Santo “.
Come i primi cristiani che, in molti, furono
per questo martirizzati.
Anche
noi, credo, stiamo andando verso una Chiesa-dei-Martiri !
Venezia, gennaio 2021.
1 commento:
Grazie Renato, non solo opportuno il tuo richiamo ma anche l'invito a leggere questo particolare momento con una lente diversa, ricordando i valori di un impegno politico che miri veramente al bene comune. I commenti che oggi sentiamo non si richiamano né alla nostra storia né ad alcuna prospettiva futura. Il confronto punta alla reciproca deligittimazione e non sottace neppure interessi di singoli o di parte. Tristezza certamente ma anche voglia di impegno e di reazione. Ma come? E qui subentra un sentimento di impotenza.
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