Si è svolto venerdì 26
febbraio 2016 presso il “Centro
Francescano” di Via Cappuccina, a Mestre, l’incontro pubblico che
l’Associazione ha promosso su Giorgio La Pira.
Ne ha parlato il prof.
GIUSEPPE GOISIS, già docente di Filosofia della politica presso l’Università
Ca’ Foscari di Venezia, titolando: “Giorgio La Pira: dalla politica alla
profezia”.
Ecco di seguito una breve
sintesi.
Più che “da...a ”-ha esordito il Relatore- sarebbe meglio
parlare, per Giorgio La Pira, di “tra”: tra politica e profezia.
Nato in Sicilia ma vissuto a Firenze, culla dell’Umanesimo,
con le figure del Savonarola, di Machiavelli, di Erasmo da Rotterdam, di
Tommaso Moro a far da sfondo.
Per una politica al tempo stesso realistica (“il realismo
dell’Incarnazione”) e profetica (la visione di Isaia secondo cui le spade si
trasformeranno in vomeri).
La Pira, “facitore di ponti” e “portatore di speranza”, come
amava definirsi, continuamente nutrito
dalla preghiera, la grande forza motrice
della storia e con uno straordinario senso della Bellezza.
Capace di fare un uso creativo della Bibbia (compreso il
libro dell’Apocalisse) per una costruzione politica che procedesse per “irradiamento”
da Firenze (l’eco del pensiero di P. Teilhard de Chardin) e si facesse
“globalizzante” verso il mondo intero.
La Pira, “profeta disarmato”, spesso non capito specie dalle
persone a lui vicine, nel clima del cattolicesimo fiorentino del suo tempo.
Giorgio La Pira ed Aldo Moro, accomunati a sottolineare la
stagione dei doveri (“Questo Paese non si salverà, la stagione dei
diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo
senso del dovere” Aldo Moro, 1978).
Impegnato in una politica che diventa “sacro
esperimento “, ma che
nel contempo “fa”, produce cambiamenti concreti come avvenne a Firenze nei suoi quasi 11 anni da Sindaco.
Capace di tenere originalmente assieme realismo ed ideali (è
interessante in proposito –ha suggerito il prof. Goisis- il rapporto importante
di La Pira con De Gaulle). Così come è interessante indagare, sempre ad avviso
del Relatore, il rapporto tra La Pira e don Sturzo e quello tra La Pira e De Gasperi. Il De Gasperi
di formazione asburgica, la persona retta
ed aperta al mondo.
Giorgio La Pira, l’uomo dei tre Papi (Pio XII°, Giovanni
XXIII°, Paolo VI°), l’uomo della “spes contra spem”. In grado di guardare in
profondità e concretezza le tante diverse povertà ed in grado anche di
valorizzare il senso profondo della famiglia.
Studioso ed educatore (insisteva molto sull’importanza del
tema educativo nella politica); operatore infaticabile di pace; profondamente
imbevuto di quella che oggi si chiama “etica della responsabilità”. In senso
alto.
Renato Omacini
marzo 2016.
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