sabato 6 ottobre 2018

LETTURE D’AUTUNNO - Renato Omacini

Roberto Rossini, Presidente delle ACLI, ricorda, su “Avvenire” del 5 ottobre 2018, la figura di Achille Grandi. Ne trascrivo il breve testo:

“ Se la nostra Repubblica è democratica e fondata sul lavoro, lo dobbiamo anche ad un cattolico che ha attraversato mezzo secolo di storia del nostro Paese. Achille Grandi. La sua è una biografia che per un politico potrebbe rappresentare la norma, ma anche per un politico di oggi suona invece piuttosto atipica. Achille, in rapida successione cronologica, è stato: segretario dell’Unione Popolare fra i Cattolici d’Italia; vicepresidente del Sindacato Italiano Tessile; segretario della (mitica) Cil, la Confederazione italiana dei lavoratori sciolta dalla violenza fascista; fondatore del Partito Popolare di don Sturzo e poi deputato Popolare; dopo la guerra, consigliere nella stesura del Patto di Roma per la costituzione del sindacato unitario; fondatore delle Acli e poi ancora deputato e vicepresidente all’Assemblea Costituente per la Dc.

Tra tutte queste esperienze si è anche formato, studiando e lavorando. Insomma: studio, lavoro, attività sindacale e parlamentare: un uomo pienamente politico. La politica non sarà una professione, è vero ed è anche giusto, ma certamente non può essere un’improvvisazione.

Tutto ciò per ricordare che i grandi cambiamenti politici nascono per una serie di ragioni storiche, ma anche grazie all’incubazione di una classe dirigente preparata, sensibile, motivata. Achille Grandi ne è la dimostrazione vivente, lui ed altri ancora hanno animato una stagione di cattolici che hanno risposto alla domanda posta dai grandi mutamenti storici di quell’epoca, anzitutto per resistere alla barbarie nazi-fascista e poi per mediare tra forze ideali e programmatiche.

E oggi? Come  cattolici siamo ancora in grado di rispondere al cambio d’epoca?

Forse ora come allora dovremmo porci la questione se, oltre a resistere a certe forme di indebolimento della democrazia, è possibile incubare una nuova classe dirigente politica.

Sarebbe un gesto utile e perfettamente “a tempo”. Incubare la classe dirigente, a partire dalle parrocchie, dalle comunità e dai Comuni, dà finalmente segno di un’inversione di tendenza: dopo anni passati a parlar male della politica, a creare sensi di colpa in chi si occupa di politica, ecco una nuova lettura, affermando la bellezza e la grandezza di un impegno politico. Incubare classe dirigente è scommettere sul futuro, investendo sui giovani. Si tratterebbe proprio di coinvolgere i
giovani, in particolare i giovani amministratori che già oggi governano la cosa pubblica, i giovani impegnati nel sindacato e nell’associazionismo.
Investire nei giovani in politica è rispondere con intelligenza alla fase politica che stiamo vivendo. Come cattolici siamo stati capaci di porre – a suo tempo – una Questione Sociale, poi una Questione Antropologica: forse oggi possiamo porre con forza l’esistenza di una Questione Politica , cioè la necessità di elaborare un pensiero lungo , una visione sostenibile di futuro, possibile attraverso la formazione. Investire in questo significa dare risposta attraverso un metodo, che di fatto è come una risposta indiretta: ma oggi il metodo conta tanto quanto alcune resistenze dirette. Dichiarare l’esistenza di una Questione politica significa riconoscere che i tempi sono cambiati e che occorre capir  bene (con competenza) quali sono le azioni da porre in atto, con metodo e pur con tanta speranza…

Credo che siano proprio queste le virtù che hanno ispirato Achille Grandi, di cui ricordiamo la scomparsa, avvenuta in questi giorni, oltre sessant’anni fa, e l’attualità dell’azione. Metodo e speranza: è così che poi le cose accadono “.

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Ecco una parola, che mi pare del tutto condivisibile, adatta anche per la nostra Associazione. Occorre, come ci siamo ripetuti, fare rete; ma è bene farlo, se possibile, partendo da una nostra “Piattaforma” aperta. Da alcuni “moduli”, per esempio, che potrebbero far parte di un più organico intervento di formazione politica, nel cosiddetto “cambio d’epoca”.

Potremmo anche rivolgersi a Parroci, a Presidenti di Associazioni, a Capigruppo di alcuni Consigli comunali che conosciamo, ad alcuni catechisti/te e/o insegnanti che ugualmente conosciamo, ecc. per aver da loro –previo consenso degli eventuali indicati/te – alcune segnalazioni di giovani cattolici  impegnati/te, che potrebbero essere interessati/te  ad una formazione più strutturata e profonda che li aiuti ad elaborare,   con loro protagonisti , un “pensiero più lungo”. Magari invitandoli prima ad alcuni incontri di sensibilizzazione alla politica, facendone emergere la necessità, ma anche, come ancora dice Rossini, la “bellezza e la grandezza”.

Per parte nostra, potremmo, nella nostra “Galleria”, prevedere un approfondimento della figura di Achille Grandi.

Venezia, ottobre 2018.

 

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