L’altro giorno assistevo in Basilica di San Marco, davanti all’altare della Nicopeja, al canto del “ Magnificat “: inno stupendo, che andrebbe meditato e rimeditato.
Mi ha colpito particolarmente il versetto: “ Ha
rovesciato i potenti dai troni “. Ha a che fare anche con la politica ed è perciò che vorrei condividere
alcune brevi riflessioni.
Prendiamo il versetto prima in sé, senza legarlo al
successivo: “ Ha innalzato gli umili “.
Ricordo un bel dialogo in proposito tra Vittorio Foà e sua
figlia Anna: si chiedevano se era più appropriato riferirsi a singole figure,
oppure ad atti simbolici (esempio, la presa della Bastiglia, o la caduta del
muro di Berlino, ecc.); il potere cioè, più che il potente. Chi lo butta giù?
Il “Magnificat” dice che solo Dio lo può fare, ma se è così,
ci sono ancora domande possibili da parte di noi uomini? Si pensi alle tesi di
Lutero. Si chiedeva Anna se rovesciare i
potenti volesse dire solo rivoluzione od anche cambiamento; secondo suo papà,
il Magnificat è rivoluzione, non costruzione del potere. E’ abbattere
l’ingiustizia e la violenza.
Nella secolarizzazione la rivoluzione non è più fatta da Dio, ma
dagli uomini. E c’è di mezzo la forza che però non manca (con l’uso del verbo
“ha rovesciato” neppure nel Magnificat).
E gli “umili” del versetto successivo? Il verbo usato
(“innalzare”) non significa automaticamente mettere al loro posto. Cosa faranno
gli “umili”? Si prostituiranno e, col tempo, esprimeranno nuovi potenti
ingiusti?
Pensando un po’ a questo, ecco riemergere nella mia mente le
figure di Gandhi, di Luther King, di Nelson Mandela: hanno usato certo la
forza, ma, come sappiamo, una forza “diversa”.
Nel nostro piccolo, come credenti che amano la politica, se cerchiamo di essere alla sequela del Signore seguendo il “percorso” cantato dalla giovane Maria, dovremmo contribuire anche noi, storicamente ed attualmente, ad “innalzare” gli umili, facendo loro spazio, dando loro voce (anche voce politica); il resto verrà da solo, come conseguenza.
Quante domande, aperte a grappolo, su di un tale argomento
difficile ma affascinante: potremmo confrontarci on-line?
Non può essere anche questo, in fondo, un modo, particolare, di vivere l’imminente
Avvento, cioè di preparare, in umiltà, i “sentieri-di-inciampo” per i potenti
prepotenti, ingiusti e bugiardi?
Venezia, 29 novembre
2020.
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