venerdì 26 ottobre 2018

LETTURE D’AUTUNNO - Le risposte di Stephen Hawking - Renato Omacini



Dal prossimo 16 novembre sarà in libreria l’autobiografia di Stephen Hawking ,il famoso astrofisico morto nel marzo scorso, a 76 anni. Il titolo è: “ Le  mie  risposte  alle  grandi  domande “, edito da Rizzoli.
Il “ Corriere della Sera “ del 14 ottobre ne ha proposto in anticipo alcuni brani; seleziono di seguito tre passaggi che mi hanno colpito.
Il primo, quando Hawking dice di augurarsi che i governanti  “…si dimostrino all’altezza della sfida posta dagli obiettivi di uno sviluppo sostenibile, e che agiscano non per il loro interesse, ma per il bene comune “.
Il secondo passaggio: “ Grazie al mio lavoro, ho avuto l’enorme privilegio di contribuire alla comprensione dell’universo. Ma l’universo sarebbe vuoto se non fosse per le persone che amo e che mi amano: senza di loro, ai miei occhi tutta la sua meraviglia perderebbe di significato “.
Ed ancora: “ Lottiamo perché ogni donna ed ogni uomo possano vivere delle vite sane e sicure, piene di opportunità e di amore “.
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Si torna, anche per questa via,  al grande tema di sempre: quello dell’amore; se queste cose le dico io, semplice uomo della strada, hanno pochissimo valore, ma se le dice uno come Hawking, c’è proprio da riflettere!
Mi chiedo spesso se e come questa grande forza (l’Amore) possa entrare anche nella Politica, plasmandola almeno un po’ di sé. Ci credo, nonostante ciò che vedo e che sento.

 Oggi infatti  (ma la cosa è iniziata, in epoca recente,  col berlusconismo, basta ricordare “ i C(K)omunisti ! “ ) c’è disprezzo nella politica, risentimento, ricusazione, chiusura, in qualche caso vero e proprio odio, combustibile infuocato nel sociale.
Dobbiamo credere, comunque, in una possibilità positiva  perché in passato, per esempio, ciò è stato possibile, a cura di alcuni famosi protagonisti, intelligenti e generosi, in Italia e fuori.
 Il guaio è che tutto questo viene liquidato spesso come utopia, irrealismo, buonismo, moralismo, ecc. Ma perché avviene questo? Ci domandiamo se è giusto?
Una buona politica richiede certo, come sappiamo,  grandi sacrifici, forte intelletto, coraggio ed acuto senso di solidarietà; richiede anche  disinteresse personale ed apertura alla possibilità addirittura, in qualche caso, del disprezzo  altrui.
Ma queste “ virtù ” politiche possono essere pertugi da cui può entrare – senza vergognarsi del termine – l’amore: sarebbe una vera “ rivoluzione ”, in grado almeno di tentare di arginare questa oggettiva deriva (praticata, con diversa intensità, da pressochè tutti i partiti politici), da cui, altrimenti, resteremo schiacciati.
 In fondo, a pensarci bene, si tratterebbe di civiltà: la famosa “Civiltà dell’Amore” di cui ha parlato San Paolo VI°.
Che ne pensate amiche ed amici dell’Associazione?


Venezia, 16 ottobre 2018.

Nessun commento: