mercoledì 16 marzo 2016

Incontro pubblico su Giorgio La Pira


Si è svolto venerdì 26 febbraio 2016  presso il “Centro Francescano” di Via Cappuccina, a Mestre, l’incontro pubblico che l’Associazione ha promosso su Giorgio La Pira.
Ne ha parlato il prof. GIUSEPPE GOISIS, già docente di Filosofia della politica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, titolando: “Giorgio La Pira: dalla politica alla profezia”.
Ecco di seguito una breve sintesi.



Più che “da...a ”-ha esordito il Relatore- sarebbe meglio parlare, per Giorgio La Pira, di “tra”: tra politica e profezia.
Nato in Sicilia ma vissuto a Firenze, culla dell’Umanesimo, con le figure del Savonarola, di Machiavelli, di Erasmo da Rotterdam, di Tommaso Moro a far da sfondo.
Per una politica al tempo stesso realistica (“il realismo dell’Incarnazione”) e profetica (la visione di Isaia secondo cui le spade si trasformeranno in vomeri).
La Pira, “facitore di ponti” e “portatore di speranza”, come amava definirsi,  continuamente nutrito dalla preghiera,  la grande forza motrice della storia e con uno straordinario senso della Bellezza.
Capace di fare un uso creativo della Bibbia (compreso il libro dell’Apocalisse) per una costruzione politica che procedesse per “irradiamento” da Firenze (l’eco del pensiero di P. Teilhard de Chardin) e si facesse “globalizzante” verso il mondo intero.
La Pira, “profeta disarmato”, spesso non capito specie dalle persone a lui vicine, nel clima del cattolicesimo fiorentino del suo tempo.
Giorgio La Pira ed Aldo Moro, accomunati a sottolineare la stagione dei doveri (“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”  Aldo Moro, 1978).
Impegnato in una politica che diventa “sacro esperimento “, ma che nel contempo “fa”, produce cambiamenti concreti come avvenne a Firenze nei  suoi  quasi 11 anni da Sindaco.
Capace di tenere originalmente assieme realismo ed ideali (è interessante in proposito –ha suggerito il prof. Goisis- il rapporto importante di La Pira con De Gaulle). Così come è interessante indagare, sempre ad avviso del Relatore, il rapporto tra La Pira e don Sturzo e  quello tra La Pira e De Gasperi. Il De Gasperi di formazione asburgica, la persona  retta ed aperta al mondo.
Giorgio La Pira, l’uomo dei tre Papi (Pio XII°, Giovanni XXIII°, Paolo VI°), l’uomo della “spes contra spem”. In grado di guardare in profondità e concretezza le tante diverse povertà ed in grado anche di valorizzare il senso profondo della famiglia.
Studioso ed educatore (insisteva molto sull’importanza del tema educativo nella politica); operatore infaticabile di pace; profondamente imbevuto di quella che oggi si chiama “etica della responsabilità”. In senso alto.


Renato Omacini
marzo 2016.



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