“ Se
la nostra Repubblica è democratica e fondata sul lavoro, lo dobbiamo anche ad
un cattolico che ha attraversato mezzo secolo di storia del nostro Paese.
Achille Grandi. La sua è una biografia che per un politico potrebbe
rappresentare la norma, ma anche per un politico di oggi suona invece piuttosto
atipica. Achille, in rapida successione cronologica, è stato: segretario
dell’Unione Popolare fra i Cattolici d’Italia; vicepresidente del Sindacato
Italiano Tessile; segretario della (mitica) Cil, la Confederazione italiana dei
lavoratori sciolta dalla violenza fascista; fondatore del Partito Popolare di
don Sturzo e poi deputato Popolare; dopo la guerra, consigliere nella stesura
del Patto di Roma per la costituzione del sindacato unitario; fondatore delle Acli
e poi ancora deputato e vicepresidente all’Assemblea Costituente per la Dc.
Tra tutte queste esperienze si è anche formato, studiando e
lavorando. Insomma: studio, lavoro, attività sindacale e parlamentare: un uomo
pienamente politico. La politica non sarà una professione, è vero ed è anche
giusto, ma certamente non può essere un’improvvisazione.
Tutto ciò per ricordare che i grandi cambiamenti politici
nascono per una serie di ragioni storiche, ma anche grazie all’incubazione di
una classe dirigente preparata, sensibile, motivata. Achille Grandi ne è la
dimostrazione vivente, lui ed altri ancora hanno animato una stagione di
cattolici che hanno risposto alla domanda posta dai grandi mutamenti storici di
quell’epoca, anzitutto per resistere alla barbarie nazi-fascista e poi per
mediare tra forze ideali e programmatiche.
E oggi? Come cattolici
siamo ancora in grado di rispondere al cambio d’epoca?
Forse ora come allora dovremmo porci la questione se, oltre a
resistere a certe forme di indebolimento della democrazia, è possibile incubare una nuova classe dirigente politica.
Sarebbe un gesto utile e perfettamente “a tempo”. Incubare la
classe dirigente, a partire dalle parrocchie, dalle comunità e dai Comuni, dà
finalmente segno di un’inversione di tendenza: dopo anni passati a parlar male
della politica, a creare sensi di colpa in chi si occupa di politica, ecco una
nuova lettura, affermando la bellezza e la grandezza di un impegno politico.
Incubare classe dirigente è scommettere sul futuro, investendo sui giovani. Si
tratterebbe proprio di coinvolgere i
giovani, in particolare i giovani amministratori che già oggi
governano la cosa pubblica, i giovani impegnati nel sindacato e
nell’associazionismo.
Investire nei giovani in politica è rispondere con intelligenza
alla fase politica che stiamo vivendo. Come cattolici siamo stati capaci di
porre – a suo tempo – una Questione Sociale, poi una Questione
Antropologica: forse
oggi possiamo porre con forza l’esistenza di una Questione Politica , cioè la necessità di elaborare un pensiero
lungo , una visione
sostenibile di futuro, possibile attraverso la formazione. Investire in questo
significa dare risposta attraverso un metodo, che di fatto è come una risposta
indiretta: ma oggi il metodo conta tanto quanto alcune resistenze dirette.
Dichiarare l’esistenza di una Questione politica significa riconoscere che i
tempi sono cambiati e che occorre capir
bene (con competenza) quali sono le azioni da porre in atto, con metodo
e pur con tanta speranza…
Credo che siano proprio queste le virtù che hanno ispirato
Achille Grandi, di cui ricordiamo la scomparsa, avvenuta in questi giorni,
oltre sessant’anni fa, e l’attualità dell’azione. Metodo e speranza: è così che
poi le cose accadono “.
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Ecco una parola, che mi pare del tutto condivisibile, adatta
anche per la nostra Associazione. Occorre, come ci siamo ripetuti, fare rete;
ma è bene farlo, se possibile, partendo da una nostra “Piattaforma” aperta. Da
alcuni “moduli”, per esempio, che potrebbero far parte di un più organico
intervento di formazione politica, nel cosiddetto “cambio d’epoca”.
Potremmo anche rivolgersi a Parroci, a Presidenti di
Associazioni, a Capigruppo di alcuni Consigli comunali che conosciamo, ad
alcuni catechisti/te e/o insegnanti che ugualmente conosciamo, ecc. per aver da
loro –previo consenso degli eventuali indicati/te – alcune segnalazioni di
giovani cattolici impegnati/te, che
potrebbero essere interessati/te ad una
formazione più strutturata e profonda che li aiuti ad elaborare, con loro protagonisti , un “pensiero più
lungo”. Magari invitandoli prima ad alcuni incontri di sensibilizzazione alla
politica, facendone emergere la necessità, ma anche, come ancora dice Rossini,
la “bellezza e la grandezza”.
Per parte nostra, potremmo, nella nostra “Galleria”,
prevedere un approfondimento della figura di Achille Grandi.
Venezia, ottobre 2018.
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