Noi siamo “Popolari”, laici
credenti cioè che amano la politica, attività umana autonoma, ispirata, però,
dalla Parola di Dio.
Ecco come Jurgen Moltmann
ci aiuta, per esempio, a léggere
il progetto politico sull’ecologia, dentro un discorso teològico e
spirituale che ne è presupposto ed accompagnamento.
Emerge, in altri termini,
quel “supplemento d’anima “ che non ci
fa certo superbi, ma fortunati, grati e soprattutto responsabili.
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Moltmann (*), teologo tedesco; ha vissuto in
Inghilterra dove è stato in carcere come
prigioniero di guerra. Ha insegnato teologia in varie università tedesche per
poi finire in quella di Tubinga. E’ chiamato il “teologo della speranza”.
Nel capitolo presente
nel testo in esame, Moltmann pensa che sia finita l’epoca moderna e che ci si
trovi all’inizio del futuro ecologico del mondo; con un nuovo paradigma.
Col Rinascimento l’uomo
era al centro del mondo (Pico della Mirandola e il suo “Discorso
sulla dignità dell’uomo”
del 1486); Bacone diceva che “sapere è potere “; Cartesio sosteneva che l’uomo
doveva diventare “signore e possessore della natura “.
Ma questo non è
l’unico modo di leggere i racconti biblici della creazione: dice Moltmann
che Dio non ha infuso il proprio spirito
divino soltanto nell’uomo, ma in tutte le sue creature. Che sono anch’esse
immagine di Dio.
All’uomo compete una
“umiltà cosmica” e il vero sapere non è il potere, ma la sapienza; il mondo non
è una realtà divina, ma è permeato da Dio e la creazione è un’opera trinitaria
nella quale opera lo Spirito. Si tratta dell’antica “perichoresis
“ di San Paolo e di San
Giovanni: l’inabitazione vicendevole di Dio nel mondo e del mondo in Dio.
Non è panteismo, perché Dio e mondo rimangono
distinti. L’immagine immanentistica del mondo, da 400 anni in qua, ha permesso
di ”soggiogare” la terra, degradandola ad un oggetto; ma il mondo non è
perfetto e non è ancora finito, allora quest’immagine non è appropriata.
La terra è
intelligente perché produce intelligenze e noi siamo “con-creature” assieme
agli altri esseri viventi. Perciò –dice Moltmann- “oggi è tempo di mettere al
centro la santità della terra e di integrarci consapevolmente nella comunità
della terra”.
La terra ha un diritto
ad un riposo sabbatico, affinchè essa possa rigenerare la sua fecondità. Chi
disprezza il sabato della terra, trasforma il paese in un deserto e dovrà
lasciare il paese (Lv 26, 33).
Abbiamo dunque bisogno
di una “teologia della terra e di una nuova spiritualità della creazione”; è
una “theologia viatorum”, in cammino; è
una teologia dello Spirito Santo e della Sapienza di Dio.
C’è una ragione delle
idee ed un intelletto dei sentimenti: la spiritualità è una direzione del
cuore; per lungo tempo ha dominato una spiritualità dell’anima e dell’uomo
interiore.
C’è una “mistica
cosmica” che, da Agostino in poi, si muove in senso contrario alla spiritualità
occidentale, ma essa è oggi interpellata –sostiene l’Autore- per un futuro
ecologico degli esseri umani e della terra.
I sensi del nostro
corpo ci uniscono al mondo: non servono solo per lavorare. Vanno curati,
plasmati, con rispetto della vita. La mistica della vita ci consente di contrastare
–dice Moltmann- il “cinismo dell’annientamento della vita, oggi diffuso nel
nostro mondo”.
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Si tratta di una prospettiva di grande ricchezza, forse un
po’ schematica nella ristrettezza di un articolo e, a mio modesto avviso, da cercar di rendere complementare , per quanto possibile, con
altre “teologie” del nostro Occidente (al tempo stesso certo così povero, ma
anche così ricco!).
Purchè, evidentemente,
non ci sia contraddizione nei momenti di scelte doverose. Allora, solo la
preghiera ci indicherà la via, per percorsi spirituali e politici il più
possibile corretti e condivisi. C’è
d’aiuto Papa Francesco che, con l’enciclica “Laudato si’ “, amplia il discorso,
lo approfondisce ulteriormente e lo rende maggiormente applicativo.
Si può aprire, per noi cristiani interessati alla politica,
un grande cantiere “sinodale” di lavoro.
(*) Jurgen Moltmann,
Il futuro ecologico della teologia moderna,
in AA.VV., La speranza torna a parlare, Ed. La Meridiana, Bari, 2014.
Venezia, 8 ottobre
2015.
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