martedì 5 maggio 2020

A proposito del 1° maggio (a cura di Renato Omacini)


Musica per le mie orecchie: ecco alcuni spunti, con un breve commento finale:

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa del Lavoro, ha parlato della necessità, per il Sindacato, di “confermare, in un nuovo contesto, i valori della persona, la cui dignità è intangibile rispetto ad ogni pur rispettabile interesse”.
Papa Francesco ha così pregato: “A nessuno manchi il lavoro e la giusta retribuzione. Prego per gli imprenditori che custodiscono i lavoratori come figli” ed ancora: “Anche oggi ci sono tanti schiavi, tanti uomini e donne che non sono liberi dal lavorare e sono costretti a lavorare per sopravvivere. Ci sono i lavori forzati, ingiusti, malpagati che costringono a vivere con la dignità calpestata”.
Il Ministro Orlando, vicesegretario del Pd, nel corso del dibattito parlamentare di fine aprile, ha detto tra l’altro che “non esiste ripresa  economica senza sicurezza sanitaria” e che “ non esiste ripresa senza un ripensamento del modello di sviluppo”.
Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL, nel discorso dedicato alla Festa del Lavoro, ha mostrato preoccupazione per il guasto che questo modello  di sviluppo produce sull’uomo e sulla natura. Ha sostenuto che occorre cambiare le priorità dei nostri consumi.
Annamaria Furlan, Segretaria Generale della CISL, in occasione del 1° maggio, ha detto tra l’altro: “Ecco, cambiare significa rimettere al centro il valore della persona…ripensare il modello di sviluppo significa rimettere al centro il lavoro, la persona e cambiare le nostre priorità di investimento e, insieme a questo, cambiare anche il lavoro come organizzazione che innanzitutto tuteli la salute”.
Luciana Castellina, in un suo intervento sul “Manifesto” del 1.5.2020, ha scritto tra l’altro: “Dovrà cambiare la produzione e quindi il lavoro. Qualcosa di così difficile che potrebbe portare ad una drammatica disoccupazione. Il tempo che ci attende riproporrà uno scontro di classe di una durezza che forse non abbiamo ancora mai sperimentato”.



Idee convergenti, salvo l’ultimo richiamo, con una consapevolezza che non appartiene più solo a pochi studiosi  illuminati o “profeti”. Questo è un gran bene ed una buona novità da non sciupare, pur nell’estrema difficoltà di rendere queste stesse idee  progressivamente operative.
Come evidenziato da tempo, ci vorrebbe, a mio parere (dato l’impegno che questo compito comporta a vari, coordinati livelli), una grande Conferenza Europea, almeno di durata annuale, per “ridisegnare” produzione, lavoro, consumi, sapéri, stili di vita, interventi per l’ambiente, relazioni internazionali, ecc.
Se ciò non sarà possibile, cerchiamo di fare assieme la stessa cosa almeno a livello nazionale.
Quel che è certo da subito è che i due più grandi ed urgenti investimenti pubblici da effettuare oggi sono uno sulla salute (nel senso estensivo del termine)  e l’altro sulla formazione, per i nuovi lavori.
Quanto, in particolare, all’intervento della Castellina, speriamo che la sua previsione non abbia ragione di avverarsi, anche se non credo la si possa prendere  alla leggera.
Che ve ne pare?


Venezia, 2 maggio 2020.

Nessun commento: